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Trapani – Nella nostra città certe notizie non arrivano mai isolate. Si inseriscono in un contesto che la città conosce bene, fatto di stagioni che si rincorrono, di ripartenze annunciate e di difficoltà che, puntualmente, tornano a bussare alla porta. Il deferimento disposto dalla Procura federale della FIGC nei confronti della Trapani e di alcuni dirigenti della società si colloca esattamente in questo solco.
Il Procuratore federale, a seguito della segnalazione della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive, ha deferito al Tribunale federale nazionale – sezione disciplinare – la società e i suoi vertici per una serie di violazioni di natura amministrativa. Al centro del procedimento ci sono i mancati pagamenti degli emolumenti relativi alle mensilità di luglio e agosto 2025, il mancato versamento di ritenute Irpef e contributi Inps e, soprattutto, l’utilizzo di conti correnti diversi da quello dedicato per il pagamento di stipendi e oneri fiscali.
Chi segue da anni le vicende del calcio a Trapani sa che non si tratta solo di una questione tecnica. Ogni passaggio che riguarda la tenuta amministrativa della società ha sempre avuto un riflesso diretto sulla vita sportiva, spesso ben oltre il terreno di gioco. E non è un caso che, anche in questo deferimento, uno dei profili destinati a pesare maggiormente nella valutazione del Tribunale sia proprio quello della tracciabilità dei pagamenti: un aspetto che, nei procedimenti disciplinari, viene valutato in modo oggettivo, al di là delle successive regolarizzazioni.
Secondo quanto emerge dagli atti, i dirigenti deferiti – Valerio Antonini, Vito Giacalone e Andrea Oddo – non avrebbero provveduto entro il termine del 16 dicembre 2025 al pagamento delle somme dovute ai tesserati, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori del settore sportivo, né al versamento delle tranche fiscali e previdenziali già oggetto di un precedente contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate. A questo si aggiunge la contestazione relativa ai pagamenti effettuati da conti diversi da quello intestato alla società e destinato esclusivamente a emolumenti e contributi.
La società, a sua volta, è chiamata a rispondere sia a titolo di responsabilità diretta per le violazioni ascritte ai propri dirigenti, sia a titolo di responsabilità propria. Non solo. Nel deferimento è stata contestata anche la recidiva, ai sensi dell’articolo 18 del Codice di giustizia sportiva, un elemento che amplia il margine sanzionatorio e che, nei fatti, rende il procedimento tutt’altro che formale.
In Serie C, il quadro normativo è chiaro: il mancato pagamento degli emolumenti relativi al primo bimestre della stagione sportiva e il mancato versamento delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali comportano una penalizzazione in classifica che parte da una soglia minima. È su questo punto che, tradizionalmente, si concentra la valutazione del Tribunale federale nazionale, chiamato a stabilire se e in che misura le violazioni possano incidere sull’andamento del campionato.
A Trapani il tema non è nuovo. La città ha già vissuto stagioni in cui le questioni amministrative hanno finito per condizionare il percorso sportivo, alimentando un clima di incertezza che si riflette inevitabilmente sull’ambiente. Non è un dettaglio secondario, perché il calcio, qui, continua a rappresentare uno dei pochi elementi capaci di tenere insieme identità, appartenenza e aspettative collettive.
Al tempo stesso, chi conosce la realtà trapanese sa che ogni valutazione va tenuta sul piano dei fatti. Il deferimento non equivale a una condanna e l’esito del procedimento dipenderà dalla capacità della società di documentare pagamenti, tracciabilità e regolarizzazioni, oltre che dalla valutazione complessiva del Tribunale sulla gravità delle violazioni contestate e sull’eventuale recidiva.
Resta però un dato di fondo: ancora una volta il Trapani si trova a fare i conti non solo con il campo, ma con una dimensione amministrativa che, negli anni, si è dimostrata spesso decisiva. In una città che conosce bene il peso delle occasioni mancate e delle ripartenze difficili, il verdetto del Tribunale federale nazionale rappresenterà un passaggio chiave, non tanto per il passato, quanto per capire se questa stagione potrà finalmente essere giocata fino in fondo senza ombre fuori dal rettangolo verde.