Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Cosa mettere al centro della scena politico istituzionale cittadina. Secondo l’assessore alle Finanze Vincenzo Abbruscato non c’è dubbio che i riflettori devono essere puntati sull’approvazione del bilancio 2026. A sentire le voci dell’opposizione il centro delle cose deve essere occupato dalle cinque proposte deliberative per la decadenza di cinque consiglieri della maggioranza, Marzia Patti, Vincenzo Guaiana, Angela Grignano, Giovanni Parisi, Andrea Genco. L’opposizione è convinta: è questa la via per risolvere i problemi della città, perché, a loro dire, attraverso queste decadenze si provocherebbe la frana dell’intera giunta. Senza nemmeno aver bisogno della mozione di sfiducia che resta, in mano all’opposizione, arma alternativa. Un mezzo sgarbo nei confronti del presidente Mazzeo.
Sono indubbiamente punti di vista distinti. Abbruscato che a nome dell’amministrazione punta a potere usare le risorse di bilancio per pagare la spesa occorrente ad una serie, innumerevole, di interventi, l’opposizione con a capo Miceli (FdI), Fileccia (Trapani 2028) che vuole spingere il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo a mettere all’ordine del giorno dei lavori, in via prioritaria, le delibere che se approvate porteranno fuori dall’aula cinque consiglieri, colpevoli, per i proponenti di casa avversa, di essersi assentati per manifestate ragioni di dissenso politico. Gli unici a poterlo fare sono loro dell’opposizione, la maggioranza non può farlo. Punti di vista senza fonti reali .
Giovedi l’assessore Abbruscato ha scritto al commissario nominato dalla Regione per l’approvazione del bilancio, perché intervenga sulla presidenza del Consiglio comunale per anticipare entro la terza decade di agosto la convocazione dell’aula per la trattazione del bilancio. Non è’ vero che mancano pareri, l’iter istruttorio si è’ chiuso. Il presidente Mazzeo indirettamente sostiene l’opportunità di discutere il bilancio nelle sedute del 10 e 14 settembre per dar tempo ai consiglieri di presentare emendamenti. I consiglieri dopo essere stati impegnati in decine di sedute di commissione a studiare il bilancio, eventuali emendamenti, si pensa, dovrebbero averli già pronti. A meno che non ci sono da organizzare altre riunioni …gettonate.
Consiglieri che invece hanno tutti studiato e approfondito il tema decadenze. Non hanno bisogno di tempo. Spingono il presidente Mazzeo perché convochi l’aula. Pressioni con uso di “forze esterne”. Mazzeo ora deve decidere se stare all’angolo, dove l’opposizione , fuoco amico, vuole spingerlo. L’opposizione vuole applicare una norma che punisce chi ha disinteresse alla carica, contro chi si è assentato per ragioni politiche, e peraltro in due sedute su tre per le quali non c’era nulla da votare e deliberare. Il segretario generale Panepinto, prossimo a lasciare, a fine mese, Trapani per andare ad Enna, ha inserito le delibere nel sistema, col suo parere negativo. Ora spetta al presidente Mazzeo quando portare le delibere in aula. Mettendo da parte il bilancio? Senza il quale potrebbe decadere tutto il Consiglio e non solo quei cinque consiglieri, facendo restare perfettamente in carica la giunta.