Cronaca
Roma – «Forze Armate a difesa della nostra libertà» è il claim scelto quest’anno per accompagnare le celebrazioni del 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
Un messaggio che richiama il valore inestimabile della libertà: un bene prezioso, che non può mai essere dato per scontato e che le donne e gli uomini delle Forze Armate contribuiscono a difendere ogni giorno, fino all’estremo sacrificio.
Il 4 novembre è un’occasione per ricordare i valori e gli eventi che hanno segnato il nostro Paese e il sacrificio di quanti hanno contribuito a costruire un’Italia unita e libera.
Il Tricolore, protagonista del manifesto, richiama l’unità del Paese e i valori di libertà e appartenenza che il claim intende rappresentare, unendo in un’unica immagine la storia dell’Italia, il presente e il suo futuro.
Il claim richiama così il ruolo delle Forze Armate al servizio del Paese e il legame che unisce chi opera quotidianamente per la sicurezza e la difesa dell’Italia.
«Forze Armate a difesa della nostra libertà» è, quindi, un messaggio che guarda al futuro e richiama la responsabilità di preservare quei valori di libertà, unità e appartenenza che rappresentano il patrimonio del nostro Paese.
Nei capoluoghi di provincia e nei comuni decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare saranno affissi i manifesti celebrativi dedicati alla ricorrenza.
Messaggio del Ministro della Difesa – Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate – 4 novembre 2026
Care donne e uomini dellaDifesa,
celebriamo oggi il 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle ForzeArmate.
Una giornata che appartiene alla storia e all’identità della nostra Nazione,che ci invita a guardare al futuro senza dimenticare il percorso, spesso doloroso, attraverso il quale l’Italia ha conquistato la propria unità ed è diventata il Paese che oggi conosciamo.
È il giorno in cui rendiamo onore a quanti hanno sacrificato la propriavita per l’Italia, ricordiamo coloro che portano ancora nel corpo e nell’anima i segni del servizio e rinnoviamo la nostra riconoscenza alle donne e agli uomini che, ogni giorno, si impegnano per la sicurezza e la libertà del nostro Paese.
Quest’anno celebriamo questa ricorrenza con il dolore ancora vivo per latragedia del 29 ottobre scorso in Bosnia-Erzegovina, dove quattro militari italiani hanno perso la vita mentre erano impegnati nell’operazione EUFOR Althea. Il mio pensiero più commosso va al Sergente Maggiore Simone Ruggia e al Sergente Maggiore Claudio Marchesi,appartenenti all’Aviazione dell’Esercito, al Capitano Franco Adriano Zecchillo e al Sergente Maggiore Laura Procacci, entrambi del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
Alle loro famiglie, agli amici e ai colleghi rinnovo il mio personale cordoglioe quello di tutta la Difesa.
Un pensiero di particolare vicinanza va anche agli undici feriti, ai qualiauguro una pronta e completa guarigione, e alle loro famiglie, che hanno vissuto giorni di grande preoccupazione.
Quest’anno, in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della RepubblicaItaliana, il 4 novembre ci offre un’ulteriore occasione per riflettere sul valore dell’unità, della libertà e della democrazia, conquiste che appartengono alla nostra storia e che abbiamo la responsabilità di custodire e trasmettere alle generazioni future.
Una responsabilità che trova un significato particolarmente profondo nelmotto scelto per accompagnare le celebrazioni di quest’anno: «ForzeArmate a difesa della nostra libertà». Parole che racchiudono il senso del vostro impegno e ci ricordano che la libertà non è mai scontata. La storia ce lo insegna e il presente ce lo dimostra ogni giorno.
Difendere il nostro Paese significa proteggere le sue Istituzioni, il suoterritorio, le sue infrastrutture e i suoi interessi strategici, ma soprattutto le persone, la loro dignità, i loro diritti e la possibilità di vivere, scegliere e costruire il proprio futuro senza paura.
È questa la responsabilità affidata alle nostre Forze Armate. Una responsabilitàche affonda le proprie radici nella storia della Nazione e che oggi si rinnova attraverso il vostro lavoro, la vostra professionalità e la vostra capacità di affrontare sfide sempre più complesse.
Perché senza Difesa non c’è sicurezza e senza sicurezza non c’è libertà.
L’Unità Nazionale che oggi celebriamo ci richiama, dunque, alla necessitàdi riconoscerci parte di una stessa comunità, di rispettare le nostre differenze e di assumere insieme la responsabilità del nostro futuro.
È uno spirito che ritrovo ogni giorno nel vostro lavoro, nella capacitàdi operare insieme, di condividere responsabilità e competenze, di mettere l’interesse della collettività al centro delle vostre scelte.
Lo ritrovo nell’impegno di chi difende il territorio nazionale, i nostrimari e i nostri cieli, di chi opera nello spazio, nel dominio cibernetico e nella dimensione subacquea, di chi è impegnato nelle missioni internazionali al fianco dei nostri alleati, di chi interviene nelle emergenze e di chi, lontano dai riflettori, contribuisceal funzionamento dell’intero sistema Difesa.
Un impegno che richiede preparazione, capacità di adattamento, strumentiadeguati e una visione capace di guardare oltre le sfide immediate, per assicurare al nostro Paese Forze Armate credibili, moderne e pronte ad affrontare le responsabilità che il futuro ci affida.
A voi, soldati, marinai, avieri, carabinieri e personale civile della Difesa,desidero rivolgere la mia più profonda gratitudine. Dietro ogni capacità operativa, ogni missione portata a termine, ogni risultato raggiunto, ci siete voi. Voglio che sappiate che il vostro impegno, le vostre rinunce e i sacrifici delle vostre famiglie sonoprofondamente apprezzati. Sono parte di ciò che permette al nostro Paese di essere più sicuro.
Alle vostre famiglie che condividono il peso delle assenze, delle preoccupazionie delle attese, e che vi sostengono con amore, pazienza e una forza spesso silenziosa, va il mio più sincero ringraziamento perché a loro appartiene una parte importante di ciò che ogni giorno riuscite a realizzare.
Buon 4 novembre a tutti voi.
Viva le Forze Armate.
Viva la Repubblica.
Viva l’Italia.