Marsala – Il Tribunale di Marsala, presidente giudice Vito Marcello Saladino ha condannato a 15 anni di reclusione Alfonso Tumbarello, il medico di Campobello di Mazara, accusato di avere fornito falsi certificati e coperture sanitarie che avrebbero permesso a Matteo Messina Denaro, di curarsi sotto falsa identità mentre era ricercato come capo di Cosa nostra. Il Pm Gianluca De Leo al termine della sua requisitoria aveva chiesto per Tumbarello 18 anni.
Per l’accusa, Tumbarello avrebbe agevolato il boss nel suo percorso di cure oncologiche grazie alla complicità del geometra “Andrea Bonafede”, che gli avrebbe fornito il profilo sanitario consentendo al latitante di accedere a visite, terapie e farmaci.
Per garantigli le cure mediche per il tumore al colon, di cui il boss soffriva, Tumbarello ha firmato 95 ricette per i farmaci e 42 analisi. Per un totale di 137 prescrizioni. I certificati medici erano a nome di «Bonafede Andrea» il geometra di Campobello di Mazara, ma in realtà erano utilizzati dall’allora boss latitante che utilizzava quell’identità per sfuggire alla cattura e farsi curare. Per i pm il medico sapeva in realtà perfettamente che le prescrizioni erano per il boss.
La sentenza, prevista in un primo momento a maggio scorso era di fatto slittata perchè il tribunale di Marsala davanti al quale si celebra il processo, presidente giudice Vito Marcello Saladino, aveva disposto un nuovo “accertamento medico-legale e informatico assolutamente necessario”, affidando il compito, ad un medico legale e ad un ingegnere informatico il compito.
La condanna conferma l’impianto accusatorio della Procura. Ora si attendono le motivazioni della sentenza, che verranno depositate entro i canonici 90 giorni e che spiegheranno nel dettaglio gli elementi che hanno portato alla quantificazione della pena.