• Palermo
    Vicenda Cuffaro: riesame rigetta appello Procura contro ordinanza Gip
    Si tratta della vicenda per corruzione
    Redazione6 Febbraio 2026 - Cronaca
  • cuffaro Cronaca

    Palermo – Gi avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, difensori del dott. Salvatore Cuffaro, rendono noto che il Tribunale del riesame, in accoglimento delle tesi ed eccezioni difensive, ha rigettato l’appello della Procura contro l’ordinanza del Gip che aveva rigettato la richiesta degli arresti domiciliari per la corruzione contestata oltre che a Cuffaro anche all’on. Carmelo Pace, all’imprenditore favarese Alessandro Vetro e al direttore del Consorzio di bonifica Giovanni Tomasino.

    Lo stesso Tribunale ha pure rigettato la richiesta di sequestro preventivo di 25.000 euro e la riqualificazione della vicenda Dussmann in corruzione e dichiarato inammissibile l’appello per l’associazione a delinquere





  • Trapani
    Tribunale del Riesame annulla sequestro della compagnia di navigazione Liberty Lines
    Nei giorni scorsi il Riesame di Palermo aveva annullato le misure disposte dal Gip nei confronti di sei indagati
    Redazione22 Dicembre 2025 -
  • liberty inchiesta

    Trapani – Il Tribunale del Riesame ha revocato le misure interdittive nei confronti della compagnia di navigazione Liberty Lines, finita sotto inchiesta per diverse presunte irregolarità.

    Liberty Lines, spiega una nota della compagnia, ha «pienamente riacquisito la propria autonomia organizzativa e conferma il proprio impegno quotidiano a garantire il servizio di trasporto pubblico marittimo con la massima regolarità, qualità e sicurezza, nel pieno rispetto degli obblighi assunti nei confronti dei cittadini e delle istituzioni». «Le indagini in corso – prosegue la nota – seguiranno il loro naturale iter. Tuttavia, già allo stato emerge con chiarezza come i provvedimenti adottati siano risultati sproporzionati rispetto ai fatti contestati: le presunte irregolarità – che la Società non riconosce come tali – avrebbero riguardato lo 0,22% delle corse effettuate negli anni 2021 e 2022. Alcune di tali presunte anomalie avrebbero potuto, in ipotesi, essere ricondotte ad avarie. Avarie che, ove anche verificatesi, sono state prontamente risolte senza incidenti, senza danni e senza alcuna conseguenza operativa.In nessun caso è mai stata compromessa la sicurezza dei passeggeri o degli equipaggi».

    Liberty Lines sottolinea che «durante i giorni del sequestro, l’azienda, i suoi vertici e i comandanti sono stati oggetto di una rilevante esposizione mediatica, in alcuni casi caratterizzata da ricostruzioni inesatte e fuorvianti». «Confidiamo – conclude la nota – che il pieno accertamento dei fatti consenta di ristabilire una corretta rappresentazione della vicenda e la Società valuterà ogni opportuna iniziativa a tutela della propria reputazione».





  • Palermo
    Il Riesame dispone i domiciliari per Floriana Calcagno
    La donna era stata arrestata da Ros e Sco nelle scorse settimane
    Redazione9 Maggio 2025 - Cronaca
  • calcagno e mmd covo Cronaca

    Palermo – Va ai domiciliari Floriana Calcagno l’insegnante di matematica legata sentimentalmente al boss Mattero Messina Denaro. Lo ha disposto il tribunale del Riesame di Palermo.

    Il 21 gennaio 2023, cinque giorni dopo la cattura di Messina Denaro, la donna si presentò in Procura spontaneamente e raccontò al procuratore aggiunto Paolo Guido di aver scoperto solo allora chi fosse l’uomo che per mesi aveva frequentato e con cui aveva avuto una relazione, sostenendo che a lei si era presentato col nome di Francesco Salsi, medico in pensione.

    La donna ha anche sottolineato che si sarebbero conosciuti  nel 2022 in un supermercato a Campobello di Mazara. Calcagno, allora ancora non indagata, raccontò che, dopo averlo rivisto in un paio di occasioni, sempre al supermercato e vicino alla scuola in cui lavorava, aveva iniziato una relazione con Messina Denaro che le aveva rivelato di essere malato di tumore e di stare affrontando la chemioterapia.

    Un racconto che non ha mai convinto gli investigatori i quali hanno  accertato che il ruolo della professoressa negli ultimi due anni di latitanza del boss sarebbe stato ben altro: lei e il ricercato si sarebbero frequentati a lungo e la Calcagno avrebbe ospitato Matteo Messina Denaro nella sua casa al mare.  Ci sono diverse immagini della vdeosorveglianza visionate dopo la cattura del boss in cui i due sono insieme in auto, lei lo “scorta” precedendolo con la sua macchina per accertarsi che non ci siano posti di blocco o gli porta pacchi nella casa di Vicolo San Nicola a Campobello di Mazara.

    E poi ci sono quelle parentele, a cominciare dal marito della Calcagno.





  • Alcamo
    Riesame respinge scarcerazione dell’ex senatore Papania e dell’ex vicesindaco di Alcamo Perricone
    Per i giudici del riesame che hanno confermato il carcere rimangono valide le misure cautelari imposte dal giudice per le indagini preliminari
    Redazione2 Febbraio 2025 - Cronaca
  • Immagine WhatsApp 2025 01 06 ore 17.12.50 df1f7c24 Cronaca

    Alcamo – Rimangono in carcere l’ex senatore del Pd l’alcamese Nino Papania e l’ex vicesindaco di Alcamo, Pasquale Perricone, entrambi coinvolti nell’operazione della squadra Mobile di Trapani Eirene accusati di scambio politico-mafioso. Il Tribunale del Riesame di Palermo infatti ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati dei due ex politici con il quale chiedevano una misura meno afflittiva: la detenzione domiciliare. I legali infatti nel ricorso sostenevano che: “non sussistessero elementi di inquinamento delle prove né pericolo di reiterazione del reato o rischio di fuga”. Il Riesame però ha confermato il carcere, ritenendo valide le misure cautelari imposte dal giudice per le indagini preliminari. Appena i legali conosceranno le motivazioni presenteranno ricorso in Cassazione. Già la Suprema Corte aveva rigettato, il primo ricorso per la scarcerazione, presentato dai difensori subito dopo gli arresti avvenuti lo scorso 15 settembre.

    L’operazione Eirene

    L’operazione Eirene, effettuata ad Alcamo e Calatafimi Segesta dalla squadra Mobile di Trapani e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, riguardava un presunto sistema di scambio elettorale tra politica e mafia in occasione delle elezioni regionali del 2022. Secondo l’accusa, Papania e Perricone avrebbero garantito sostegno elettorale in cambio di favori, coinvolgendo esponenti del clan mafioso locale. Le accuse a vario titolo (nell’inchiesta finirono indagati anche altre persone)  vanno dall’associazione mafiosa, all’estorsione, detenzione di armi e su alcuni episodi di voto di scambio politico-mafioso per le elezioni regionali del 2022.  Papania e Perricone in particolare sono indagati solo per voto di scambio politico-mafioso (art. 416 ter).

    Gli altri indagati

    Intanto dopo la consegna dell’avviso di conclusione indagini, avvenuta lo scorso dicembre, si attende la fissazione dell’udienza preliminare per l’eventuale rinvio a giudizio e quindi a seguire la data di inizio del processo che potrebbe arrivare subito dopo l’estate. Udienza preliminare che vedrà davanti al Gip tredici indagati coinvolti nell’operazione Eirene. I due ex esponenti politici alcamesi sono in carcere al Pagliarelli di Palermo.

     





  • Marsala
    Mafia. Torna libero il marsalese Giovanni Piccione
    Era rimasto coinvolto nel blitz della guardia di finanza tra Mazara e Marsala
    Redazione8 Gennaio 2025 - Cronaca
  • Tribunale Palermo TpOggi 1 Cronaca

    Marsala – Torna libero il 57enne marsalese Giovanni Piccione, che era agli arresti domiciliari con l’accusa di concorso in associazione mafiosa. Si tratta di un altro degli arrestati nel blitz antimafia effettuato dalla guardia di finanza di Palermo  coordinati dalla Dda, condotta tra Mazara e Marsala.

    Accolta dal Tribunale del Riesame di Palermo l’istanza della difesa. Legale di Piccione è l’avvocato Vito Cimiotta. Anche in questo caso l’ordinanza di custodia cautelare è stata annullata per “mancanza dei gravi indizi di colpevolezza”.

    Secondo gli inquirenti, Giovanni Piccione, insieme al 46enne Massimo Antonio Sfraga (anche lui ai domiciliari), nel 2021 avrebbe aiutato Pietro e Domenico Centonze, padre e figlio (il primo è ai domiciliari e il secondo in carcere), “ad assicurare il prodotto e il profitto dei delitti di cui agli artt. 353 e 629 (turbata libertà degli incanti ed estorsione, ndr) di cui ai capi 3) e 4)”. E cioè la vicenda della presunta contestata turbativa d’asta al tribunale di Marsala per la vendita giudiziaria di un bene immobile della fallita ditta “Orto Verde di Giuseppe Alberto Argano”. L’immobile è nelle campagne tra Mazara e Petrosino e alcuni offerenti sarebbero stati allontanati con “minaccia, doni, promesse”. Ai capi 3) e 4) sono indagati Pietro e Domenico Centonze, padre e figlio, il 56enne Pietro Centonze, cugino di Domenico, il mazarese Alessandro Messina, i marsalesi Michele Marino, Giovanni Antonino Bilello, Giancarlo Angileri e Gaspare Tumbarello. Tutti accusati di turbata libertà degli incanti, mentre di estorsione devono rispondere Pietro Centonze, classe 1950, con il figlio Domenico e Michele Marino. A tutti, naturalmente, viene contestata l’aggravante di avere commesso i reati avvalendosi della forza intimidatoria della mafia e per agevolare Cosa Nostra.

    Sono otto al momento con Giovanni Piccione, le misure cautelari annullate dal Riesame su richiesta delle difese. In libertà erano tornati nel frattempo tre dei sette che erano finiti in carcere e quattro dei dieci posti ai domiciliari. Per un altro indagato, è stato annullato l’obbligo di dimora nel comune di residenza. A lasciare il carcere sono stati i mazaresi Luigi Prenci, di 54 anni, imprenditore, difeso dagli avvocati Giuseppe Pinta e Antonio Maria Quaranta, e Aurelio Anzelmo, di 39, nonché il 56enne marsalese Pietro Centonze, difeso dagli avvocati Massimiliano Pasquale Tranchida e Raffaele Bonsignore. Per Prenci e Centonze accolto il riesame per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso.

    I domiciliari sono stati, annullati per il 27enne mazarese Giuseppe Prenci, figlio di Luigi Prenci, difeso da Luisa Calamia e Graziana Fiorino, e per i marsalesi Giancarlo Nicolò Angileri, di 60 anni, difeso da Antonina Bonafede, e Antonino Giovanni Bilello, di 61. E’ stata annullata, inoltre, la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza per il 63enne Lorenzo Buscaino, difeso da Walter Marino.

    L’operazione ha smantellato il controllo mafioso delle aree rurali del versante sud del Trapanese, tra Mazara. Nell’indagine anche un episodio di turbativa d’asta ad una vendita giudiziaria al tribunale di Marsala. In precedenza, il Riesame aveva confermato la custodia cautelare in carcere per il mazarese Ignazio Di Vita, di 52 anni. Dietro le sbarre, anche Pietro Burzotta, di 65 anni, Alessandro Messina, di 42, fratello del presunto “reggente” della “famiglia” mazarese Dario Messina, e Domenico Centonze. Agli arresti domiciliari, invece, lo scorso 16 dicembre, sono stati posti, oltre ad Angileri, Prenci jr, Bilello e Piccione, adesso in libertà, anche i mazaresi Paolo Apollo, di 74, e Vito Ferrantello, di 42, e i marsalesi Pietro Centonze, di 74 anni, Michele Marino, di 64, Massimo Antonio Sfraga, di 46, e Gaspare Tumbarello, di 48.







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