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Trapani – Anche la città capoluogo ha accolto la Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026.
E’ stata Angela Grignano ad aprire l’ultima tappa trapanese del viaggio della Fiamma Olimpica, tanta l’emozione nei suoi occhi, accanto a lei mentre veniva accesa la Fiamma, il sindaco Giacomo Tranchida.
Poi la camminata per circa duecento metri prima di passare il testimone ad un altro tedoforo non prima della “baciata”. Un tratto breve, quello percoso da Angela, così come dagli altri tedofori, ma che porta con se, secoli di storia.(foto Joe Pappalardo)
“Sono emozionatissima stanotte non sono riuscita a dormire”, ha detto Angela prima di iniziare questo momento che resterà impresso per sempre nel suo cuore.
“È un momento storico – ha dichiarato il sindaco Tranchida – un evento che esprime il rispetto e la lealtà nelle discipline sportive e che unisce tutta l’Italia, dalla provincia più remota fino a Cortina. Ma è anche un messaggio di speranza, amicizia e pace”.
Il corteo ha poi attraversato parte della città fino a piazza Vittorio Emanuele, per poi proseguire verso via Fardella.
In piazza Vittorio c’erano studenti, famiglie, scuole, atleti di diverse discipline sportive, le squadre dall’Handball Erice, dell’Accademia Calcio, dell‘Acquarius nuoto.
La carovana olimpica poi ha lasciato la città alla volta di Palermo.
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Tutti i trapanesi conoscono Via Fardella, ma chi sa davvero chi fosse l’uomo che le ha dato il nome? Giovan Battista Fardella è stato una figura di spicco nella storia di Trapani: militare, collezionista d’arte e promotore di cultura. Nonostante inizialmente contestata, oggi Via Fardella è il cuore nevralgico del capoluogo, simbolo di modernità e vivacità commerciale.
Un Generale al Servizio del Regno
Nato a Trapani il 29 luglio 1762, Giovan Battista Fardella apparteneva a una nobile famiglia siciliana. Si distinse come militare durante le guerre napoleoniche, ricoprendo il ruolo di tenente generale e, successivamente, di Ministro della Guerra e della Marina del Regno delle Due Sicilie. La sua carriera fu segnata dalla fedeltà ai Borbone e dalla difesa dei territori siciliani contro le mire francesi e Sindaco del capolupgo dal novembre 1865 a Marzo 1869 .
Fardella non era solo un uomo d’armi. La sua passione per la cultura lo portò a collezionare opere d’arte e libri rari, molti dei quali sono oggi custoditi nella Biblioteca Fardelliana di Trapani, che prende il nome proprio dalla sua famiglia. La sua collezione artistica, invece, è conservata al Museo Regionale Agostino Pepoli. Inoltre, Fardella si dedicò a iniziative filantropiche come la costruzione del Lazzaretto, la fondazione di una scuola nautica e il supporto all’educazione femminile.
Quando fu istituita, la strada principale di Trapani, oggi conosciuta come Via Fardella, suscitò polemiche tra i cittadini. Tuttavia, con il passare degli anni, la via è diventata il cuore pulsante della città. Lunga e ampia, ospita innumerevoli esercizi commerciali, negozi di abbigliamento, ristoranti e bar, che la rendono uno dei principali punti di riferimento sia per i trapanesi che per i turisti. Questa arteria, che collega il centro storico con le zone più moderne di Trapani, è un simbolo di come la città abbia saputo evolversi, mantenendo vivo il legame con la sua storia.
Giovan Battista Fardella non è solo un nome inciso sulle targhe stradali. È un simbolo di dedizione alla comunità e di amore per la cultura. La sua figura invita le nuove generazioni a scoprire il valore delle proprie radici e a costruire un futuro che sappia coniugare modernità e tradizione.
La prossima volta che passeggiate lungo Via Fardella, fermatevi un momento a riflettere sulla storia e sull’eredità di Giovan Battista Fardella. Questo trapanese illustre non è stato solo un generale, ma un uomo che ha contribuito a fare di Trapani ciò che è oggi: una città ricca di storia, cultura e vita.
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