Cronaca
Trapani – Evasione lampo per un detenuto di nazionalità marocchina di 34 anni. E’ accaduto stamane nel carcere Pietro Cerulli di Trapani. Alle ricerche hanno partecipato oltre agli agenti della polizia penitenziaria anche carabinieri, polizia di stato.
L’uomo è stato rintracciato all’interno di una villetta in via Ulisse, nei pressi della casa circondariale. Il detenuto è stato riportato in carcere. Il detenuto per reati comuni, sarebbe fuggito scavalcando la recinzione dal campo sportivo.
“La pronta e veloce reazione del personale di Polizia Penitenziaria – dichiarano D’Aguanno Gaspare (Sappe) Manlio Pisciotta (Sinappe) Fausto Caruso (Osapp) Vito La Torre (Uil) Arcangelo Poma (Uspp) Dario Schifano (Fns Cisl) – che si è messo alla ricerca del fuggiasco, ha permesso la cattura dell’evaso da parte dello stesso personale di Polizia Penitenziaria del Pietro Cerulli di Trapani, con la preziosa ed importantissima collaborazione di colleghi della Polizia dei Stato e dell’Arma dei Carabinieri subito operativi nella ricerca”
“Purtroppo lo diciamo da sempre, – ribadiscono i leader dei sindacati di tutte le sigle sindacali della Polizia Penitenziaria di Trapani – il reparto Mediterraneo, reparto dove a quanto dato sapere nella prima mattinata di oggi è avvenuta l’evasione, come tutti gli altri reparti necessitano di importanti interventi tesi ad innalzare i livelli di sicurezza, con il doveroso adeguamento dell’organico di Polizia Penitenziaria denunciato a tutti i livelli di responsabilità, compreso a Sua Eccellenza il Prefetto di Trapani”.
“Abbiamo apprezzato lo sforzo del Vice Capo del Personale Dirigente Superiore di Polizia Penitenziaria Augusto Zaccariello, che in un periodo di ferie ha cercato di inviare qualche unità, ma – concludono D’Aguanno Gaspare, Manlio Pisciotta, Fausto Caruso,Vito La Torre, Arcangelo Poma , Dario Schifano – abbiamo già avvisato il Dipartimento e Sua Eccellenza il Prefetto di Trapani, che nella seconda decade di settembre attueremo una grande manifestazione con corteo, se l’Amministrazione persisterà del computare una dotazione organica che non è reale, considerato che 25 unità sono impegnati in attività tutorie generando così minori integrazioni di Poliziotti Penitenziari, con le ovvie ricadute nella gestione e controllo della sicurezza, e di tutte le attività in Capo al Corpo di Polizia Penitenziaria”.
Cronaca
Trapani – Una mattinata di visite quelle che ha visto oggi 30 luglio 2025, il carcere Pietro Cerulli. Due visite nel corse delle quali sono state riscontrate le medesime, “gravi” criticità e che investono detenuti, polizia ma anche la stessa struttura della casa circondariale.
Una delegazione era composta da rappresentanti della Camera Penale di Marsala e Camera penale di Trapani, con loro i rappresentanti dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”, con loro anche i sostituti procuratori di Marsala Giuseppe Lisella e Diego Sebastiani, il magistrato di Sorveglianza di Trapani Andrea Fallo, il giudice del tribunale di Trapani Gaspare Sammartano, e Salvatore Inguì assistente sociale giustizia minorile.
“Aderendo all’iniziativa indetta dall’osservatorio carcere dell’UCPI “ristretti in agosto” per mostrare la vicinanza ai detenuti e sensibilizzare e sollecitare l’opinione pubblica, la politica, il mondo dell’informazione a mettere in campo azioni più opportune per riportare il carcere dentro i confini della legalità costituzionale, oltre che tutelare la dignità, sistematicamente calpestata, di tutti i detenuti e dei detenenti. Quanto rilevato suscita profonda preoccupazione” ha sottolineato il presidente della Camera penale di Marsala, l’avvocato Francesca Frusteri.
E poi ha continuato: “La struttura penitenziaria versa in uno stato di grave e cronico deterioramento, con evidenti carenze strutturali, ambienti fatiscenti, infiltrazioni, servizi igienici inadeguati e celle spesso inadatte ad accogliere i detenuti in condizioni dignitose. Si registra un preoccupante sovraffollamento, con un numero di detenuti superiore alla capienza regolamentare, in aperta violazione dei principi sanciti dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali. Tale condizione acuisce la tensione interna e compromette ogni tentativo di attuare percorsi rieducativi efficaci. Dal punto di vista sanitario, si rilevano gravi inefficienze e ritardi nell’erogazione delle cure, con carenze di personale medico, discontinuità nell’assistenza e insufficienza di farmaci e dispositivi fondamentali per garantire la salute dei detenuti”.
Altra criticità evidenziata dalla delegazione la situazione del personale di Polizia penitenziaria “Non meno allarmante è la situazione del personale di Polizia Penitenziaria, costretto ad operare in condizioni di estrema difficoltà, in palese sottorganico, con turni massacranti e in mancanza del supporto necessario per garantire sicurezza e legalità all’interno dell’istituto”.
“La Camera Penale di Marsala, nel ribadire il proprio impegno nella difesa dei diritti delle persone detenute e nel monitoraggio delle condizioni carcerarie, richiama con forza l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla necessità non più rinviabile di un intervento immediato e strutturale. La privazione della libertà personale non può mai tradursi in un abbassamento della soglia di dignità umana. Un carcere che non rispetta i diritti fondamentali non è solo una ferita allo Stato di diritto, ma un vulnus alla coscienza civile di un Paese che voglia dirsi democratico” così ha concluso l’avvocato Frusteri.
L’altra delegazione di visitatori era composta da: Gaspare D’Aguanno (Sappe), Manlio Pisciotta (Sinappe), Fausto Caruso (Osapp), Vito La Torre (Uil), Arcangelo Poma (Uspp) e Dario Schifano (Fns Cisl).
Anche loro hanno ancora una volta fatto appello alle istituzioni, a cominciare dal Dap al Governo perchè vengano a constatare qual’è la situazione all’interno del penitenziario. “Che le autorità ci diano una mano affinchè arrivi il personale al momento costretto ad operare in condizioni di estrema difficoltà, sottorganico, con turni massacranti – hanno detto. Che si metta mano alle infrattuture dove ormai è impossibile lavorare”. Richieste queste che da anni sentiamo dalle loro voci ma che sembra invece rimanere inascoltate da chi di dovere.
Alla fine della visita i rappresentati delle sei sigle sindacali hanno consegnato al prefetto Daniela Lupo accompagnandole con foto e video, le loro richieste.
Cronaca
Trapani – I sindacati della polizia penitenziaria di Trapani, domani mattina visiteranno assieme ai segretari regionali il carcere Pietro Cerulli. Una visita che precede l’incontro previsto sempre per la mattina con il prefetto di Trapani, Daniela Lupo.
“La nostra visita di domani (30 luglio 2025) alle 9.30 al Pietro Cerulli assieme ai segretari regionali della Sicilia – dichiarano Gaspare D’Aguanno (Sappe) Manlio Pisciotta (Sinappe) Fausto Caruso (Osapp) Vito La Torre (Uil) Arcangelo Poma (Uspp) e Dario Schifano (Fns Cisl) – sarà propedeutica all’incontro che si terrà alle 12.30 di domani con Sua Eccellenza il Prefetto di Trapani Daniela Lupo, a cui consegneremo un quadro completo delle condizioni strutturali e numerico”
Ed ancora i segretari provinciali proseguono: “Depositeremo una lettera che i Magistrati di Sorveglianza di Trapani hanno inviato al Ministro Nordio e ai vertici del DAP di Roma, denunciando la condizione strutturale indecente sia del reparto “mediterraneo” che del “tirreno” convertito in isolamento dopo la chiusura del “blu”, ma ovviamente non ha la caratteristica specifica per tale finalità. Hanno scritto pure – concludono D’Aguanno, Pisciotta, Caruso, La Torre, Poma e Schifano – sulla pesante carenza di Polizia Penitenziaria, ma il DAP insiste a fotografare una realtà numerica che non esiste, esponendo esclusivamente i lavoratori a rischi penali, disciplinari e fisici per le continue aggressioni e ferimenti, poiché il numero di operatori è insufficiente a garantire ordine sicurezza e rieducazione, fermo restando che i lavoratori stanno assistendo all’annientamento dei diritti sanciti dal contratto”.
Cronaca
Trapani – Aggressione all’interno della Casa Circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani. E’ accaduto stamane. Un agente di Polizia Penitenziaria è rimasto ferito mentre effettuava il consueto controllo alle inferriate delle celle al piano terra del reparto “Mediterraneo”.
L’uomo è stato trasportato d’urgenza in ambulanza al Pronto Soccorso con un sospetto trauma cranico e una ferita vicino all’occhio che ha richiesto diversi punti di sutura.
A denunciare l’accaduto i rappresentanti sindacali di SAPPE, OSAPP, UILPA Polizia Penitenziaria, USPP e FNS CISL che, in un comunicato unitario, parlano di “bollettino di guerra”. Le aggressioni, denunciano, sono ormai all’ordine del giorno e rendono insostenibili le condizioni di lavoro all’interno del penitenziario. «Il carcere di Trapani è un girone dantesco per chi indossa la divisa – affermano i sindacalisti Gaspare D’Aguanno, Nicola Vassallo, Ignazio Carini, Arcangelo Poma e Antonio Ficara –. A nulla sono serviti i nostri appelli al Capo di Gabinetto del Ministro Nordio e al Provveditore Regionale: la situazione continua a peggiorare».
I sindacati tornano a puntare il dito sulla drammatica carenza di personale. Mancano all’appello 15 ispettori, 20 sovrintendenti e ben 50 agenti – e l’assenza di un direttore titolare. Il carcere, già in condizioni strutturali critiche, è privo anche di un reparto isolamento e ospita una percentuale altissima di detenuti con gravi disturbi psichiatrici.
«Al collega aggredito va la nostra piena solidarietà e gli auguri di pronta guarigione – concludono –. Ma pretendiamo risposte immediate: è necessario il trasferimento urgente dei detenuti più pericolosi. Se l’Amministrazione non interverrà, siamo pronti a scendere in piazza».