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    Da Rovereto a Pizzolungo per visitare il parco della memoria e dell’impegno civile “Non ti scodar di me”
    Nuovo incontro al Parco della Memoria di Pizzolungo
    Redazione24 Febbraio 2026 - Attualità
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    Pizzolungo (Erice) – Ancora un nuovo incontro. Un nuovo appuntamento con la memoria. Ieri, 23 Febbraio 2026 gli studenti dell’istituto superiore Rosmini di Rovereto hanno visitato il Parco della Memoria e dell’Impegno Civile “Non ti scodar di me” a Pizzolungo, dove hanno incontrato Anna Franca Lombardo e Rino Giacalone del presidio Libera “Gian Giacomo Ciaccio Montalto”. 

    Il “parco della memoria e dell’impegno civile”, è nato nell’aprile del 2016 –  il luogo della strage di Pizzolungo è stato trasformato nel “parco della memoria e dell’impegno civile”, grazie all’impegno dell’allora sindaco di Erice, Giacomo Tranchida, e di varie associazioni come Libera e l’Anm.  A dare impulso al progetto, il desiderio di Margherita Asta, figlia e sorella delle vittime.

    Il parco ha preso vita in occasione del 31esimo anniversario della strage: all’interno una struttura ospita la sede del coordinamento provinciale di Libera; all’esterno, un parco giochi per famiglie, sotto l’egida del “Non ti scordar di me”, e un laboratorio dov’è possibile ammirare una mostra curata dall’architetto Giancarlo Figuccio e realizzata dagli studenti dell’Alberghiero di Erice.

    Qui nel corso dell’anno si svolgono incontri e manifestazioni. Tantissime le scuole soprattutto del Nord Italia ma anche dall’estero che arrivano in questo luogo per conoscerne la storia e preservarne la memoria.

    “Pizzolungo, il ricordo della strage – sottolinea Margherita Asta – non deve servire per emozionarci, ma deve servire per capire come il sacrificio di tanti non può restare vano, e rischia di restare vano se ciascuno di noi nelle attività quotidiane non si impegna concretamente e non a parole. La mia storia privata, quella di Carlo Palermo, quella degli agenti Antono Ruggirello e Salvatore La Porta è diventata una storia di riscatto; questo è un luogo da riempire di vita, adesso ci sono dei giochi, trattiamolo come se fosse una casa comune. Qui possiamo ricordare tutte le vittime delle mafie che ci ricordano come non scendere a compromessi con nessuno. Possiamo farlo soltanto se ciascuno di noi si impegna nell’agire quotidiano, si impegna concretamente e non a parole, perché altrimenti è inutile venire qui in occasione dell’anniversario”.

     

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