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Marinella di Selinunte (Castelvetrano) – Sul mancato dragaggio del porticciolo di Marinella di Selinunte, interviene ancora una volta il deputato trapanese, Cristina Ciminnisi del M5S. Ancora oggi chiunque andando sul posto può vedere la situazione ma soprattutto sentire anche l’odore nauseante di alghe putrefatte invadere la ridente località turistica.
Una località turistica che dovrebbe essere fiore all’occhiello di tutta una comunità ma soprattutto anche luogo che dovrebbe economicamente supportare la comunità di pescatori locali, che invece deve fare i conti con una situazione imbarazzante. E’ davvero trista vedere quelle imbarcazioni bloccate nel porticciolo. Diventa imbarazzante spiegare ai turisti che cosa accade.
«È inaccettabile che un’amministrazione pubblica non risponda nemmeno dopo mesi a una richiesta legittima di un rappresentante eletto dai cittadini. Non chiediamo un favore, chiediamo conto di soldi pubblici spesi per un’opera che i pescatori aspettano da anni. Questo silenzio puzza di scarsa trasparenza».
Ciminnisi torna a puntare i riflettori sulle condizioni in cui versa il porto di Marinella, dove da anni si susseguono lavori di rimozione della posidonia e, da altrettanto tempo, si attendono i lavori di dragaggio dei fondali richiesti da pescatori e operatori turistici del territorio.
Già a marzo Ciminnisi aveva chiesto per iscritto alla Regione l’elenco completo degli affidamenti relativi a questi lavori negli ultimi cinque anni, con importi, ditte coinvolte e pagamenti effettuati. Richiesta rimasta senza risposta, poi rinnovata a luglio, ma ad oggi ancora ignorata. Il silenzio della Regione permane mentre proprio in questi giorni la Procura di Palermo ha chiesto cinque condanne, tra i 5 e gli 8 anni e mezzo, nel processo sui presunti intrecci tra mafia, appalti pubblici e burocrazia regionale, che riguarda anche dragaggi e smaltimento di posidonia nei porti siciliani, compreso quello selinuntino.
«C’è un processo per accertare le eventuali responsabilità penali – dichiara Ciminnisi -. Si tratta di richieste della Procura, non di condanne: la parola definitiva spetta al giudice. Ma mentre la giustizia fa il suo corso, noi aspettiamo da sei mesi un semplice atto di trasparenza amministrativa: sapere a chi e con quali procedure sono stati affidati i lavori nel porto di Marinella. Non è un dettaglio, è la base minima della democrazia, di fronte un problema che si trascina da tempo immemore sulla pelle dei pescatori».
«Vogliamo risposte chiare: quanto è stato speso, chi ha eseguito i lavori, con quali tempi e garanzie ambientali. E soprattutto – conclude Ciminnisi – vogliamo sapere se i pescatori saranno tutelati o lasciati soli ancora una volta».