Cronaca
Palermo – La Cgil e la Flai Sicilia esprimono cordoglio per la morte di quattro operai agricoli sulla statale 123, nell’Agrigentino, la cui auto si è schiantata contro un tir mentre si recavano nei campi per la raccolta delle olive. Il segretario regionale Cgil Francesco Lucchesi e il segretario generale della Flai Sicilia, Tonino Russo, in una nota pongono l’accento sullo stato delle strade siciliane, prive di regolari manutenzioni che ne possano garantire la sicurezza. «La dinamica dello scontro e le responsabilità – sostengono – sono ovviamente da accertare. Esprimiamo comunque vicinanza alle famiglie insieme all’auspicio che i quattro operai, originari di Canicattì, vittime di un incidente sul lavoro in itinere, avessero regolare contratto di lavoro e relative coperture assicurative. Regolarità, rispetto dei contratti e delle norme sulla sicurezza, formazione, controlli – concludono – restano i capisaldi della nostra iniziativa nell’interesse di chi lavora, cui si aggiunge la battaglia per strade sicure, per i lavoratori, le famiglie, i cittadini tutti».
«La Sicilia continua a pagare un prezzo altissimo in termini di infortuni e vite umane. Gli ultimi dati Inail, aggiornati ad agosto 2026, fotografano una situazione allarmante. Le denunce nell’Isola sono, infatti, aumentate del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, quasi il doppio dell’incremento nazionale, pari al 5,1%. Già nei primi sette mesi dell’anno si erano registrati 11.822 infortuni in Sicilia, contro i 10.771 del 2025, con 50 denunce di incidenti mortali. Numeri che confermano la gravità di un’emergenza che colloca la Sicilia tra i territori maggiormente esposti al rischio infortunistico». Lo dicono Emanuele Ronzoni, commissario della Uil Sicilia, e Pasquale De Vardo, segretario generale della Feneal Uil Sicilia, dopo la morte di 4 operai agricoli nell’agrigentino in un incidente stradale. «Non possiamo parlare di sicurezza senza affrontare il tema dello sfruttamento – affermano Ronzoni e De Vardo -. Chi lavora in nero, chi subisce salari indegni o l’applicazione di contratti non pertinenti, spesso non ha neppure la libertà di denunciare una condizione di pericolo. La competizione tra imprese non può fondarsi sull’abbattimento dei salari, dei diritti e degli investimenti nella prevenzione». Per queste ragioni, il prossimo 30 novembre, a Palermo, la Feneal Uil Sicilia promuoverà, insieme alla Uil, un’iniziativa pubblica dedicata alla salute e alla sicurezza sul lavoro, coinvolgendo i familiari delle vittime, i lavoratori, le istituzioni, le autorità competenti e le parti sociali.