Economia
Trapani – Oggi alla Camera di Commercio si torna a parlare della candidatura della riserva delle saline di Trapani, Paceco e Misiliscemi e dell’area protetta dello Stagnone di Marsala, a zona Unesco.
E le premesse non sono ancora quelle di un percorso contrassegnato da convergenza e serenità. Il direttore della Camera di Commercio Diego Carpitella ha presentato la riunione di oggi alla quale sono invitati gli artefici della rete e gli imprenditori ed operatori portuali ribadendo ancora una volta l’aspettativa di una positiva condivisione per i valori che vengono tutelati ed esaltati: “Laddove c’è stato questo riconoscimento non sono state intaccate attività economiche, anzi di nuove se ne sono create”.
A tamburo battente è giunta la replica dell’imprenditore Gaspare Panfalone, delegato Assiterminal e presidente della Riccardo Sanges & C.:
“ L’indisponibilità a partecipare era stata già comunicata in modo tempestivo nel corso dell’incontro dell’11 aprile. Nonostante ciò, la convocazione è stata confermata. La decisione di procedere comunque configura una modalità operativa non rispettosa dei principi di correttezza e leale collaborazione”.
Per il delegato di Assiterminal, ma la posizione è condivisa anche da altri, come gli operatori commerciali e il corpo dei piloti del Porto, “il porto non può essere spettatore. Il porto deve essere parte della decisione. Perché si sta discutendo solo di perimetrazioni invece di parlare di lavoro, sviluppo, futuro”.
Panfalone ha offerto anche un’altra certezza. Tra gli assenti al tavolo di oggi come a quello dell’11 aprile, resterà l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale. “Un vuoto istituzionale rilevante che svilisce la credibilità e l’efficacia dell’incontro, che non garantisce la tutela degli interessi del sistema porto. Il tavolo indetto alla Camera di Commercio perde di significato prima ancora di iniziare”.
Al presidente della Camera di Commercio Pino Pace è stata quindi inoltrata una richiesta di rinvio, anzi di vedersi alla riunione già indetta dal sindaco di Trapani per il prossimo 23 aprile. A Tranchida, al contrario che per Pace, si dà atto della volontà di “adottare un metodo di concertazione realmente condiviso, che garantisca la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti, nel rispetto del decoro istituzionale e delle reciproche competenze”.
La questione è conosciuta: la riperimetrazione dell’area candidata al progetto Unesco comprende i centri storici costieri, di Marsala e quindi Trapani e nel caso del capoluogo comprende anche il porto. C’è paura che possa incidere sui lavori di incremento dell’area portuale, che nel frattempo però segnano il passo. Restano per esempio ferme le opere di dragaggio (cantiere sequestro dall’autorità giudiziaria per un presunto illecito smaltimento dei fanghi) e non si sente più parlare di Water Front, dall’Autorità Portuale, ente attuatore, c’è solo silenzio. Il sindaco di Trapani ha preso poi una posizione netta, rendere efficiente il porto non sarà mai possibile senza parlare anche di altro, come della Zes (lavori in corso da troppo tempo) e della creazione dell’Interporto.