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    Trapani, prima stima sui danni del maltempo
    Tranchida chiede l'intervento della Protezione civile regionale: "La città va inserita nel programma regionale per mitigare il rischio idrogeologico"
    Rino Giacalone1 Marzo 2026 - Economia
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    Trapani – di Rino Giacalone – C’è una prima conta dei danni causati dai cicloni di fine gennaio e comunque dalle ondate di maltempo che hanno stretto in una morsa la città e il territorio dell’hinterland. E questo dal 18 gennaio 2026, e per tutto il mese di febbraio. Ma c’è anche un stima della spesa che occorre fare per evitare che in occasione di future tempeste ci si ritrovi daccapo con strutture danneggiate, strade impercorribili, pericoli per la cittadinanza. L’amministrazione comunale di Trapani ha chiesto alla Regione il riconoscimento dello stato di crisi, e quindi l’attivazione delle procedure straordinarie e lo stanziamento urgente delle risorse.

    Il sindaco Giacomo Tranchida

    “Abbiamo profonda consapevolezza – dice il sindaco Giacomo Tranchida – che i danni non sono solo quelli legati ai cicloni ma esiste un evidente fenomeno di erosione della costa,causa innalzamento del livello del mare. D’accordo con noi sono autorevoli studiosi, gli ambientalisti, ne ha parlato spesso anche diffusamente il WWF che gestisce la riserva naturale delle saline, l’innalzamento del livello del mare, ricordo, è inserito tra le emergenze planetarie delle quali discutono ad Erice gli scienziati dell’Ettore Majorana, tra le previsioni delle quali spesso parlava il compianto prof., Zichichi, eppure cogliamo grave disattenzione. Se non si interviene il mare si riprende non solo le spiagge ma anche le infrastrutture, pubbliche e private, costruite sulla costa”.

    Il sindaco Tranchida, i dirigenti Utc, ingegnere Orazio Amenta, e della Protezione Civile, comandante Ignazio Bacile, hanno inviato una dettagliata relazione al Dipartimento della protezione civile regionale e al presidente della Regione. I danni causati dal maltempo sfiorano i 2 milioni 600 mila euro, “e non comprendono – spiega Tranchida – quelli che toccano la riserva delle Saline la cui rendicontazione non appartiene al Comune, ma immaginiamo saranno superiori ai nostri”. I danni che devono essere subito riparati riguardano la litoranea Dante Alighieri, dall’antica tonnara di Punta Tipa, sino al tratto della litoranea nord, fin sotto la Torre di Ligny, percorsi stradali, i servizi pubblici esistenti, le strutture balneari e ricettive. Poi c’è la strada che costeggia la costa dal porto fino alle saline, dove insistono anche diverse zone alberate e dove è già evidente l’arretramento della linea di costa”.

    Poi c’è la previsione della spesa per gli interventi strutturali. Parecchio alta, sfiora i 31 milioni di euro che comprende anche il recupero dell’antica salina Brignano, la difesa costiera, i canali idraulici delle saline, la protezione delle sedi stradali, il recupero delle aree ex consorzio Asi (ora Irsap). “Abbiamo chiesto – dice Tranchida – l’inserimento delle emergenze segnalate su Trapani nel programma regionale di mitigazione del rischio idrogeologico e costiero, la stima è provvisoria, quella definitiva verrà fuori dalle stime dettagliate che gli uffici stanno ancora facendo. E’ certo che già per la prima fase di intervento il Comune non ha le risorse occorrenti, servono i finanziamenti dalla Regione e dallo Stato”.

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