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    Comune, sigilli per 42 contatori idrici
    Erogazione idrica verso utenze intestate a defunti: gli eredi non fanno le volture e non pagano gli oneri. Scattano le prime chiusure, sono 700 i casi irregolari individuati, un centinaio hanno intanto regolarizzato. Guai per il dissalatore appena riavviato
    Rino Giacalone9 Maggio 2026 - Attualità
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  • foto dissalatore laspaAttualità

    Trapani – di Rino Giacalone – Sono circa 700 le utenze idriche nel capoluogo di Trapani che risultano intestate a soggetti defunti. Per 42 di queste sono scattate le operazioni di sigillatura. Il Comune di Trapani ha deciso di agire con determinazione. E’ questa l’altra faccia di una città che deve fare i conti con la crisi idrica, cioè con gli utenti “disattenti” alle norme. La cosa si traduce nello sfuggire alle obbligatorie volturazioni, trattandosi di unità abitative che continuano ad essere rifornite, in molti casi si tratta anche di evasione dalla corresponsione dei relativi oneri.

    Su questa criticità gli uffici del sistema idrico integrato diretto dall’ingegnere Orazio Amenta, da tempo hanno accesso i riflettori, inviando diffide ad adempiere agli eredi degli intestatari defunti. Solo in qualche caso si sono accertate utenze chiuse, non più attive, circa 150 quelli che invece finora hanno regolarizzato voltura e conti in sospeso, aderendo all’invito ad adempiere. Adesso il Comune ha deciso di andare avanti nelle procedure. Sono ben 42 i contatori che sono destinati ad essere chiusi nell’arco di pochissimi giorni. Si tratta di quelle utenze per le quali i soggetti fruitori non hanno risposto e nei termini indicati, alle diffide. I contatori saranno sigillati. Un segnale preciso rivolto a chi è ancora in tempo per regolarizzare le posizioni, e ristorare il Comune degli oneri rimasti non riscossi. Anche questa attività, non c’è dubbio, si traduce, sul miglioramento della distribuzione idrica in città. Quello in corso è di fatto anche un censimento delle utenze e dei contatori, in qualche caso sono stati individuati guasti, a carico anche di una parte della rete, rimasti non denunciati pensando di evitare di finire con l’essere scoperti inadempienti.

    Frattanto negli ultimi giorni sono state riattivate una serie di prese idriche che erano rimaste chiuse nella zona della città, per intenderci nell’area urbana attorno al cimitero, colpita da fenomeni di inquinamento. “In parecchie zone – conferma l’ingegnere. Amenta – siamo riusciti a eliminare le cause di inquinamento e quindi l’erogazione idrica è ripresa”. Tra gli interventi in corso quello in via Cassaretto (centro storico) dove la distribuzione è stata interrotta dopo che si è scoperta una radice arborea che ha danneggiato la tubazione. Su ciò che si profila per la imminente stagione estiva, dagli uffici di Palazzo D’Alì vengono esternate positive prospettive, nei prossimi giorni sono previsti lavori alle fonte di Bresciana, che dovrebbero aumentare la portata idrica verso la città.

    Le cose non vanno bene invece per i Comuni dell’hinterland serviti dal dissalatore di Nubia, rimesso in funzione dalla cabina di regia regionale, istituita dopo la pesante siccità dell’anno scorso. L’impianto vecchio di anni, rimasto fermo per un decennio e più, mostra tanti acciacchi, funziona in maniera molto alterna. Due notti addietro è rimasto a secco il borgo antico di Erice Vetta.

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