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    Cpr Milo, psicofarmaci ai migranti. Trapani, il racconto di un ragazzo tunisino
    Non sono ipotesi, c’è il racconto messo a verbale da parte di un migrante, sentito lo scorso dicembre da investigatori della Squadra Mobile di Trapani
    Rino Giacalone10 Luglio 2026 - Cronaca
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    Trapani – di Rino Giacalone – Migranti trattenuti nel Cpr di Milo, imbottiti di medicinali per provocare stati di sonnolenza. Migranti che sarebbero stati tenuti buoni, a base di medicinali che inducono torpore, ma che possono causare eccitazioni nervose e gravi momenti di alterazione.

    Non sono ipotesi, c’è il racconto messo a verbale da parte di un migrante, sentito lo scorso dicembre da investigatori della Squadra Mobile di Trapani, dopo l’indagine che la Procura ha aperto sulla rivolta del settembre dello scorso anno. Ad essere somministrato un pericoloso medicinale, Lyrica, che viene prescritto dai medici per curare neuropatie ed epilessia, già con le dosi normali induce a stati di sonnolenza. Ma un sovradosaggio è notoriamente causa di stati di grave alterazione psico fisica.

    La rivolta per la quale è stata aperta l’indagine, affidata alla pm Giulia Sbocchia, risale alla sera del 8 settembre dello scorso anno. Vennero distrutte dai migranti diversi impianti del Cpr, infissi, le forze dell’ordine intervenute sequestrarono anche una pericolosa spranga in ferro.

    Un racconto dettagliato è venuto da un migrante, ventenne, originario della Tunisia.

    Indagato in concorso con altri del reato di danneggiamento. Lui, come altri, ha fatto riferimento all’assunzione, non volontaria, di quel medicinale, uno di quelli inseriti nel catalogo dei psicofarmaci. Somministrato da un infermiere in servizio nella struttura.

    “Quella sera – ha raccontato – avevo assunto quattro pillole di Lyrica, 300 mg, nessun medico però me li aveva prescritte”. Assenti quindi le patologie per le quali il medicinale viene utilizzato. “A farmi prendere quelle pillole è stato un infermiere”. L’effetto desiderato era quello di mettere a dormire il migrante e probabilmente stessa cosa fu fatta per altri ospiti della struttura. Il sovradosaggio invece provocò gravi alterazioni, forse, quindi, la stessa rivolta. Il migrante ha così continuato il suo racconto: “Mi sono presto ritrovato in uno stato confusionale, non capivo bene le cose, un mio compagno di stanza mi ha dato una spranga incitandomi a partecipare a distruggere quello che c’era attorno a noi. Io ero confuso e alterato dal medicinale che avevo preso”. “Per i successivi tre giorni, sono rimasto a lungo in stato confusionale e a dormire”. 

    Quella che emerge è l’altra faccia di come viene, malamente, gestito il trattenimento dei migranti. La presenza di psicofarmaci non è insolita nei Cpr. Armadietti delle infermerie trovati pieni da ispezioni fatte da parlamentari.  La scorsa estate al Cpr di Milo è giunto il deputato europeo Leoluca Orlando accompagnato da una delegazione di Avs, e di esperti di medicina. Orlando puntò il dito contro le criticità sanitarie.

    “L’attuale sistema dei Cpr in Italia – disse Orlando – è in aperta violazione del diritto alla salute”. Adesso il racconto del migrante che ha detto di essere stato imbottito di psicofarmaci.

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