Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Ogni seduta del Consiglio comunale è una sorta di cartina di tornasole di come stanno maggioranza e opposizione. Nessuno può dire di star bene. Maggioranza e opposizione, diciamolo, sono uniti da uno stesso comune denominatore, la campagna elettorale per il 2028 che è già cominciata.
Nella maggioranza che sostiene l’amministrazione del sindaco Giacomo Tranchida, i problemi sono proprio nell’anima centrista, ferma nel limbo. C’è il gruppo “Trapani Tua”, centrista di fede turaniana. Sono rimasti in due, Alberto Mazzeo, che è anche presidente del Consiglio comunale e Giovanni Carpinteri. Regolamento vuole che un gruppo può costituirsi con almeno tre consiglieri e quindi, gioco forza, i due centristi si ritrovano adesso nel gruppo misto, dove la compagnia non li aggrada del tutto. Con due loro ex, Giusy Ilenia Poma, assessore della Giunta Tranchida da qualche settimana, e Toto Braschi, ma devono convivere con Marzia Patti e Guaiana (Vincenzo), e si sa che tra Mazzeo e questi ultimi due le frizioni non sono rare. Nel gruppo misto la neo consigliera Desideri e Briale. I turaniani sulla carta restano in maggioranza, fino all’ultima riunione della coalizione sono stati presenti, ma in aula non è più cosa rara che scappi loro, in maniera plateale, qualche distinguo. Lunedì per esempio, rispetto alla proposta di Marzia Patti (Pd) di prelevare dall’ordine del giorno due delibere, un riconoscimento di un debito fuori bilancio, e una somma urgenza, posticipando a dopo l’attività ispettiva, Mazzeo ha votato contro, d’accordo con l’opposizione. Ma in preda a incertezze ci sono solo altri centristi, sempre della maggioranza, i consiglieri che hanno come riferimento l’assessore al cimitero ed altro, Peppe La Porta, il gruppo “Trapani al centro”: Peralta, Barbara e La Barbera. Sulla proposta della Patti questo gruppo si è invece astenuto. Certo è comprensibile, nel senso che è nota la ragione, il comportamento di Mazzeo e Carpinteri rimasti senza una espressione in Giunta, e quindi mugugnano rivolti a Tranchida, ma il gruppo “Trapani al centro” ci si chiede cosa voglia recriminare dentro la maggioranza. La Porta in aula si offre poi sempre con certi suoi siparietti, in particolare con Mazzeo, come quando lunedì ha preteso di leggere la lettera di familiari di un dipendente Atm, una vicenda che forse andava affrontata in sedi diverse, lontano dalla rilevanza pubblica, trattandosi di profili che meritano la tutela della privacy.
Come spiegare questi malesseri? A Palazzo D’Alì gira un “fantasma”, quello di un possibile rimpasto di Giunta che Tranchida pare voglia voler fare. Il gruppo “Trapani al centro” forse mette le mani avanti. Mentre i turaniani sono seduti sul letto del fiume, secondo un antico detto, ad attendere.
Andiamo all’opposizione. All’effervescenza di certuni, si nota, in risposta, il gruppo Amo Trapani dell’ex presidente Peppe Guaiana che agisce come a voler far notare qualche distanza. Gli ultimi interventi di Guaiana in aula sono apparsi nettamente contrari alla Giunta, ma lasciando qualche finestra aperta per lanciare qualche messaggio almeno alla disponibilità a partecipare ad un confronto che in minoranza altri negano battendo i pugni sul tavolo. L’opposizione non appare un muro privo di crepe, l’unitarietà non è solida. Dalla parte di Guaiana pesa certamente l’esperienza fatta nel precedente quinquennio alla guida dell’aula, in un periodo durante il quale per tanto tempo fu alleato di Tranchida, è uno che la politica la conosce bene, e ancora meglio conosce il regolamento di Palazzo Cavarretta. Non ama fare il guascone. Nell’ultima seduta pur non avendo votato il prelievo chiesto dalla patti, e dopo aver rivendicato la decisione della conferenza dei capigruppo che ha messo all’ordine del giorno l’attività ispettiva prima delle delibere, poi ha preferito andar via che restare testimone del guazzabuglio che c’è stato.
Si perché l’attività ispettiva non è stata qualcosa di sereno. Ha ancora mantenuto alta la temperatura politica.
Il consigliere Tore Fileccia (Futuro) ha impegnato l’aula per oltre trenta minuti, tra intervento e replica, tornando a parlare di Brt, parcheggi, vertenza pala Daidone. Fileccia ha lamentato che oggi non è possibile più fare abbonamenti in zona C per le strisce blu (Via Mazzini/Centro storico), i lavori per la mobilità intelligente creano disservizi in determinate fasce della giornata, e poi i rischi, di cassa, che il Comune sta correndo nella causa al Tar promossa dal patron degli Shark Antonini. Ha poi evidenziato che “Trapani primeggia pure nelle tariffe rimozione carro attrezzi, siamo passati – ha detto – da 30 a 100 euro”. Un intervento tutto contro l’amministrazione, nemmeno un accenno di grazia, su niente. Nelle parole di Fileccia il riferimento costante è stato quello della difesa per una città “che va indietro ogni giorno”. Ha contestato la trasformazione della scuola “Buscaino Campo”, al porto, in nuova caserma per il comando provinciale dei Carabinieri, “forse – ha detto – in vista dei lavori per la Brt era più utile farne un parcheggio multipiano”.
Interessante poi l’intervento di Nicola Lamia (FdI) che ha acceso i riflettori sui segni della storia e della cultura che in città appaiono abbandonati, su piazze, come quella dedicata al magistrato Ciaccio Montalto, che sembra essere diventata una foresta impenetrabile e con una fontana diventata stagno.
A Fileccia e Lamia ha riposto l’assessore Rosalia D’Alì. Sui parcheggi e Brt ha ribadito la posizione della Giunta, “con i lavori in corso vendere abbonamenti per le strisce blu non è coretto perché al momento non ci sono i posti sufficienti, venderemo senza poter garantire, sarebbe cosa poco seria…in questi giorni stiamo raccogliendo segnalazioni per dei disagi che siamo pronti ad affrontare per risolverli, non siamo disattenti”.
A difesa della Brt ha poi sottolineato che il progetto “non ce lo siamo inventati noi, ma professionisti della materia, da chi fa questo di mestiere”. Sui beni culturali , l’assessore ha risposto elencando una serie di opere di restauro in corso.
Ha anche indicato il cantiere prossimo a partire nel’ex piazza Mercato del Pesce: “mi dite – ha affermato la D’Alì – lamentando disagi prossimi venturi, anche nella circolazione viaria, io rispondo dicendo che ben vengano questi disagi, saranno intanto momentanei e poi questi lavori permetteranno di restituire parti antiche alla città”. Nessuna risposta a Lamia sulla piazza Ciaccio Montalto, l’assessore che avrebbe dovuto rispondere, La Porta, è andato via pare proprio quando Lamia prendeva la parola.
Sul resto della seduta nulla vale dire. A chi si lamenta della stampa, viene da ricordare quel magnifico film, “Deadline” dove si sente il rumore di una rotativa e quel magnifico Humphrey Bogart che a gli gli chiede cosa sia quel frastuono, risponde…“è la stampa bellezza! E tu non ci puoi far niente”.