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    Messina edificio crollato: ritrovata la terza vittima, è Alessandra Frazzica. Ci sono i primi indagati
    Redazione1 Agosto 2026 - Cronaca
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    Messina – Un terzo corpo, dopo quelli di Carmelo Leone e della sorella Rosa, è stato estratto dalle macerie della palazzina crollata nel rione Pustunina alla periferia sud di Messina. Il corpo recuperato si trovava nella zona dove, secondo le ricostruzioni, avrebbe dovuto trovarsi Alessandra Frazzica, la giovane commessa del bazar cinese al primo piano. L’identificazione ha confermato è il corpo di Alessandra.

    Prosegue intanto il lavoro dei 70 vigili del fuoco per la ricerca delle tre persone ancora disperse. Ieri era stato estratto dalle macerie un’altra vittima del crollo, Carmelo Leone, figlio del fondatore dell’impero messinese degli elettrodomestici.

    Intanto ci sono tre persone indagate per il crollo della palazzina di rione Pistunina a Messina. La Procura della Città dello Stretto ha notificato tre avvisi di garanzia con invito a comparire ipotizzando i reati di omicidio colposo plurimo, rimozione di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro colposo. Ecco i tre indagati nell’inchiesta coinvolti con tre ipotesi di reato distinte gli imprenditori Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì, e poi un professionista tecnico, l’ingegnere Pietro Leone.  Panarello è coinvolto nella vicenda in quanto aveva preso in affitto l’intero piano dell’edificio per la realizzazione della macelleria che mai sorgerà, mentre il secondo è il titolare dell’impresa che era stata incaricata dell’ammodernamento dei locali. I reati contestati a tutti e tre sono l’omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e la rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

    Sia Panarello che D’Alì si trovavano all’interno della struttura al momento del crollo, il primo ha riportato solo ferite lievi ed è stato già dimesso dal Policlinico, dove era stato ricoverato nell’immediatezza, il secondo invece ha subito un “politrauma cranio-facciale” ed è ancora ricoverato nel reparto di Otorinolaringoiatria del Policlinic.

    Tutti e tre gli indagati dovranno essere interrogati nelle prossime ore accompagnati dai loro legali di fiducia.

    Tutto è accaduto intorno alle 16 di giovedì. Prima il boato, poi il fumo bianco, raccontano alcuni testimoni. L’edificio di tre livelli e’ collassato e l’ipotesi che sta prendendo piede è il cedimento strutturale dello stabile nel quale a quanto pare erano in corso lavori di ristrutturazione – che potrebbero avere un ruolo nel crollo – rispetto a quella dell’esplosione come ipotizzato nell’immediato. La costruzione risale alla fine degli anni Ottanta. Tre piani di circa 2.500 metri quadrati ciascuno, mentre nella parte superiore si trovavano quattro appartamenti e una grande terrazza. Per molti anni un simbolo di Messina, ora appare come distrutto da un ordigno. Il cedimento sarebbe stato lento, tanto da consentire a chi ha capito cosa stava accadendo di mettersi in salvo. Poi il crollo, che ha sbriciolato l’intera palazzina.

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