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Trapani – Riportare alla luce la storia di una donna che, nell’Ottocento, riuscì ad affermarsi come scrittrice nonostante le difficoltà sociali e i limiti imposti alla condizione femminile. È questo l’obiettivo di Tra le righe del silenzio. Giuseppina Patti, storia di una scrittrice siciliana dimenticata, il volume di Stefania La Via, pubblicato da Di Girolamo Editore con la prefazione di Antonia Arslan, che sarà presentato venerdì 23 ottobre, alle 17.15, alla Biblioteca “Fardelliana” di Trapani.
L’incontro sarà moderato dal giornalista e scrittore Giacomo Pilati. Interverranno la scrittrice Clelia Lombardo e la storica ed editrice Sylwia Proniewicz, mentre Ornella Fulco darà voce ad alcuni brani del volume.
Al centro della ricerca c’è la vicenda umana e intellettuale di Giuseppina Patti, nata a Trapani nel 1841, autrice che seppe costruirsi una solida formazione culturale malgrado le umili origini. Grazie all’accoglienza ricevuta da una famiglia della borghesia trapanese, ebbe accesso a un’istruzione che altrimenti le sarebbe stata negata. Appassionata di letteratura e animata dagli ideali risorgimentali, nel 1866 pubblicò il romanzo storico I Merli ed i Malvizzi, affidando alla scrittura il proprio contributo ideale alla costruzione dell’Italia unita.
La sua attività letteraria si interruppe dopo il matrimonio con Pietro La Grassa, dal quale nacque Francesco La Grassa, destinato a diventare uno dei protagonisti dell’architettura Liberty siciliana. Nel corso del tempo, Giuseppina Patti è stata ricordata soprattutto come madre del celebre architetto, mentre la sua identità di scrittrice e il valore del suo percorso culturale sono rimasti a lungo nell’ombra.
Attraverso una ricerca archivistica approfondita, l’esame di documenti storici, registri parrocchiali e un prezioso carteggio privato, Stefania La Via ricostruisce la biografia dell’autrice, restituendole un ruolo autonomo nella storia culturale siciliana. Interessante è il recupero della corrispondenza tra Giuseppina Patti e Pietro La Grassa, che permette di avvicinarsi ai sentimenti, alle aspirazioni e alle inquietudini della scrittrice, offrendo al contempo uno spaccato della vita quotidiana e della condizione femminile nella Sicilia dell’Ottocento.
Il libro supera così i confini della ricostruzione biografica e pone una questione ancora attuale: quante donne dotate di talento e capacità intellettuali hanno dovuto rinunciare alle proprie aspirazioni a causa delle convenzioni sociali e familiari?
Il silenzio di Giuseppina Patti diventa il simbolo di tante voci femminili rimaste ai margini della storia ufficiale. Con rigore documentario e sensibilità narrativa, Stefania La Via restituisce visibilità a una protagonista dimenticata della cultura trapanese e contribuisce alla conoscenza della storia sociale e letteraria della Sicilia ottocentesca.
La presentazione alla Biblioteca Fardelliana sarà un’occasione per riscoprire questa figura e riflettere sul legame tra memoria, scrittura e identità femminile, attraverso il dialogo con l’autrice e gli interventi dei partecipanti.