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    L’ATI chiede 95,5 milioni alla Regione per reti idriche, contatori intelligenti e depurazione
    Redazione6 Novembre 2026 - Economia
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    Trapani – Oltre 95,5 milioni di euro per ammodernare le reti idriche, installare contatori intelligenti e realizzare opere urgenti sui sistemi fognari e sugli impianti di depurazione della provincia di Trapani. È la richiesta avanzata dall’Assemblea Territoriale Idrica (ATI) alla Regione Siciliana con una nota firmata dal presidente Francesco Gruppuso e indirizzata ai vertici del governo regionale e dell’Assemblea Regionale Siciliana.

    Si tratta di un nuovo sollecito, dopo le precedenti richieste inviate nel dicembre 2025 e nell’agosto 2026, con il quale l’ATI punta a ottenere le risorse necessarie per garantire la continuità e la regolarità del servizio idrico integrato, superare le criticità ereditate dalla gestione dell’ex EAS e avviare investimenti considerati indispensabili per la sicurezza ambientale e sanitaria del territorio.

    Al governo Schifani  viene chiesto di sbloccare le risorse per 22 progetti idrici e quattro opere fognarie e depurative. Priorità ai 14 Comuni ex EAS e agli interventi più urgenti per la tutela ambientale e sanitaria.

    La somma complessiva richiesta ammonta a circa 95,5 milioni di euro, suddivisi in due principali linee di intervento: 51 milioni per l’ammodernamento dei sistemi di misurazione e gestione dell’acqua e 44,5 milioni per quattro opere fognarie e depurative.

    Nella lettera, inviata tra gli altri al presidente della Regione Renato Schifani, agli assessori Francesco Colianni e Alessandro Dagnino e al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, Gruppuso evidenzia il lavoro di riordino amministrativo, contabile e regolatorio già completato dall’ATI, compresa l’adozione degli strumenti di programmazione e il conseguimento della condizione abilitante prevista dall’ARERA. Un percorso che, secondo l’Assemblea, rischia tuttavia di non arrivare a compimento senza un adeguato sostegno finanziario straordinario.

    Contatori intelligenti: 51 milioni per 22 Comuni

    La prima parte della richiesta riguarda 51.021.804 euro destinati a 22 progetti per la sostituzione dei vecchi misuratori e l’ammodernamento dei sistemi di gestione delle utenze idriche.

    Una quota significativa, pari a 21.670.503 euro, interessa i 14 Comuni precedentemente serviti dall’EAS: Buseto Palizzolo, Custonaci, Paceco, Santa Ninfa, Salaparuta, Salemi, Gibellina, Vita, Erice, San Vito Lo Capo, Castellammare del Golfo, Partanna, Poggioreale e Valderice.

    Tra gli interventi economicamente più rilevanti figurano quelli previsti a Partanna, per oltre 5,1 milioni di euro, Santa Ninfa, per circa 2,2 milioni, Erice, per 2,16 milioni, e San Vito Lo Capo, per circa 2,15 milioni.

    Altri 29.351.301 euro sono richiesti per otto Comuni: Trapani, Marsala, Castelvetrano, Campobello di Mazara, Mazara del Vallo, Misiliscemi, Petrosino e Calatafimi Segesta.

    Il progetto più consistente riguarda il capoluogo, con un investimento di 13,2 milioni di euro per la verifica e la sostituzione degli allacci idrici e l’installazione di contatori intelligenti. A Marsala sono previsti lavori per 4,85 milioni, a Castelvetrano per 3,61 milioni e a Campobello di Mazara per circa 2,83 milioni.

    L’obiettivo è introdurre dispositivi di nuova generazione in grado di consentire la telelettura dei consumi, migliorare il controllo delle utenze, ridurre le perdite idriche e rendere più efficienti i sistemi di fatturazione, anche in vista dell’arrivo del gestore unico. Tutti e 22 i progetti erano stati candidati ai finanziamenti del programma regionale FESR 2021-2027, senza però ottenere le risorse richieste.

    Quattro opere urgenti per fognature e depurazione

    La seconda linea di intervento riguarda quattro opere fognarie e depurative per un valore complessivo di 44.539.420 euro.

    Il finanziamento più consistente, pari a 24,12 milioni di euro, è destinato ad Alcamo Marina, dove è prevista la realizzazione del sistema fognario e il potenziamento dell’impianto di depurazione.

    A Trapani sono invece richiesti oltre 18,1 milioni di euro per interventi di difesa idraulica della città e adeguamento del sistema fognario.

    Completano il piano due interventi più contenuti, ma ritenuti altrettanto importanti: circa 1,37 milioni di euro per la manutenzione della condotta sottomarina di Favignana, utilizzata per lo scarico delle acque reflue, e circa 887 mila euro per l’ottimizzazione e l’efficientamento dell’impianto di depurazione di contrada Sasì, a Calatafimi Segesta.

    Proprio su queste quattro opere l’ATI segnala una situazione particolarmente critica. I progetti non sono stati ammessi ai finanziamenti FESR perché riguardano territori non interessati da procedure di infrazione europea già attive. Una condizione che, secondo l’Assemblea, rischia di penalizzare interventi tecnicamente urgenti e necessari, con il paradosso che il mancato finanziamento potrebbe aggravare le criticità ambientali e favorire, in futuro, l’apertura di nuove procedure europee.

    La richiesta alla Regione: fondi alternativi e un tavolo istituzionale

    Per superare lo stallo, Gruppuso chiede alla Regione di individuare canali di finanziamento alternativi, facendo ricorso al Fondo per lo sviluppo e la coesione, ad altre risorse regionali o a specifici accordi di programma.

    Per gli interventi relativi ai contatori intelligenti, invece, la proposta è quella di prevedere uno stanziamento straordinario nella prossima legge regionale di Stabilità, assegnando priorità ai 14 Comuni ex EAS.

    L’ATI suggerisce inoltre di replicare il modello operativo già sperimentato durante l’emergenza idrica: l’Assemblea territoriale assumerebbe il ruolo di beneficiario formale dei finanziamenti, mentre i singoli Comuni sarebbero incaricati della realizzazione diretta delle opere.

    Tra le richieste figura anche l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra la Presidenza della Regione, la Presidenza dell’Ars e i rappresentanti del territorio, per individuare soluzioni condivise e accelerare l’avvio degli investimenti.

    L’Assemblea dichiara la propria disponibilità, insieme alle amministrazioni comunali interessate, ad aggiornare rapidamente la documentazione tecnica ed economico-finanziaria necessaria per dare corso ai progetti.

    La lettera è stata trasmessa anche ai deputati regionali eletti nella provincia di Trapani, Stefano Pellegrino, Giuseppe Bica, Girolamo Turano, Cristina Ciminnisi e Dario Safina, ai quali viene chiesto di sostenere l’inserimento delle risorse nella prossima manovra finanziaria regionale.

    La partita dei 95,5 milioni si sposta dunque adesso sul piano politico e finanziario: dalla disponibilità della Regione dipenderà la possibilità di trasformare i progetti già predisposti in interventi concreti per migliorare il servizio idrico e tutelare il territorio trapanese.

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