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    Catania. Vendevano prodotti contraffatti online, la Guardia di Finanza interviene durante la diretta streaming
    Dopo pochi secondi, però, si sente bussare alla porta: “Buongiorno, Guardia di Finanza”.
    Redazione30 Aprile 2026 - Cronaca
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    Catania – La vendita era in diretta, con decine di utenti collegati. Nel video diffuso dalla  Guardia di Finanza si vede la venditrice mentre promuove i prodotti e invita i follower a “condividere la live”. Dopo pochi secondi, però, si sente bussare alla porta: “Buongiorno, Guardia di Finanza”. Da lì l’ingresso dei militari e lo stop immediato alla diretta, con il conseguente sequestro.

    Le indagini

    Nel corso di un’attività investigativa finalizzata al contrasto del “mercato del falso” e dell’abusivismo commerciale, svolta anche mediante il monitoraggio del web, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania , hanno individuato l’esistenza di un profilo su un noto social network utilizzato per la vendita di prodotti di prestigiosi marchi, nazionali ed esteri, contraffatti e a prezzi di gran lunga inferiori a quelli di mercato.

    Le Fiamme Gialle del II Gruppo di Catania sono riusciti a individuare i gestori del profilo social e a localizzare il magazzino, situato all’interno di un cortile nella loro disponibilità a San Cristoforo, rione storico nel centro di Catania, utilizzato come base logistica per organizzare dei “mercatini telematici”, nell’ambito dei quali, in diretta streaming, mostrare l’ampio campionario di prodotti contraffatti e raccogliere gli ordini dei clienti collegati.

    I militari hanno fatto accesso nel locale proprio mentre era in corso una “diretta social”, rinvenendo una vera e propria “boutique del falso”, con scaffali, espositori e scatole dove erano presenti oltre 1.200 prodotti, tra borse, capi di abbigliamento, scarpe, giubbini, cinture, portafogli e altri accessori, tutti recanti marchi contraffatti di noti brand del lusso, casual e sportivi. Gli articoli presentavano caratteristiche molto simili agli originali: materiali curati, etichette, confezioni e perfino QR code stampati sulle scatole, nel tentativo di rendere più credibile la provenienza e l’originalità dei prodotti. In alcuni casi era presente anche una “garanzia del venditore”.

    Tutta la merce, ivi inclusa quella contenuta in diversi pacchi già pronti per la spedizione, è stata sequestrata per essere formalmente sottoposta a perizie da parte degli studi e delle agenzie che tutelano i marchi riconducibili alle case di moda coinvolte. Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Catania, sono in corso specifici approfondimenti investigativi finalizzati all’individuazione dei canali di approvvigionamento e alla completa ricostruzione della filiera del falso. I due responsabili sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria di Catania per ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi

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