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Trapani – di Rino Giacalone – Un piano da 58,6 milioni di euro per mettere in sicurezza Trapani dal rischio di allagamenti e affrontare gli effetti della tropicalizzazione del clima. È il progetto di difesa idraulica approvato dalla giunta guidata dal sindaco Giacomo Tranchida, che ha presentato anche una richiesta di finanziamento da 736 mila euro per la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica. L’intervento, inserito nella procedura Rendis dell’Autorità di bacino della Sicilia, punta a gestire l’intero percorso delle acque meteoriche, dai versanti del Monte Erice fino al mare.
E’ il primo passo del progetto elaborato dalla Technital dell’ingegnere Simone Venturini. Un lungo elenco di alluvioni, decine di morti, ma Trapani era considerata “zona bianca” dall’Autorità di Bacino, le devastanti alluvioni, i morti, erano finiti nel dimenticatoio, per far contenti certi palazzinari che hanno compiuto il “sacco” della città, e forse oggi qualcuno pensava di non aver ancora finito. Adesso con la consegna delle cartografie sono scattati i vincoli, ma anche la ricerca dei finanziamenti presso diversi ministeri. Serve però arrivare presto ad un progetto esecutivo. Da qui l’atto deliberativo approvato dalla giunta lo scorso 6 agosto.
Il programma prevede opere di laminazione delle piene, potenziamento dei collettori urbani, riqualificazione dei canali, nuovi sistemi di drenaggio, recupero dell’ex Salina Collegio e interventi di rinaturalizzazione. Il progetto nasce anche dalle criticità emerse durante l’alluvione del 26 settembre 2022, che ha evidenziato i limiti della sola rete fognaria.
L’area interessata comprende gran parte del centro urbano, con circa 28-32 mila persone direttamente esposte al rischio e altre 45-55 mila indirettamente coinvolte. La stima progettuale indica una possibile riduzione del rischio del 75 per cento per la popolazione esposta. Il sistema sarà articolato in quattro ambiti: raccolta e laminazione delle acque, drenaggio urbano, canali e bacini a monte e opere terminali di recapito e riqualificazione ambientale.
“L’obiettivo è mettere in sicurezza la città per i prossimi anni”, affermano il sindaco Giacomo Tranchida e l’assessore alla Pianificazone Urbana Giuseppe Pellegrino, che seguiranno l’iter con l’Autorità di bacino e la Struttura del commissario per il dissesto idrogeologico.
Trapani mette in campo un progetto organico per affrontare uno dei problemi più delicati del territorio: il rischio idraulico e gli allagamenti che interessano la città durante gli eventi meteorici più intensi a seguito della tropicalizzazione del clima. L’obiettivo non è intervenire esclusivamente nei punti della città che si allagano, ma ripensare l’intero percorso delle acque meteoriche, dalla loro provenienza fino al recapito finale, dalla raccolta a monte, i canali di gronda ad Erice, all’attraversamento della città con l’acqua indotta a percorrere canali a cielo aperto, nella consapevolezza che il problema non è più fognario, ma fluviale. Un sistema unico, dalla montagna al mare, dopo che negli anni l’urbanizzazione ha cancellato le antiche linee d’acqua.
Il programma prevede infatti interventi di laminazione delle portate meteoriche, il potenziamento del sistema di drenaggio urbano, la riqualificazione e rifunzionalizzazione dei canali esistenti, la realizzazione di nuovi collettori idraulici, il recupero dell’area umida dell’ex Salina Collegio e interventi di rinaturalizzazione. Una strategia, quindi, che mette in relazione bacini montani, canali, rete urbana, aree di laminazione e recapito finale, con l’obiettivo di far funzionare le diverse opere come un unico sistema idraulico. “Tutte realizzazioni che porteranno la città libera da alluvioni, intanto i vincoli mettono in sicurezza Trapani”.