Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ha riflettuto alcuni giorni, poi ha riunito assessori e consiglieri di maggioranza, per partorire la risposta politica rispetto alla decisione dei consiglieri di “Trapani Tua”, Mazzeo e Carpinteri, di abbandonare la coalizione di maggioranza.
“Era già tutto previsto – esordisce così il documento politico diffuso stamane – , o forse semplicemente scritto nelle cronache di una politica che troppo spesso antepone le ambizioni personali al mandato elettorale. Ma in politica nulla può essere dato per scontato”.
“Quello che si consuma oggi nel panorama politico trapanese – prosegue il documento firmato dal primo cittadino, dagli assessori e dai consiglieri eletti nelle liste a sostegno dell’amministrazione in carica – non è un fulmine a ciel sereno, ma l’epilogo di una strategia maturata già nell’estate del 2025”. Punto di rottura determinato dall’assessore regionale Mimmo Turano, oggi espressione della Lega e al quale i consiglieri di Trapani Tua si sono sempre richiamati. Turano sin dal 2018 pur andando in controtendenza rispetto alla considerata ovvia adesione al centrodestra, ha sempre sostenuto Tranchida. Contraddizione politica per le opposizioni. Oggi quindi tacitate.
“E il “ritorno a casa” del figliol prodigo Mimmo Turano, assessore regionale all’Istruzione, appare oggi come il tassello finale di un mosaico molto più ampio, orchestrato per garantire nuove rotte verso la Capitale” chiosano i firmatari del documento che quindi paventano l’esistenza di strategie più ampie.
“L’analisi dei movimenti degli ultimi mesi suggerisce una narrazione tanto chiara quanto taciuta: l’allineamento delle città di Trapani ed Erice su nuove orbite non sarebbe che la “dote” necessaria per blindare una candidatura alle prossime elezioni nazionali. Un posto al sole in una delle due Camere parlamentari che sembra valere più della stabilità amministrativa di un territorio”.
Non sfugge l’ultima attualità politica con il movimento “Amo Trapani” dell’ex presidente del Consiglio Peppe Guaiana, che pur restando all’opposizione dell’amministrazione è stato anche malamente tirato per la giacca da altri settori della minoranza, tanto che ne ha preso le distanze, formalizzando l’esistenza di una opposizione diversa dall’altra: “Per raggiungere tale obiettivo – si legge nel documento della maggioranza – si è cercato di ricomporre un fronte eterogeneo, strizzando l’occhio a movimenti civici come Amo Trapani ed altri nati nell’estate 2025, e tentando di recuperare i reduci dei sistemi politici che hanno gravitato attorno alle figure di Cuffaro e Papania, nel trapanese. Un disegno che puntava tutto su riforme elettorali di favore, infrantesi però contro il muro della bocciatura popolare di quel referendum “salva-casta” che avrebbe dovuto facilitare l’ascesa dei soliti noti”.
Un riferimento anche ai consiglieri, Poma, Braschi e Accardo, che eletti in “Trapani Tua” hanno deciso di staccarsi dai fuggiaschi Mazzeo e Carpinteri. “Non tutti, però, si sono prestati al gioco del trasformismo. Una parte significativa della compagine di Trapani Tua ha scelto di non assecondare questo voltafaccia, opponendo la lealtà al programma di governo e il rispetto verso gli elettori alle strategie dell’oste. Una scelta di campo netta: restare in maggioranza per tutelare l’interesse generale della città, rifiutando di trasformarsi in pedine di una scacchiera sovracomunale”.
E’ stato l’assessore Turano a ufficializzare al sindaco il divorzio tra i due. Un divorzio senza risarcimenti? Niente affatto per la maggioranza che sostiene Tranchida: “L’epilogo è andato in scena l’altro ieri, quando il passaggio all’opposizione è stato anticipato al Sindaco direttamente dal “prodigo” Assessore regionale. Un annuncio poi formalizzato in aula dal Presidente Mazzeo e dal consigliere Carpinteri. Al Presidente Mazzeo, per coerenza politica, rivolgiamo l’invito a dimettersi dalla carica di Presidente del Consiglio comunale, non solo perché è stato eletto con i voti della maggioranza oggi ripudiata ma anche e soprattutto perché, anche a causa di illegittime pressioni esterne non assicura una gestione equilibrata e imparziale dei lavori d’aula. Quanto a Carpinteri, spiace vederlo nel ruolo di agnello sacrificale di una strategia che serve solo a premiare i vertici, sperando magari in qualche strapuntino futuro. Chissà, magari la vice sindacatura del consiglio comunale”.
La preoccupazione politica che la città ritorni sotto antiche gestioni anche segnate da momenti bui, è forte e viene esternata senza mezzi termini: “Questi sono giochi di palazzo che rischiano di riportare Trapani ed Erice a stagioni buie, a quei contesti che purtroppo abbiamo già conosciuto anche attraverso le cronache giudiziarie. Tra minacce velate, pressioni in consiglio e manovre per tenere “in ostaggio” i consiglieri, il clima sta diventando torbido. È un salto nel passato che la città non merita”.
L’amministrazione Tranchida non alza bandiera bianca, non ce ne sono ragioni: “Non faremo un passo indietro. Siamo convinti che ai trapanesi non interessi nulla di queste trame per accaparrarsi poltrone parlamentari. Continueremo a lavorare con la schiena dritta, portando avanti le opere e i servizi che abbiamo promesso. Trapani non è la colonia di nessuno: non lo è di Palermo, non lo è di Roma e non lo sarà di Alcamo. La nostra unica bussola resta la difesa dei trapanesi, quelli veri, che non accettano di essere svenduti per un’ambizione personale. Saranno infine i cittadini, con il proprio voto, a decidere se avallare queste manovre o premiare chi ha scelto di restare a schiena dritta”.