• Trapani
    Controcorrente fa il pieno nel trapanese: presentata l’assessore Barone e Genco
    Domani il primo gruppo consiliare in provincia ad Alcamo
    Redazione4 Febbraio 2026 - Politica
  • Politica

    Trapani – Una giornata piena di nuovi ingressi quella che è avvenuta stamattina all’Hotel Vittoria di Trapani, con la presentazione di Andrea Genco, come assessore oltre al nuovo innesto dell’assessore alla provincia Laura Barone, che arriva dalle fila dei Cinque Stelle.

    “Oggi – dice il deputato regionale e leader di Controcorrente – non posso che fare i complimenti a Genco. Siamo sicuri che farà un grande lavoro e Controcorrente con lui entra a pieno titolo nel governo della città. Faremo di tutto per portare risultati concreti. E lo stesso vale per Laura, consigliere comunale e assessore in provincia. E non è tutto perché domani ad Alcamo nascerà anche il primo gruppo consiliare della Sicilia. Stiamo crescendo e siamo sempre più attrattivi. Ci tengo a precisare che il movimento è sì Ismaele La Vardera, ma anche Andrea Genco, Laura Barone e tanti altri amministratori. Questo prova che siamo anche forza propositiva che riesce a governare. Per concludere, siamo sicuri che alle prossime regionali Controcorrente avrà il proprio rappresentante trapanese al Parlamento Siciliano”.

    Un quadro chiaro quello delineato dal leader di Controcorrente e che guarda al futuro della provincia proprio con Laura Barone.

    “Il mio ingresso – continua la Barone – è una continuità dei miei valori. Noi sappiamo che a livello provinciale e regionale serve uno slancio più veloce per i Comuni e quello che sta succedendo a Niscemi lo conferma. Entrante in Controcorrente oggi è un’occasione, quella di far parte di un progetto che guarda alle persone ed ai loro bisogni. Noi dobbiamo dare assoluta priorità a temi come l’ambiente, sanità e vicinanza ai giovani. Ritengo che la provincia di Trapani, non è seconda a nessuno ma bisogna coltivare l’identità di ogni singolo Comune perché la bellezza che ha questa terra è dettata dalla singolarità di ogni luogo”.

    E non è mancato neanche l’apporto di Andrea Genco, che qualche mese fa è stato presentato in Controcorrente, proprio all’Hotel Vittoria come vicepresidente del consiglio comunale e che oggi è assessore del capoluogo trapanese-

    “Stiamo attirando – conclude Genco – l’attenzione di tanti ragazzi e ragazze che vengono da esperienze civiche. Controcorrente ha riacceso la voglia e la passione di questi che vogliono battersi per la città. E sono contento che il gruppo ABC di Alcamo siano qui, a loro mi lega un profondo affetto. Domani anche io sarò ad Alcamo per l’apertura del faro e il 14 presenteremo i primi 10 punti programmatici e la Provincia di Trapani sarà presente”.

    E infatti, domani ad Alcamo l’ulteriore ingresso in Controcorrente del gruppo ABC, oggi presente alla conferenza con il presidente Caterina Camarda e il consigliere comunale Leonardo Maniscalco e nelle scorse ore ha anche aderito il consigliere di Paceco, Giuseppe Ranno. Tra il pubblico c’era anche l’ex deputato alla Camera, Massimo Fundarò





  • Valderice
    Valderice. Pd contro Stabile: “la rimodulazione della Giunta” è solo campagna elettorale anticipata
    Gruppo consiliare e segreteria comunale: "Quando il bene comune diventa un dettaglio"
    Redazione21 Gennaio 2026 - Politica
  • giunta stabile valderice Politica

    Valderice – E’ di pochi giorni addietro il rimpasto di Giunta a Valderice, segnato dall’arrivo in amministrazione dell’avvocato Lilly Ferro, moglie dell’ex deputato di Forza Italia Mimmo Fazio, e indicata proprio in quota berlusconiana. Il Sindaco Francesco Stabile l’ha definita “rimodulazione della Giunta”, ma fuori dal Palazzo comunale il termine più ricorrente è un altro: manovra politico-elettorale personale.

    “Altro che bilanci di metà mandato, prospettive per la comunità o rilancio amministrativo – dicono dal Pd gruppo consiliare e segreteria comunale – Le ultime operazioni di rimpasto della Giunta municipale appaiono sempre più come un regolamento di conti interno alla maggioranza e, soprattutto, come una spregiudicata preparazione del terreno in vista di una possibile candidatura alle Regionali del 2027 sotto il simbolo di Forza Italia. I fatti, più delle parole, raccontano una storia molto diversa da quella edulcorata nelle dichiarazioni del sindaco che nel giro di pochi anni ha cambiato più volte casacca con un trasformismo in versione: il peggio della vecchia repubblica“.

    Sfide all’arma bianca dentro al centrodestra?

    “Il dato politico è inequivocabile – osservano i Dem – bocciati il partito Fratelli d’Italia, con l’estromissione dalla Giunta dell’Assessore Lo Cascio, ed il partito Azione di Calenda, che perde l’assessorato al Bilancio con la cacciata di Gianrosario Simonte. Entrambi, seppur apprezzati dal Sindaco, sono stati sostituiti per un mero calcolo politico-elettorale che è il contrario del tanto sbandierato “merito”. Infatti, al posto di Simonte arriva il già bocciato

    Giuseppe Martinico, Assessore al bilancio per cinque anni nel primo mandato Stabile. Una scelta che non risponde a nuove esigenze programmatiche, ma a vecchie pratiche di mercantilismo politico. Martinico, infatti, ha lasciato Italia Viva ed è approdato in Forza Italia per potere diventare Assessore così da sostenere elettoralmente il sindaco Stabile, futuro candidato alle regionali 2027″.

    E poi la nomina dell’avvocato Ferro.

    “Le sono state affidate deleghe strategiche, come i Servizi Sociali, “strappati”, senza alcuna titubanza, al partito Italia Viva. Una nomina che non passa inosservata: Ferro è la moglie di Mimmo Fazio ex sindaco di Trapani, anch’essa in quota Forza Italia e in quota sindaco. Anche in questo caso niente che riguarda il merito e la buona amministrazione ma una squallida operazione elettorale per incassare i voti che può ancora orientare Mimmo Fazio. Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: Forza Italia oggi controlla tutti i gangli vitali dell’Amministrazione comunale. Altro che equilibrio politico. Altro che squadra coesa. A Valderice siamo davanti a un monocolore a tutto tondo, dove il paese viene sacrificato e gli equilibri politici, all’interno del centro destra, diventano una variabile secondaria. Di fronte a questo quadro, parlare di “rilancio politico per rispondere alle esigenze dei cittadini”, come ha tentato di fare il sindaco Stabile, suona quantomeno ridicolo. È del tutto evidente, infatti, che non si tratta di tutelare l’interesse collettivo, ma di tutela di un percorso personale. L’unica cosa importante sono i pacchetti di voti, non la qualità dell’Amministrazione comunale rispetto alle esigenze e ai bisogni dei valdericini”.





  • Castellammare del Golfo
    Castellammare del Golfo. Si dimette l’assessore Mariella Caleca
    Il sindaco Fausto «Ringrazio Mariella Caleca per il lavoro svolto in questi due anni e le rinnovo la mia stima»
    Redazione12 Novembre 2025 - Politica
  • sindaco e Caleca 2 Politica

    Castellammare del Golfo – Lascia l’incarico di assessore al Turismo, Spettacolo e Pubblica Istruzione Mariella Caleca, incarico ricoperto fin dall’insediamento dell’amministrazione comunale, il 5 giugno 2023.

    Il sindaco Giuseppe Fausto

    «Ringrazio Mariella Caleca per l’attento, costante e produttivo lavoro svolto in questi oltre due anni di attività amministrativa, in settori complessi e strategici come il turismo, lo spettacolo e la pubblica istruzione. La sua dedizione e professionalità hanno contribuito in maniera significativa alla crescita e alla promozione del nostro territorio. Dispiaciuto per il venir meno del suo prezioso apporto, le ribadisco la mia stima personale e istituzionale».

    Indicata dal sindaco già in fase preelettorale, Mariella Caleca, insegnante, ha messo a disposizione «la propria esperienza e competenza in ambiti fondamentali per la vita culturale e turistica della città, promuovendo iniziative e progetti per la valorizzazione del territorio e -sottolinea il sindaco Giuseppe Fausto- il coinvolgimento della comunità scolastica».

    L’ormai ex assessore Mariella Caleca

    Nella lettera di dimissioni ha ringraziato il sindaco e l’intera amministrazione per la fiducia accordatale, sottolineando di aver accettato l’incarico «da cittadina e non da politica, con la convinzione che fosse possibile costruire un modello di governo vicino ai cittadini e libero da condizionamenti». L’ex assessore Caleca ha spiegato di lasciare l’incarico «per favorire nuovi equilibri e consentire il rinnovamento dell’esecutivo comunale», definendo l’esperienza «profondamente significativa dal punto di vista umano e sociale».

    Nel bilancio del suo mandato, l’assessore ha ricordato i principali risultati raggiunti: dall’approvazione anticipata del programma estivo e la partecipazione a fiere turistiche internazionali, come la BIT di Milano, Budapest e Varsavia, alla rinascita del Carnevale Castellammarese e alla realizzazione dell’evento “Gustorie”, dedicato al gusto, alla storia e alla tradizione locale.

    Tra le iniziative più rilevanti anche la progettazione del portale turistico comunale, la realizzazione di mappe e segnaletica bilingue con QR code, l’attivazione per la prima volta del servizio di bus urbano estivo, l’avvio anticipato del servizio mensa scolastica e la stesura del primo regolamento per lo scuolabus. Importanti pure i citati lavori di riqualificazione del teatro “Apollo – Anton Rocco Guadagno”, ormai prossimi al completamento, e il progetto di valorizzazione delle fosse granarie

    «È stato un lavoro intenso e ricco di soddisfazioni – ha scritto Mariella Caleca nella lettera – che mi ha permesso di vivere un’esperienza preziosa di servizio alla comunità. Desidero ringraziare il sindaco, la giunta, i dirigenti e i dipendenti comunali per la fiducia e la collaborazione, nonché le associazioni e le forze dell’ordine per la disponibilità e la professionalità dimostrate».

    Il dopo Caleca

    Il sindaco Giuseppe Fausto ha annunciato che a giorni procederà al riassetto della giunta con la nomina del nuovo assessore per tornare al plenum dell’esecutivo. Dopo le dimissioni di Mariella Caleca, l’amministrazione è composta da: Lorena Di Gregorio, vicesindaco, con deleghe ad ambiente, pianificazione territoriale, Suap, informatizzazione e digitalizzazione, rapporti con il consiglio comunale. Giovanni D’Aguanno, con deleghe a lavori pubblici, cultura, sport, politiche giovanili, rapporto con le frazioni, politiche comunitarie e programmi di sviluppo territoriale. Giovanni Todaro, con deleghe a servizi sociali, pari opportunità, contenzioso, rapporti legali e servizi demografici, edilizia privata, patrimonio, protezione civile e randagismo. Giovanni Ciufia, nominato a giugno 2025, con deleghe al personale e alla polizia municipale.

     





  • Marsala
    Marsala, “pronti a ricandidare Grillo”
    Il Movimento Liberi rimette in pista l'uscente sindaco
    Redazione7 Novembre 2025 - Politica
  • massimo grillo ok Politica

    Marsala – Con una nota firmata da: Salvatore Agate, Ignazio Bilardello, Gaspare Di Girolamo, Ivan Gerardi, Donatella Ingardia, Giuseppe Lombardo, Cipriano Sciacca, e Giacomo Tumbarello, il Movimento Liberi, rimette in pista l’uscente sindaco Massimo Grillo.

    Ecco la nota

    Negli ultimi mesi abbiamo seguito con attenzione e rispetto le interlocuzioni messe in campo dai coordinamenti e dalle segreterie dei partiti del centrodestra. Lavori che nonostante l’impegno degli attori coinvolti non hanno ad oggi prodotto una proposta unitaria, una sintesi politico-programmatica da offrire ai cittadini. Considerato l’approssimarsi della finestra elettorale e il momento di slancio amministrativo vissuto dalla città, riteniamo non più rinviabile che si assuma senza ulteriori esitazioni una decisione che sia definitiva, chiara e condivisa.

    Il Sindaco Massimo Grillo ha annunciato già alcuni mesi addietro di essere disponibile a spendersi per un secondo mandato, e fin dalla fase di maturazione di questa scelta gli Assessori Ivan Gerardi, Gaspare Di Girolamo e Pino Lombardo sono al suo fianco e stanno lavorando ad allestire due liste per il rinnovo del Consiglio Comunale in vista della competizione elettorale. Insieme a loro, il Movimento Liberi, che si presenterà agli elettori con una propria lista, e il Movimento che fa capo a Cipriano Sciacca , che presenterà una propria lista.

    In questi cinque anni è stato avviato a Marsala un processo di trasformazione urbanistica, sociale e culturale frutto di una visione chiara e di un impegno amministrativo costante messo a terra con lo stile del Sindaco Grillo, e cioè con serietà, sobrietà e senza clamori, con polso fermo e voce pacata. I risultati sono oggi visibili e costituiscono solide fondamenta su cui continuare a costruire il futuro della nostra città, nella consapevolezza che il percorso intrapreso necessita di continuità per essere debitamente portato a compimento.

    Con determinazione e convinzione, ribadiamo dunque la nostra ferma volontà di sostenere la candidatura di Massimo Grillo a Sindaco di Marsala e rivolgiamo un invito aperto e sincero ai partiti, ai movimenti e alle forze civiche che si riconoscono nei valori e negli ideali del centrodestra e nella tradizione democratica cittadina, affinché si possa sposare questo progetto amministrativo, evitando frammentazioni che non farebbero altro che indebolire il virtuoso percorso di sviluppo avviato nella nostra città.

    A tal fine, ci facciamo promotori, insieme al Sindaco Massimo Grillo, della convocazione di un incontro con i responsabili delle suddette forze politiche interessate per avviare un confronto costruttivo sugli aspetti programmatici e sul metodo che consentano di costruire una coalizione unita, affiatata, autorevole e credibile. Marsala merita continuità, stabilità, visione e responsabilità”.





  • Trapani
    Libero Consorzio Comunale. Relazione semestrale presentata e discussa in Aula
    La dichiarazione del presidente Salvatore Quinci
    Redazione6 Novembre 2025 - Politica
  • Salvatore Quinci Politica

    Trapani – Il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani Salvatore Quinci è intervenuto a proposito della relazione semestrale presentata e discussa in Aula.

    L’intervento del presidente Quinci

    “Il Consiglio Provinciale, ha mostrato ancora una volta maturità politica e senso di responsabilità. Ho avuto modo di presentare, così come previsto dalla legge, la relazione semestrale sull’attività amministrativa. Il Libero Consorzio Comunale di Trapani continua l’azione di rilancio e di consolidamento della sua strategia di governo del territorio. Le direttrici di marcia: credibilità,
    autorevolezza, trasparenza ed efficacia – punti focali delle linee programmatiche – raccolgono i primi segnali concreti. Il via libera a due variazioni di bilancio e agli aggiornamenti del programma triennale delle opere pubbliche mettono in campo le prime risorse utili e necessarie per superare il gap negativo accumulato negli anni precedenti. La politica è tornata nel Libero Consorzio Comunale non certo per occupare posti di potere o per segnare nuove egemonie, ma per dare un contributo fattivo alle prospettive di crescita di una comunità con tante potenzialità ma anche con tanti problemi da risolvere. Prova di questa volontà politica è il voto all’unanimità dell’Aula sul regolamento per il rimborso spese degli amministratori dell’Ente, pari a zero, con la sola eccezione da chi proviene dalle isole minori, che si aggiunge ad un altro voto unanime su un ulteriore aggiornamento del programma triennale delle opere pubbliche che ci consentirà d’intervenire nelle scuole e sulla viabilità secondaria. Stiamo dimostrando che c’è ancora spazio per la politica del confronto e delle idee. Il prossimo appuntamento, che mi auguro corale ed unitario, sarà quello del Documento Unico di Programmazione e del Bilancio di previsione 2026. Puntiamo ad un dibattito aperto e costruttivo con le forze consiliari e con i rappresentanti del territorio”.





  • Trapani
    Caso Patti, la solidarietà di Grazia Spada (Fratelli d’Italia)
    Il rispetto reciproco deve essere il fondamento del nostro agire, dentro e fuori l'aula consiliare
    Redazione28 Ottobre 2025 - Attualità
  • consiglio comunale Attualità

    Trapani – Sulla vicenda “Desidero, come donna e come rappresentante istituzionale, esprimere la mia piena solidarietà alla collega Patti. Nessuno, in nessun contesto, può permettersi di offendere una donna – né con parole, né con post, né con qualsiasi altro mezzo”. Lo scrive Grazia Spada di Fratelli d’Italia che poi prosegue.

    “Il rispetto reciproco deve essere il fondamento del nostro agire, dentro e fuori da quest’aula.
    Gli attacchi personali e le offese, soprattutto quando colpiscono la dignità di una persona, non possono e non devono trovare spazio nel confronto politico e civile. A nome mio e del Gruppo Fratelli d’Italia rinnovo la mia vicinanza alla collega Patti e ribadisco l’importanza di promuovere sempre un linguaggio e un comportamento improntati al rispetto, alla correttezza e al senso delle istituzioni”.





  • Trapani
    Pala Shark, nota riservata e altra seduta in forse
    Trapani: dopo il flop di ieri sera, la minoranza ci riprova oggi pomeriggio con la seduta straordinaria. Intanto due persone denunciate per l’aggressione fatta ieri al presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo
    Rino Giacalone23 Ottobre 2025 - Politica
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    Trapani – di Rino Giacalone – Una classe politica incapace al confronto. Da destra a sinistra passando per il centro. Un imprenditore che gioca a fare il buono da una parte, il compassionevole e il generoso, e poi pronto ad accendere a dar fuoco alle polveri. Una protesta più organizzata che spontanea. Potremmo dire scene già viste. Qualche anno fa a Palermo, quando scoccò la scintilla della lite tra il patron Zamparini e il Comune d Palermo, vicenda ipermercato e altro, con i tifosi a fase alterne pro e contro il patron rosanero, ma pour sempre scenate di piazza orchestrate, o ancora qualche anno addietro, peccato che qualche giornalista dice di non avere ricordo, a Trapani, quando l’allora sindaco Damiano aumentò il prezzo della Tari, sotto Palazzo D’Alì ritrovò una protesta capitanata dal capo degli ultrà granata e partecipe la tifoseria, in maggioranza coloro i quali la Tari manco sapevano cosa fosse.
    Tutti bocciati. Almeno secondo il nostro punto di vista.

    Ieri pomeriggio era prevista la seduta straordinaria del Consiglio comunale chiesta dalla minoranza per discutere dello stato dell’arte circa la sopravvivenza della convenzione tra Comune e Sport Invest per la gestione del Pala Daidone, o Pala Shark che dir si voglia.

    Sul tavolo resta non risolta la questione se la Srl succeduta alla Ssd abbia titolo o meno a mantenere viva la convenzione. Comune e Shark si sono trovati di fronte fino ad agosto, poi il dialogo si è interrotto. Ci provò il prefetto a rimetterli insieme ma l’invito a non esagerare fu tradito dal patron Antonini in poche ore.

    Il Comune ha messo per iscritto che gli Shark potranno giocare al Palazzetto per tutta la stagione agonistica, la seconda consecutiva in serie A di Basket, ma nel frattempo non fidandosi della documentazione legale di parte, ha deciso, non ritenendo nemmeno sufficiente quella prodotta dagli uffici, di chiedere un parere legale a professionisti esperti nel campo societario. Il parere non è ancora arrivato, e per le alte cariche apicali del Comune e per lo stesso ufficio legale di Palazzo D’Alì, non ci sono le condizioni per affrontare la seduta straordinaria e le domande, scontate dell’opposizione, tutta a favore del patron Antonini, pronta a respingere l’ipotesi che la convenzione è ancora valida, gli Shark non sono degli abusivi dentro al Palazzetto.
    La seduta consiliare non si è tenuta perché i consiglieri di maggioranza l’hanno disertata. Hanno sposato in pieno le osservazioni della dirigenza. Ma nel contempo hanno ribadito che nessuno da Palazzo D’Alì ha deciso di cacciare via dal Pala Daidone i colori granata.

    Tutto rinviato a oggi pomeriggio. Dopo che però ieri sera due persone sono finite denunciate per l’aggressione tentata al presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo che non ha potuto fare altro che prendere atto all’esito di due appelli, dell’assenza in aula del numero legale. Erano tifosi della Pallacanestro? No, erano, e sono, due operai della Trapani Servizi, quelli che sono in bilico, e che a Mazzeo hanno rimproverato quasi venendo alle mani l’essere responsabile del loro licenziamento. Poco prima dallo spazio riservato al pubblico dentro Palazzo Cavarretta erano partiti i cori, urla e fischi, al grido di venduti e altro. Come non riconoscere di essere stati spettatori di una protesta poco spontanea e molto organizzata? C’è molto poco di genuino, e riscaldare così tanto i motori può far danno più di qualsivoglia parere. Oggi pomeriggio si torna in aula.

    In mattinata a Palazzo Cavarretta Mazzeo ha convocato una riunione dei capigruppo. Proporrà il rinvio della seduta, non per come chiesto dalla maggioranza, che lo aveva tentato con il documento diffuso martedì sera, ma con una nota protocollata con classificazione riservata arrivata dai vertici apicali del Comune. Mazzeo la condividerà con i capigruppo di tutta l’aula, proponendo il rinvio della seduta alla prossima settimana. Scontato il “no” della minoranza.

    Il patron Antonini però in poche ore è tornato a far ventilare come possibile e non più eventuale il suo espatrio dalla città. Attacca Tranchida e i funzionari, attribuendo a loro le responsabilità. Per martedì ha preannunciato una sua conferenza stampa.

    Nel dark web della politica trapanese però pare circoli altro. Qualcuno dice che è pronto uno scandalo, anzi forse più di uno. Ma allo stato tutto sembra fake news e gossip creato a tavolino, tanta m…da e poco cioccolata. Non è la politica dell’onore, di chi ha giurato sulla Costituzione, ma la politica del disonore e si sa che il disonore da queste latitudini è solo una certa marca.





  • Trapani
    Trapani, in piazza…le urla
    Show del popolo delle curve, assente la classe dirigente. Occorre riprendere a fare vera politica
    Rino Giacalone13 Settembre 2025 - Attualità
  • antonini piazza Attualità

    Trapani – di Rino Giacalone – Dai social alla piazza. Questo quello che è accaduto stamattina nello slargo tra la Piazza Municipio e la Piazza Vittorio Veneto. La protesta contro il sindaco Tranchida agitata dall’imprenditore Valerio Antonini nella sostanza ha fatto materializzare il popolo dei social, quelli che seguono le dirette su X, mettono i like e i mi piace su Facebook, molti quelli che nelle giornate di sport si possono vedere sugli spalti dello stadio o del Palazzetto dello Sport.

    Le presenze

    C’è da scommettere che adesso partirà la polemica sui numeri, sulle presenze, ci affidiamo alle parole dell’organizzatore, Antonini ha stimato in 2 mila le presenze, dato immediatamente diffuso dalla propria tv. “Dovemo fa a fidasse?”. “E io mi fido”. Erano i tempi del Papa Re, e questa è la ricostruzione cinematografica del brillante colloquio tra Manfredi (Pasquino) e Tognazzi (il Vescovo che tagliava le teste ai carbonari).

    Qualcuno si dibatterà sui numeri, dirà erano meno dei 2 mila dichiarati o non erano i 5 mila che Antonini aveva promesso, ma il tema per noi non è questo. E’ altro.

    Ci fu un comico che un giorno divenne politico e fondò un movimento politico. Travolse il Paese, poi è finita maluccio. Parlò alla “pancia” dell’Italia, non inventò nulla, i problemi erano, e sono, veri e seri: la corruzione, la malapolitica, il Governo che operava per fini personali, ebbe successo. Ma oggi, dopo gli anni del “vaffa…” di Beppe Grillo, la realtà non è diversa, è peggiorata.

    La ragione? Semplice, una sola e soltanto una, il venir meno della politica, del confronto politico, la presenza sulla scena di leader inventati o inventatisi a tavolino, senza passare da congressi, quelli che ci spacciano per tali sono assemblee disegnate sotto attente regie. I Governi fatti da fratelli, sorelle, amici e parenti, primarie taroccate, la legalità calpestata.

    Non ce ne voglia il presidente Antonini, ma oggi questa scena non è cambiata, è così anche da queste latitudini, ma può cambiare, se si ritorna alla politica. Appello questo che non rivolgiamo solo lui e al suo movimento ma che tocca anche la parte avversa.

    La storia di Trapani

    La storia di Trapani degli ultimi 40 anni pochi hanno la voglia di leggerla. Come si dice in dialetto, a tanti non “appatta”. Eppure è scritta. In decine di sentenze. Ci furono gli anni in cui si pagavano fior fiori di professionisti per disegnare progetti mai finanziati, ci furono gli anni in cui la massoneria gestiva un bilancio parallelo mentre c’erano sindaci che negavano l’esistenza della mafia, poi la stagione del grande evento che fece lustrare la città per due settimane per poi tutto tornare al buio, c’era anche chi pensava di essere più podestà che sindaco, e un prefetto che voleva far rispettare le leggi venne cacciato via dal Governo azione che aveva come mandante il capo mafia di turno.

    La magistratura e la Polizia operavano, scoperchiavano vasi di pandora, mafia, politica e impresa, venivano trovati latitanti nascosti nelle fattorie, nelle aziende di imprenditori e proprietari terrieri, vennero ascoltati politici che parlavano con i mafiosi, e nel mentre tanti epigoni dicevano che erano tutte balle. Mentre politici, imprenditori e dodici dirigenti di uffici tecnici venivano arrestati con le mazzette tra le mani. Quelli che dovevano aggiustare le città, se le stavano mangiando. Oggi la gente protesta ma nessuno, tra quelli che la aizzano, penso a certi personaggi cosiddetti “istituzionali”, fa mea culpa. Anzi c’è chi prova a salire sul carro del patron, pensando a rimettere indietro gli orologi della storia.

    Le urla di oggi hanno coperto certe inadempienze. Non di pochi, ma di tanti. Ed allora? Se si è capaci bisogna rimettere ordine al dialogo, riscoprire le differenze ideologiche, combattere i trasversalismi, non possono avere diritto di parola coloro i quali hanno attraversato tutti i partiti dell’arco costituzionale e oggi si presentano come tanti verginelli. Quale diritto di parola può essere dato a chi fino a ieri sembrava essere quel soldato giapponese che da solo combatteva la guerra, oramai finita, conclusa, contro gli avversari, e che d’improvviso scopre tutti i mali del mondo…della città.

    La Piazza di oggi

    Oggi in piazza abbiamo visto un rituale che ha solo generato piacere e soddisfazione. Ma era solo rabbia, indignazione, incapace di trasformare la società. L’elenco dei problemi è vero e infinito, ma resterà tale senza un percorso dove i gruppi dirigenti, le correnti e gli iscritti siano messi a confronto con le persone, l’associazionismo, i sindacati, le esperienze di cittadinanza attiva, gli intellettuali, le realtà di autogestione, i movimenti per i diritti, i lavoratori e le lavoratrici in sciopero o in cassa integrazione, gli esperimenti di innovazione sociale radicale nei territori. Come risultato minimo si potrebbe così arrivare a una più chiara comprensione delle differenze tra interessi, visioni e prospettive contro ogni insignificante vuoto.

    La Piazza che urla non ci piace

    Ecco perché la piazza che urla non ci piace. Serve altro, non è utile il dileggio altrui, serve tirare fuori il confronto anche quello più aspro, duro, ma serio fatto di parole serie. Non il baccano. I servizi che non funzionano ci sono, non si risponde dicendo che c’è strumentalizzazione. Ci può essere la denuncia strumentale, ma intanto si metta mano al bilancio e si faccia qualcosa. Ci lamentiamo per l’acqua che manca, e allora quando qualcuno ci porta l’autobotte riempita con l’acqua dei pozzi privati, chiediamo la ricevuta regolare non un foglio di quaderno appena scritto. O magari chiamiamo l’ufficio comunale e compriamo l’acqua dal cisternone pubblico. Se non risponde nessuno denunciamo, ma quell’acqua almeno è potabile e costa forse anche meno di quella privata.

    La stessa Piazza ma con un altro sindaco

    In altre occasioni, tempo addietro, la stessa piazza si riempì di manifestanti, sindaco non era l’attuale ma un altro, era rincarata la tassa della Tari, venne mobilitata la tifoseria, si quelli della “curva”. Anche allora tante urla, e ci fu chi fece saltare il momento elettorale, che ci fu da lì a poco, come un bambino prese e si portò via il pallone, impedendo agli altri di giocare. Adesso nel sottobosco della politica ci dicono che si agiti anche lui pensando a tornare a giocare, per vincere. Ma il pallone in mano non ce l’ha più lui, e lo scherzetto potrebbe ripetersi.

    Torniamo alla Politica

    Torniamo alla politica. Non ci sono problemi che possono essere risolti per magia, ma stando con i piedi per terra. Ecco trasferiamo a chi ci legge queste nostre considerazioni, che possono essere anche trasformate in domande. E’ il nostro mestiere, e quello di tanti altri giornalisti, fare domande, anche scomode, ma per raccogliere risposte, non schiamazzi.

    La domanda al presidente Antonini

    Al presidente Antonini una domanda la facciamo. Ma se non fosse esplosa la questione convenzione per il Pala Shark, avrebbe mai tolto la coperta a tante di quelle verità, disservizi pubblici, errori amministrativi, ordinanze mal fatte, questi cahier de doleances che adesso agitano la piazza?

    La domanda al sindaco Tranchida

    E al sindaco Tranchida. Che ne pensa di fare una Giunta di professionisti, anche schierati, non per forza i cosiddetti tecnici, per programmare un biennio di fine mandato coerente con il suo slogan elettorale, “per fare di Trapani una grande città”?





  • Trapani
    Trapani, la protesta di domani e il silenzio di oggi sulla città militarizzata
    Da Roma arriva la notizia, scontata: A Birgi la formazione dei top gun degli aerei F 35
    Rino Giacalone12 Settembre 2025 - Attualità
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    Trapani – di Rino Giacalone – A Trapani chi alza di più la voce è bravo, anzi super bravo. In tutti i campi, dalla politica all’informazione. Bene, quanto meno una città sonnacchiosa trova qualcosa per cui agitarsi. Non che nel tempo non siano mancate le occasioni, ma si sa il trapanese si innamora presto di chi fa il capo popolo. Serve sempre qualcuno che tolga il prosciutto dagli occhi, ma nel Dna c’è la capacità a tradire, presto i tardi.

    Domani la manifestazione di piazza

    Domani è prevista una manifestazione di piazza. Legittima come prevedono le regole della democrazia. Si sa chi ne è il promotore, il presidente Antonini, in rotta di collisione con Palazzo D’Ali. Lo scenario messo su contro l’amministrazione del sindaco Giacomo Tranchida ad un certo punto sembrava fare a pugni con il nome dato al movimento, “Futuro”. Perché sembrava che a tutto quello che è stato organizzato mancasse un vecchio arnese, la ghigliottina, e siccome al Museo Pepoli è conservata quella che era in uso, collocata nell’odierna piazza Generale Scio ma in epoca parecchio datata, ‘800, regnava Ferdinando II, e pare che di teste ne tagliò molto poche, ci aspettavamo qualcuno che la andasse a prendere per metterla al centro della piazza davanti al Municipio, Palazzo D’Alì, piazza ora dedicata d un profondo e vero democratico della prima Repubblica, l’on. Aldo Bassi.

    Ci ha pensato il patron Antonini a rimettere le cose a posto, evitando che qualche invasato pensasse davvero di spostare dal museo la ghigliottina, riallineando tutto al “Futuro”, e alla manifestazione di domani ha dato il nome di un celeberrimo film , “Indipendence Day”, la ricostruzione di una invasione aliena e dei soliti americani pronti a spazzare via anche l’alieno. E gli americani, scherzi a parte, sono davvero pronti ad arrivare alle nostre porte. Nulla c’entrano con la protesta di domani ma con altro di parecchio serio e pericoloso. Facciamo chiarezza.

    Nessun intento ironico sulla manifestazione di domani. Non sappiamo se otterrà l’effetto desiderato, speriamo almeno in una scossa per Consiglio e Giunta Comunale. Trapani è una città che è piena di problemi, è vero e se volessimo distribuire le responsabilità un solo libro di cento pagine non sarebbe sufficiente. Questo per dire che chi governa oggi è privo di colpe. Giammai. Ma le responsabilità, non solo parlando di acqua, dovremmo distribuirle a più livelli.

    Anche a noi stessi, cittadini pronti a protestare che però al momento del voto ce ne stiamo a casa, oppure votiamo turandoci il naso, tanto quello è mio parente, amico mio, amico di mio compare o è l’amico del patronato che mi aiuta eccetera eccetera.
    La protesta in piazza è anch’essa una espressione della democrazia, quindi ben venga. Oggi c’è quella dell’opposizione che vuol diventare maggioranza, domani ci potrebbe essere quella della maggioranza che vuol restare tale.

    Sentiamo alzarsi le voci, i social sono impazziti, al solito c’è chi nel marasma non vuol sfuggire all’andazzo trapanese che pretende come ognuno abbia una etichetta che certifichi un’appartenenza, basta che ti vedano al bar o per strada a parlare con tizio e non con caio, significa che sei un “tiziano”, non nel senso del pittore, simpatica la similitudine coniata dal patron Antonini che invece di parlare di tranchidiani, parla di troiani, in fin dei conti Ulisse passò da queste nostre parti.

    Ma della manifestazione di piazza prevista per domani scriveremo domani, trovando il giusto posto nella cronaca quotidiana.

    E oggi? Cosa c’entrano gli americani, quasi arrivati già in città?  Oggi abbiamo la pretesa di dire che questa resta una città sonnacchiosa, silenziosa, nonostante il frastuono di parole che sentiamo da settimane, si dicono tante parole, si fanno tante affermazioni, ma si sente poco su quello che sta accadendo a pochi chilometri da qui, da una parte la guerra in Medio Oriente, dall’altra parte il conflitto in Ucraina. Direte che tutto non è così vicino. Invece è tremendamente vicino.

    La notizia di oggi è vero era annunciata ma mancava il “verbo”, la parola, l’attestazione messa nero su bianco. A Birgi arriveranno i piloti, i top gun, i super piloti di aerei da guerra, gli F35, pronti a prepararsi all’entrare in azione. Il nostro aeroporto sarà il gemello di una base che esiste già negli Usa, in Arizona.

    L’aeroporto militare dedicato a “Livio Bassi”, è da sempre una della basi più importanti dell’Aeronautica Militare Italiana e dell’alleanza Occidentale, chiamatela Nato o come volete, è prestato e resterà solo prestato dai militari al trasporto aereo civile, altro che potenziamento, aeroporto a cinque stelle e via dicendo. E poi avremo sicuramente l’innalzamento dei servizi di sorveglianza, Trapani diventerà una zona rossa se non proprio così, poco ci mancherà. Avremo la preparazione alle guerre alle porte di casa, magari aumenterà anche il turismo, arriveranno, o torneranno i dollari a rinfrancare qualcuno, ma Trapani diventerà una zona minata.

    I segnali c’erano tutti, a cominciare da febbraio scorso quando dal ministero della Difesa arrivò il no alla cessione demaniale di parte dell’area dell’ex aeroporto di Milo per far sorgere lì la cittadella dello sport. Il patron Antonini ritiene che il sogno non si è spezzato, in questo tifiamo con lui, se la cosa ci è consentita fare senza che susciti scandalo o pruriti per qualcuno, un’altra area potrebbe essere individuata, però a Milo qualcosa di militare arriverà, verrà collocato, a un tiro di schioppo, o magari per essere moderni, alla distanza di una mitragliata dalle case di ericini e trapanesi.

    A me non piace che su questo ci sia silenzio, quando il baccano dovrebbe esserci e dovrebbe essere intenso, tanto come quello che si fa per l’acqua che manca, per il cimitero sporco, per la città intasata dal traffico, per tutte quelle buone ragioni per le quali reclamiamo una amministrazione del territorio capace a risolvere i problemi.

    Scusatemi se vi ho preso tempo, chiedendo la lettura di questo articolo.





  • Castellammare del Golfo
    Nasce il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia a Castellammare del Golfo
    Il gruppo è guidato da Epifanio Bonventre
    Redazione7 Settembre 2025 - Politica
  • hero castellammare Politica

    Castellammare del Golfo – All’interno del consiglio comunale si è costituito il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia.

    Il gruppo è guidato da Epifanio Bonventre, come capogruppo, e Rita Barone nel ruolo di vice capogruppo. Ne fanno parte il presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Ancona, la vice presidente Angela Bongiorno, l’assessore Giovanni D’Aguanno e Giuseppa Corbo, consigliere del Libero Consorzio Comunale di Trapani.

     







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