Politica
Trapani – “Dovevano bastare 90 giorni. Ne sono trascorsi 270 e adesso ci viene chiesto di arrivare addirittura a un anno. Ma c’è un dato che, da solo, racconta molto più di tante dichiarazioni: in nove mesi la Commissione d’inchiesta sul servizio idrico si è riunita poco più di cinque volte: le convocazioni ufficiali trasmesse risultano appena cinque, e due delle riunioni sono state dedicate proprio alle richieste di proroga. Adesso se ne chiede una terza. Francamente, siamo oltre ogni ragionevole giustificazione”. A scrivere sono i consiglieri comunali Vincenzo Guaiana e Angela Grignano, annunciando il proprio voto contrario a un’ulteriore proroga dei lavori.
Poi il resoconto di quanto è stato fatto in 270 giorni
“In 270 giorni sono stati effettuati due sopralluoghi, ai serbatoi di San Giovannello e di Martogna ed è stato ascoltato il funzionario Zimmardi. Un’audizione importante durata poco più di un’ora e interrotta per impegni del presidente Miceli, con l’impegno di proseguirla. Quella prosecuzione, però, non è mai avvenuta. Se c’erano ancora questioni fondamentali da approfondire, perché in tutti questi mesi non si è ripartiti proprio da lì?”
Guaiana e Grignano ricordano inoltre di avere già annunciato, in occasione della precedente proroga, che non ne avrebbero sostenuta una terza.
“Non era ostruzionismo, ma uno stimolo, un modo per sollecitare un’accelerazione dei lavori. Non è servito. Abbiamo partecipato alle sedute, ai sopralluoghi e alle audizioni e non ci siamo mai sottratti agli approfondimenti richiesti dall’opposizione. Ma una Commissione d’inchiesta non può trasformarsi in una Commissione permanente. Prima o poi deve arrivare alle conclusioni.
La carenza di personale non può vale a intermittenza scrivono ancora i due consiglieri che intervengono anche sulle motivazioni indicate dal presidente Miceli, che ha richiamato le numerose incombenze degli uffici e la carenza di personale.
“Sappiamo perfettamente quali siano le difficoltà degli uffici comunali e nessuno intende sottrarre personale alle attività necessarie a garantire il servizio idrico. Ma allora una domanda è inevitabile: perché nelle altre commissioni consiliari, ovviamente gettonate, il tempo per convocare sedute, approfondire argomenti e coinvolgere funzionari si trova regolarmente, talvolta anche più volte nella stessa giornata, mentre per la Commissione d’inchiesta in nove mesi si sono trovati appena cinque momenti di confronto?”.
Poi l’affondo: ora si scriva la relazione
Nel frattempo sono cambiati anche gli equilibri interni alla Commissione e, con il passaggio della consigliera La Barbera a Trapani 2028, l’opposizione conta oggi tre componenti. La proroga necessita dell’unanimità e Guaiana e Grignano annunciano che non voteranno favorevolmente.
“Non vogliamo impedire alla Commissione di lavorare. Vogliamo esattamente il contrario, vogliamo che concluda il proprio lavoro”.
Ci sono atti, documenti, sopralluoghi e audizioni. Si convochi, se necessario, un tavolo tecnico con l’assessore e gli uffici per acquisire gli ultimi chiarimenti e poi si proceda alla relazione finale. Una Commissione d’inchiesta non deve produrre il risultato politico che qualcuno si aspetta. Deve dire, sulla base degli atti, cosa è emerso, quali criticità sono state riscontrate e se esistono responsabilità. Dopo 270 giorni, la città ha diritto di conoscere queste risposte.
Basta proroghe. Si scriva la relazione e la si sottoponga al Consiglio comunale e ai cittadini».