Economia
Palermo – Da un lato la nota della Regione Siciliana, dall’altra quella del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Regione Sicilia, la vicenda è quella legata alla nave Costanza I di Sicilia che stamane 4 luglio è approdata a Lampedusa.
Ma andiamo per ordine. Stamane è arrivata la nota ufficiale della Regione con le dichiarazioni del Governatore Schifani.
«Questa è una giornata importante per la Sicilia, e per Lampedusa in particolare, anche sul fronte dei trasporti marittimi. Il sogno accarezzato da anni è diventato realtà e adesso potremo contare sul primo traghetto della flotta regionale per collegare Porto Empedocle con Lampedusa e Linosa. La Regione è riuscita in maniera virtuosa a ottenere le risorse, partecipando a un bando nazionale, e a investirle, adesso mette questa imponente ed elegante nave al servizio dei siciliani e delle isole minori». Ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, visitando il “Costanza I di Sicilia”, costruito nei Cantieri navali di Palermo e varato lo scorso mese di ottobre, in occasione di prove tecniche di viaggio e di attracco a Lampedusa e Linosa effettuate oggi.
Ad accogliere il traghetto al molo di Lampedusa anche l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò.
«La data in cui quest’isola ha ricevuto il grande dono della visita di Papa Leone XIV – ha detto Aricò – si arricchisce di un altro evento significativo, ossia l’arrivo della prima nave made in Sicily, costruita in tempi record con un investimento di 130 milioni di euro, segno che la Regione prende gli impegni e riesce a mantenerli anche prima delle scadenze. Annunceremo nei prossimi giorni la prima corsa, che dovrebbe avvenire prima di Ferragosto».
Il nuovo traghetto si distingue per le sue caratteristiche tecnologiche avanzate, specialmente in tema di sostenibilità ambientale. Con una lunghezza di circa 140 metri e una stazza lorda di circa 14.500 tonnellate, la nave potrà trasportare fino a 1.000 passeggeri e 200 automobili, raggiungendo una velocità massima di 19 nodi. Possiede 137 cabine, con alcune idonee ad ospitare persone con mobilità ridotta, e compirà la tratta Porto Empedocle-Lampedusa-Linosa in 10 ore.
Dall’altro la nota del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Regione Sicilia, che esprime forte contrarietà rispetto alla scelta di affidarne la gestione a Caronte & Tourist Isole Minori S.p.A., società che, secondo il Comitato, detiene già una posizione dominante nei collegamenti marittimi ro-ro delle isole minori siciliane.
“Oggi la nave Costanza I di Sicilia, di proprietà della Regione Siciliana e finanziata con i soldi dei contribuenti siciliani, è partita dal porto di Palermo ed è arrivata a Lampedusa per svolgere il servizio per il quale è stata realizzata. Si tratta di una nave moderna, costruita con risorse pubbliche e che appartiene, di fatto, a tutti i cittadini siciliani. Proprio per questo, il Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Regione Sicilia esprime forte contrarietà rispetto alla scelta di affidarne la gestione a Caronte & Tourist Isole Minori S.p.A., società che, secondo il Comitato, detiene già una posizione dominante nei collegamenti marittimi ro-ro delle isole minori siciliane.
A nostro giudizio – continua la nota -, una scelta di questa importanza avrebbe dovuto prevedere una gara pubblica aperta, consentendo anche ad altri armatori e imprenditori di partecipare e competere per la gestione di un bene costruito con denaro pubblico. La libera concorrenza non è un principio astratto: è democrazia economica, trasparenza e tutela dell’interesse collettivo. Se la nave è dei siciliani, la Regione avrebbe potuto valutare anche una gestione diretta attraverso una società pubblica regionale, assumendo il personale necessario e mantenendo integralmente pubblico un servizio finanziato con risorse pubbliche. Invece, secondo il nostro punto di vista, si è scelta una soluzione che finisce per rafforzare ulteriormente un soggetto che già opera in una posizione di assoluta forza sul mercato. Per il Comitato, questo rappresenta un errore politico e amministrativo che rischia di comprimere ulteriormente gli spazi di concorrenza e le opportunità per altri operatori interessati a investire nel settore.
Per tali ragioni, continueremo il nostro percorso istituzionale e le nostre iniziative presso le autorità competenti affinché siano pienamente rispettati i principi di trasparenza, imparzialità e libera concorrenza. Una nave pagata dai siciliani deve essere utilizzata nell’interesse di tutti i siciliani e non per consolidare ulteriormente posizioni dominanti già esistenti sul mercato. La Sicilia ha bisogno di più concorrenza, più pluralismo e più opportunità per tutti”.