Cronaca
Campobello di Mazara – Il segretario provinciale della Filcams Cgil Giovanni Amato interviene sui controlli dei carabinieri che hanno portato alla scoperta, in un bar di Campobello di Mazara, di otto lavoratori, su dieci, in nero o irregolari e senza l’applicazione delle norme sulla sicurezza.
“Siamo amareggiati ma, purtroppo, non stupiti, dell’ennesima attività commerciale che esercita attività senza applicare i contratti di lavoro e le norme sulla sicurezza. Dietro ai banconi dei bar si nascondono lavoratori spesso invisibili, senza diritti, senza tutele e privati delle norme sulla sicurezza. Una situazione di illegalità intollerabile che va fatta emergere e contrastata”.
Il rappresentante sindacale poi prosegue. “L’attività di controllo è indispensabile in un settore, quale è quello della ristorazione, del turismo e dei servizi a essi connessi, fortemente permeato dal lavoro sommerso, nero, irregolare e da una complessiva illegalità. Noi non arretreremo di un passo nella nostra attività, continuando a chiedere alle lavoratrici e ai lavoratori di denunciare lo sfruttamento e di rivolgersi al sindacato per fare valere il rispetto dei loro diritti, non sottostando al ricatto di un lavoro senza tutele. Alle associazioni datoriali diciamo, di contro, di applicare i contratti e le norme sulla sicurezza per garantire sviluppo e occupazione attraverso il rispetto delle norme e, soprattutto, della legalità”.
Cronaca
Campobello di Mazara – Violazioni in materia di sicurezza e tutela sul lavoro. Irrorate cento mila euro di sanzioni e sospesa l’attività commerciale. Il provvedimento è stato eseguito al termine di una serie di controlli effettuati dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) di Trapani, e dai militari della Stazione Carabinieri di Campobello di Mazara nei confronti di un bar della cittadina.
Nel corso delle verifiche i militari dell’arma hanno riscontrato diverse violazioni in materia di sicurezza e tutela del lavoro, a seguito delle quali denunciavano il titolare adottando in oltre un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.
Il provvedimento di sospensione è stato adottato in quanto il titolare impiegava nella sua attività,
quattro lavoratori in nero e quattro lavoratori assunti in maniera irregolare su un totale di dieci dipendenti, privi di ogni tutela in materia di salute nei luoghi di lavoro.
A conclusione dell’attività ispettiva, nel corso della quale oltre a violazioni in materia di sicurezza e tutela del lavoro è stata riscontrata la presenza di un sistema di un sistema di videosorveglianza privo di autorizzazioni, sono sta irrorate sanzioni per circa 100.000 euro.
Attualità
Palermo – “E’ un dolore straziante e disumano che nessuno dovrebbe provare, io ancora non so perché Francesco non ha mai più fatto ritorno a casa, io e i miei figli ci porteremo per sempre nel cuore quell’abbraccio che non gli abbiamo mai più potuto dare”. A chiedere e a cercare ancora giustizia, è Mariella Scafidi la vedova di Francesco Corso, il cinquantasettenne operaio specializzato di Misilmeri,~rimasto~folgorato all’inizio del 2022, mentre si trovava in uncantiere in contrada Bragone, a Trabia, dove erano appena i iniziati i lavori di costruzione di una villetta.
Alla sua storia, al racconto del calvario che stanno vivendo i familiari della vittima per ottenere l’accertamento della verità su ciò che è accaduto, è dedicata la nuova puntata del podcast “Cisl in Ascolto”, che sarà pubblicato su Spotify e i canali social del sindacato, oggi 30 marzo in occasione della Giornata delle Vittime del Dovere organizzata dalla Cisl Palermo Trapani.
“Per noi – ha commentato Federica Badami segretaria generale Cisl Palermo Trapani – non è solo una occasione per commemorare le vittime, che sono tante, troppe, ma per rilanciare un tema che, nei nostri territori si sta sempre più trasformando in una piaga, una vera e propria strage. Solo nelle ultime due settimane in pochi giorni sono state tre le vittime nella nostra provincia, e a queste si aggiungono gli allarmanti dati del 2024 nel corso del quale sono stati oltre sei mila gli incidenti sul lavoro, di cui 20 mortali nel palermitano, e 1856 di cui 9 mortali nel trapanese”.
Nel corso del podcast la vedova di Corso, racconta delle difficoltà vissute dalla famiglia per ottenere giustizia e verità sulle responsabilità sul grave incidente. “Mio marito era un operaio specializzato ed esperto, sapeva ciò che faceva e di certo sapeva come evitare di restare folgorato. Qualcuno ha la grave responsabilità su ciò che è accaduto, e ferisce il fatto – spiega Mariella Scafidi – che all’inizio di questo percorso giudiziario e del procedimento penale con l’ipotesi di reato di omicidio colposo per accertare la dinamica, le cause e le responsabilità, il caso fu archiviato senza indicare i responsabili. Io non mi fermerò finché la verità non verrà fuori, anche se le udienze prima delle archiviazioni sono state delle pugnalate al cuore. Archiviando il caso, facendo ricadere la colpa su mio marito che non può più difendersi, lo hanno fatto morire un’altra volta”.
“Le famiglie vanno sostenute, aiutate in questo doloroso e lacerante percorso, non si possono additare le stesse vittime come responsabili della loro morte e noi come sindacato abbiamo il compito di fare da cassa di risonanza” ha aggiunto la segretaria Badami. “Siamo molto preoccupati, ci allarma questo aumento degli incidenti mortali. E’ evidente che sulla sicurezza dei lavoratori ci sia ancora tanto da fare. Il lavoro nero fin troppo diffuso nei nostri territori, non ha solo conseguenze economiche ma anche sulla sicurezza. La vita e la tutela della salute, devono avere la priorità assoluta”.
Per la Cisl è dunque necessaria “un maggior numero di ispettori e dunque maggiori controlli, e come Cisl abbiamo chiesto il riutilizzo dell’avanzo di bilancio Inail per finanziare programmi di prevenzione e formazione rivolti sia ai lavoratori che ai datori di lavoro. Bisogna fare rete, non solo fra le istituzioni ma anche con quelle associazioni che sono nate per sostenere le famiglie delle vittime delle morti bianche”. Tutto per far si che, ha concluso Badami, “il lavoro sia solo realizzazione di sé e non morte e dolore e calvario giudiziario per i propri familiari”. Il podcast Cisl in Ascolto, sarà visibile il 30 marzo sulla piattaforma Spotify per podcast (il canale è cisl-palermo-trapani), sulla pagina facebook Cisl Palermo Trapani e sul profilo X @cislpatp.