Attualità
Trapani – di Rino Giacalone – Il patron Valerio Antonini ha messo nero su bianco che la Trapani Shark è tornata ad essere una Ssd, quindi una società no profit, ed ha quindi chiesto all’amministrazione comunale di Trapani di interrompere la procedura di revoca della concessione del Pala Daidone, avviata, ci si ricorderà, dopo la trasformazione della società cestistica in srl. Trasformazione necessaria nel 2024 dopo la promozione in LBA degli Shark, passando al campionato professionistico impossibile restare una Ssd, ma ai sensi della convenzione il nuovo assetto andava comunicato.
Gli accadimenti degli ultimi giorni, l’esclusione dal campionato della Trapani Shark, hanno portato a cambiamenti. A tamburo battente il patron Antonini ha rimesso in piedi la Trapani Shark Ssd.
E scrive così al sindaco Tranchida: “è inutile procedere con il provvedimento revocatorio….siamo tornati ad essere una società senza scopo di lucro in conformità alla normativa vigente in materia”.
Come a dire mettiamo una pietra tombale sul tema che ha arroventato il clima politico di questi mesi, che ha visto sindaco contro patron, e viceversa, assessore (ex) contro sindaco, giornalisti messi alla caccia di tecnici e assessori, gialli di diversa natura, fatture finte e fatture false, conti pagati e non saldati, bollette elettriche ultracare. Una guerra civile.
Il Comune ha avviato il procedimento di revoca a favore della Trapani Shark perché diventata una Srl, lasciando la veste di Ssd. Batti e ribatti, pareri legali, il patron che scrive di essere pronto a riconsegnare l’impianto, minaccia di andare a giocare il campionato di Lba altrove, nel frattempo il sogno del basket di serie A è miseramente finito.
Ma non è finito. Lo dice e lo ripete Antonini da giorni. Ha assicurato che vincerà contro Lega Basket e Fip in tutte le sedi della giustizia ordinaria, avendo esaurito i gradi di giudizio dentro quella sportiva, l’esclusione degli Shark si regge su ragioni irregolari, a giugno, ha detto il patron, torneremo ad avere quello che ci è stato tolto. E però, come è possibile affrontare i ricorsi prossimi venturi, compresi quelli in sede europea, se gli Shark non hanno più la caratteristica societaria propria delle squadre professioniste? Sicuramente una risposta ci sarà.
Punto secondo. Ma se nella nota Antonini scrive che “è stato ripristinato” il rispetto alla normativa vigente”…”viene meno il presupposto che ha dato origine al procedimento di revoca (della concessione del Pala Daidone ndr) essendo cessata ogni ipotesi di incompatibilità”, non è come riconoscere che a sbagliare ogni cosa è stata proprio la Trapani Shark e che quindi sindaco e tecnici, segretario generale e dirigente del patrimonio, non si sono inventati alcun contenzioso.
A leggere le carte è come voler riconoscere che non ci sono state azioni impostate su ripicche, vendette, rancori, ma il Comune ha applicato la norma. Che vero può essere sbagliata, ma sempre norma è, e fino a quando le leggi non si cambiano sempre tali restano.
L’ipotesi che Trapani Shark potesse mantenere l’uso del Pala Daidone restando una Ssd era stata ventilata prima dell’avvio del procedimento di revoca da parte del Comune. Bastava sottoscrivere un atto con il quale gli Shark SSd concedevano l’uso dell’impianto per disputare partite e allenamenti ad una società professionistica. Ipotesi sempre respinta al mittente.
Antonini si era intestardito che la trasformazione non metteva gli Shark fuori dalla convenzione. C’era qualche suggeritore che gli assicurava intanto che niente sarebbe accaduto? Una idea noi l’abbiamo. L’identikit pure.
Siamo dinanzi all’ennesimo colpo di scena. Antonini ci ha oramai abituati a queste sue uscite. La nota è arrivata a Palazzo D’Alì nella giornata del 13 gennaio mentre frattanto lanciava fulmini e saette in tv e sui social, in quella lettera invece lo si legge come remissivo, se scrive di rientro nei parametri del rispetto della normativa, è come attestare che lui, non altri, erano finiti fuori dalla normativa. Bene, tutto è bene quello che finisce bene, ascoltavamo in un antico spot di Carosello.
Ma è davvero automatico che ogni procedure e contenzioso finisca così si colpo? Ce ne è di acqua da far passare sotto questi ponti. A parte le vicende legate ai conti tra dare ed avere, sull’uso del Pala Daidone, Trapani Shark ssd dovrà dimostrare di avere ancora le capacità a contrarre con la pubblica amministrazione. Insomma c’è da scommettere che la dolorosa sceneggiata prosegua.
Il presidente Antonini ci ha abituato oramai a conoscerlo come personaggio capace di di dire tutto e il contrario di tutto. Da ultimo ha scritto un post sui social ancora contro un noto quotidiano nazionale, reo di aver scritto, “male e malamente”, delle sue faccende sportive, attestando come vere le voci di una sua imminente chiusura, nel mentre a chiudere è stata la sua tv, Telesud. C’è poi pendente il rinvio a giudizio per diffamazione nei confronti del presidente Maiorana della Lega Basket di A2. In una intervista ad una tv web, alla collega Marina Angelo, dell’agosto 2024, commentando la finale di Bologna, che consacrò il ritorno in A del basket trapanese, gli diede del delinquente. Prima udienza il 14 maggio. Affermazioni presunte diffamatorie a parte, quell’intervista oggi, in tanti punti, è stata smentita…dallo stesso Antonini. Potete riascoltarla, tra le cose dette quella che l’informazione sul web non funziona, che al suo fianco ha manager e giornalisti di grande livello, nemmeno un anno dopo è tutto cambiato, il mondo capovolto.
Così è se vi pare
Attualità
Trapani – di Rino Giacalone – Il detto è antico. Proverbio siciliano applicato da generazione in generazione, “parlo a te nuora perché suocera intenda”. Il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida lo ha applicato nella vertenza per il Pala Daidone/Shark.
I “Trapanesi Granata” hanno avviato una petizione on line, puntando a rappresentare come la collettività trapanese, e non solo quella del tifo organizzato, chieda che possa essere risolta la controversia con la società Trapani Shark srl per la gestione del Pala Daidone. E il primo cittadino ha loro risposto, ma non è sfuggito a nessuno che indirettamente egli parla anche con il patron Antonini.
Il primo cittadino accenna all’esistenza di due profili, uno politico l’altro amministrativo. Quello politico vede impegnato lui, il sindaco, l’intera amministrazione e la maggioranza consiliare, l’altro è quello tecnico e amministrativo che fa capo al Rup.
“Alla condivisa soddisfazione per l’ennesimo entusiasmante risultato della squadra granata – scrive Tranchida – pubblicamente rispondo con la riconfermata volontà politica ed istituzionale della AC che mi onoro di presiedere – ovviamente e nel rispetto delle procedure di legge, in ossequio alle quali e’ stato avviato il dovuto (!) procedimento amministrativo che fa capo al competente funzionario comunale ( RUP)”.
Ai “Trapanesi Granata” direttamente ribadisce: “La mia Amministrazione Comunale e larga parte dell’assise consiliare, per iniziare dalla mia maggioranza, ha piena consapevolezza …questo si, da sempre (!), dell’importanza degli equilibri sociali e di generale interesse in campo che, non a caso, lo scorso 14 agosto portano la mia firma financo nell’adottare (riconfermandole) tutele sportivo/amministrative, invero tutt’altro che scontate”. Fa riferimento al provvedimento che riconosce agli Shark totale e legale utilizzo del Palazzetto dello Sport per tutta la stagione sportiva in corso.
Poi ricorda che a interrompere il confronto al tavolo tecnico non è stato certamente il Comune di Trapani e comunque nella sua nota si legge come a suo avviso a parte il confronto politico (con chi ha promosso e con chi ha firmato la petizione) c’è necessità di tornare al tavolo tecnico. Il Comune con i suoi tecnici è pronto: “Nonostante la parte (Shark srl ndr) abbia ritenuto unilateralmente d’interrompere il confronto in sede di tavolo tecnico, la defatigante (ed auspicata) ricerca di soluzioni legittime al (..disatteso) vincolo normativo dettato dal noto art 5 , con l’aggravio sconsiderato della sequenza nota e indicibile di violenze in capo agli amministratori cittadini e non solo, dall’altro la “laicità” della onerosa funzione ci portano sul piano istituzionale, oltre che politico, a guardare (e lavorare) per positive risoluzioni. Tanto premesso , nessuna difficoltà in sede politica / istituzionale al confronto con l’associazione Trapanesi Granata a fronte delle attese sottoscritte nella petizione on Line da migliaia di tifosi e non solo trapanesi”.
Infine Tranchida fa anche suo lo slogan del patron Antonini, “io ci credo”, fiducioso che qualcosa possa cambiare: “Da Sindaco rimango pertanto consapevole ” socio ” , ma senza conflitto alcuno d’interessi privati, dei colori anche sportivi della maglia cittadina , in omaggio al gonfalone che campeggia al Pala Daidone per concessione e sostegno alla squadra degli Shark , dove spero poter presto ritornare senza essere oggetto di deprecabili strumentalizzazioni tendenti ad esacerbare un crescente, grave ed odioso clima. Forza Trapani , sempre! Io, continuerò a crederci ..”.
Che dirvi …buon inizio si settimana!
Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Atmosfera ordinaria in un’aula consiliare dove la minoranza ha avuto campo libero. Era scontato tutto quello che sarebbe stato detto, almeno sicuramente per gli addetti ai lavori, in un contesto di assoluta assenza di contraddittorio, per l’assenza di amministrazione e consiglieri di maggioranza.
Per l’opposizione si è trattato di una fuga propria dei migliori conigli che scappano ai fucili dei cacciatori, e al consigliere Salvatore Daidone (ex della maggioranza) non è rimasto altro che imitare il più famoso senatore Maurizio Gasparri che in una commissione parlamentare un giorno tirò fuori una carota (per far dispetto al giornalista Sigfrido Ranucci).
La maggioranza rimasta lontana dall’aula afferma che non c’è stata fuga ma alla richiesta di posticipare la seduta consiliare straordinaria sulla convenzione per il Pala Daidone, non hanno trovato il consenso della minoranza. Insomma la maggioranza ne vuole parlare …ma ha dovuto prendere atto che i tempi non li ha potuti in alcun modo dettare. Il pallino in questo senso era nelle mani dei proponenti, l’opposizione, e in quelle mani è legittimamente rimasto.

La seduta straordinaria del Consiglio comunale di Palazzo Cavarretta è andata in scena giovedì pomeriggio. Rispetto al pomeriggio precedente, con la maggioranza sempre assente, è bastata la
presenza di dieci consiglieri, tanti quanti sono quelli che siedono all’opposizione della Giunta Tranchida. All’opposizione si sono aggiunte alcune presenze rilevanti, certamente quelle del presidente della Sport Invest – Trapani Shark, l’imprenditore Valerio Antonini,
e dell’ex assessore comunale allo Sport Lele Barbara, ma c’erano anche l’ex deputato regionale Nino Oddo e la consigliera comunale di Erice Simona Mannina. A seguire i lavori anche un numeroso pubblico, non più rumoroso come la sera prima.
Rispetto a mercoledì pomeriggio si è notata una maggiore presenza di forze dell’ordine, ma non hanno avuto nulla da fare se non vigilare. A presiedere i lavori assenti presidente e vice presidente dell’aula, Mazzeo e Genco, è stato il consigliere Giuseppe Guaiana, leader di Amo Trapani, al quale è spettato quello scranno che è stato suo nel precedente quinquennio, in quanto consigliere maggiormente votato, almeno rispetto ai presenti in aula.
L’amministrazione comunale di Trapani ritiene che ad oggi per l’avvenuta trasformazione societaria degli Shark, da Ssd a Srl, sono cambiate quelle condizioni che hanno sostenuto nel 2023 la sottoscrizione della convenzione che ha permesso alla società cestistica di utilizzare l’impianto sportivo di piazzale Ilio, il Palazzetto dello Sport cittadino. Un tema sul quale la Giunta ha deciso di chiedere un parere legale – non un parere semplice ma nella
forma di pro veritate , ossia accertamento della verità e non per forza a favore del committente, in questo caso il Comune di Trapani, e quindi i legali chiamati ad esprimersi sono esposti a marcati doveri deontologici – , ai professionisti del foro di Roma sarebbero stati sottoposti una serie di quesiti, quindi non una domanda secca se per la mutazione societaria la convenzione sia valida o meno, in attesa della risposta, non ancora arrivata a Palazzo D’Alì, si è ribadito all’infinito che nessuno ha intenzione di cacciare via dal Pala Ilio, Pala Daidone o Pala Shark che dir si voglia, la squadra che sta affrontando per il secondo anno consecutivo il campionato di serie A del basket italiano e sta giocando anche le partite del campionato europeo.
L’opposizione ha chiesto la seduta per un confronto, per conoscere la vicenda nel dettaglio. Ma anche per spiegare perché a suo avviso quello che si sta facendo da parte della Giunta è cosa inutile e dannosa.
L’ex Mpa ora consigliere del movimento Futuro (fondato dal patron Antonini all’esplodere della contrapposizione con sindaco e amministrazione), Tore Fileccia non ha perso tanto tempo, e impiegando trenta minuti per il suo intervento, citando quello che “in modo identico” è accaduto a Trieste, ha detto che bastava scrivere due minuti e quattro righe per aggiustare la convenzione: riconoscendo con un addendum che dinanzi alla sola modifica della ragione sociale (da Ssd a Srl), imposta da norme federali (gli Shark al momento della promozione in serie A non potevano restare una Ssd) e dinanzi al mantenimento di medesimi assetti societari, la convenzione tra ente proprietario e società affidataria resta la stessa.
“Presenterò la proposta – ha detto Fileccia – alla prima seduta utile del Consiglio comunale”. La maggioranza quindi avrà l’occasione per dire come la pensa. Intanto però Fileccia non è stato tenero con gli avversari, assenti: “Oggi – ha affermato – siamo partecipi ad una seduta straordinaria ma che è anche eccezionale e aberrante. Una questione di evidenza pubblica trattata come rivalsa privata, mandare via da Trapani l’imprenditore Antonini come vendetta di un sindaco, Tranchida, che intanto lui fugge via da quest’aula”. A dargli manforte Maurizio Miceli (Fratelli d’Italia) che non manca mai di ricorrere alle citazioni, e stavolta per attaccare il sindaco ha fatto ricorso al poeta Ezra Pound: “Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui”.
Giovedì pomeriggio Miceli, Fileccia e tutti gli altri hanno avuto il campo libero, niente avversari , hanno vinto a tavolino questa partita ma hanno un campionato da affrontare. Scadenza naturale 2028
Bisogna riconoscere che tutti i partecipanti al dibattito hanno giocato tenendo scarpe scomode ai piedi. Piene di sassolini, che ad uno ad uno sono stati tolti.
L’ex assessore Emanuele Barbara più che sassolini si è tolti dei macigni. Lui, che fu il delfino di Tranchida, ha detto che il castello del “monarca”. Così ha definito, e non da ora, il primo cittadino, è pieno di crepe. Come era pieno di crepe il Pala Daidone quando venne dato in gestione alla società di Antonini. “I soldi lì sono stati spesi e lo ha fatto Antonini, ancora prima che ci fosse una convenzione, e poi nel periodo successivo, oltre 2 milioni di euro spesi e ci sono le fatture, che non sono carta straccia per assenza in alcune di quietanza, Tranchida non è un giudice che può decidere se sono buone o meno. Io difendo la città, Trapani, non sono qui a difendere Antonini o ad attaccare Tranchida, difendo la città dal pericolo che possa perdere la sua squadra di basket”.
Le sue dimissioni? “Quando mi resi conto che per pretesto Tranchida voleva revocare la convenzione”. Barbara, venuto in aula con un malloppo di carte ha tirato fuori una delibera, rimasta però in bozza, “dissi al sindaco che se l’avesse portata in Giunta mi sarei dimesso”. Eravamo al 13 agosto, poi però a settembre sono arrivate lo stesso le dimissioni. “Dinanzi alla caparbietà del sindaco non ho potuto far altro”. Barbara ha poi gettato due bombe. La prima quella che a luglio 2024 “dissi al dirigente dell’Utc, Amenta, che bisognava mettere mano alla convenzione perché il gestore era diventato una Srl”.
Ha avuto risposta, gli abbiamo chiesto a fine intervento. “Nessuna”. E col sindaco ne ha parlato? “No, il sindaco non si interessava di sport”.
Insomma completamente incolpevole non sembra, come gli ha riconosciuto il patron Antonini ha recuperato con le dimissioni, “un tardivo risveglio”, le proprie manchevolezze, ma sempre irrisorie, a sentirlo, rispetto a quelle del sindaco, che intanto Antonini ha detto di avere denunciato per concussione, tentata estorsione e minacce.
Ma tornando a Barbara. Questione utenze elettriche. “Tutto sbagliato e tutto sbagliato apposta. Il Comune ha chiesto per un periodo di 12 mesi 122 mila euro. Alla società che in precedenza gestiva il Palazzetto le utenze nel periodo tra luglio 2017 e febbraio 2023 sono risultate pari a 26 mila euro. Il consumo contestato agli Shark all’87 per cento risulta registrato in periodi e orari nei quali è impossibile che la squadra fosse dentro l’impianto, a meno che segretamente non lo usavano come discoteca. Il Comune non ha mai scritto alla società gestore di aver sbagliato”.
In coda a Barbara è toccato al patron Valerio Antonini prendere la parola.
Anche lui in un’aula rimasta silenziosa e attenta. Ha fatto la contabilità, li che fuori dall’aula è fatto oggetto di quelle che definisce dicerie sulle sue pendenze economiche, tra dare e avere. Ha intanto definito oltraggiosa, per la sua persona, l’assenza di amministrazione e maggioranza. Si saranno dimenticati della cittadinanza onoraria che gli hanno consegnato. Ha dato del patetico e del vendicativo a Tranchida, ha definito i contorni del “sabotaggio” del quale si ritiene vittima, “la revoca della convenzione è frutto di vendette personali del segretario generale Panepinto e del dirigente Amenta”.
“Io – ha detto – ho mantenuto tutte le promesse, oggi grazie a loro ho speso 125 mila euro per gli allenamenti in questa stagione, causa assenza dell’aria condizionata nel Palazzetto la squadra si è preparata lontano da Trapani, causa incertezze sulla convenzione ho perduto 1 milione e 400 mila euro di sponsorizzazioni”.
Il patron si è mostrato pronto a percorrere la via dell’abbandono. E’ già sulla strada che lo conduce via dalla città. Il cammino non l’ha avviato ma ha annunciato che il primo passo, stando così le cose e con una decisione di revoca della convenzione secondo lui già scontata, lo farà il 15 dicembre, facendo giocare la relativa partita casalinga non a Trapani ma in un altro impianto. Non torneremo a Trapani se Tranchida resterà sindaco!”.
Antonini ha preannunciato contenziosi “a Trapani, al Tar a Roma, in Lussemburgo”, dove la Sport Invest pare avere il suo riferimento finanziario di maggiore rilevanza. Di fatto la seduta straordinaria è finita qui. Tutti hanno sentito quello che volevano sentire dire dentro un’aula istituzionale, perché venisse registrato sui verbali di Palazzo Cavarretta.
Una nota finale.
Se qualcuno dei nostri attenti lettori oggi aspettava di leggere qualcosa di diverso, torniamo a scrivere che hanno sbagliato pensieri, supposizioni, valutazioni. Di questa testata, dell’intera redazione, hanno idea completamente sbagliata.
Le nostre penne le usiamo per raccontare quello che accade nel quotidiano, in tutti i campi, dalla politica alla cronaca, dalla giudiziaria al sociale, dall’economia allo sport. Con la piena legittimità che ci viene dall’articolo 21 della Costituzione.
Non usiamo le penne per raccontare bugie o per consumare vendette.
La nostra stoffa non è questa. Riconosciamo che qualcuno può sostenere l’opposto ma forse solo perché applica la cosiddetta “legge dello specchio”, il riflesso si sé negli altri.
Certamente con l’ex assessore Emanuele Barbara siamo d’accordo su una cosa, sull’esistenza del “karma”, legge universale su causa ed effetto.
Politica
Trapani – Approvato stamane dal sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida e dalla Giunta Comunale il progetto per l’eco-efficientamento e la riduzione dei consumi di energia primaria della Piscina Olimpionica del capoluogo e del Pala Daidone.
L’intervento, che sarà candidato nell’ambito dei fondi FSC 2021/2027 della Regione Sicilia, ha come obiettivo: garantire la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento della struttura, migliorando la qualità dei servizi offerti ai cittadini e promuovendo la sostenibilità ambientale.
Il progetto prevede una serie di interventi innovativi a partire dall’isolamento termico, la sostituzione degli infissi, l’efficientamento impiantistico con l’installazione di pompe di calore ad alta efficienza, la realizzazione di un sistema di ventilazione con raffrescamento passivo evaporativo e l’installazione di un impianto fotovoltaico da 161,28 kWp.
L’obiettivo è quello di raggiungere un “salto” di prestazione energetica dell’intero complesso dalla Classe Energetica D alla Classe A2, con una netta riduzione del fabbisogno di energia primaria e delle emissioni di CO2.
Il Sindaco Giacomo Tranchida
“Trapani in cammino … continua nell’ impegno quotidiano anche con ulteriori progettualità per la riqualificazione degli impianti sportivi, il loro ammodernamento e anche l’efficientamento energetico. Oggi è la volta di candidare a finanziamento – l’abbiamo approvato poco fa in Giunta e per questo ringrazio l’esperto architetto Mauro e lo staff dell’ufficio dell’ingegnere Amenta – un progetto per l’efficientamento energetico che riguarda tanto la piscina olimpionica, con previsione di copertura anche della tribuna, quanto l’efficientamento energetico e climatizzazione del pala Daidone, per un importo complessivo di circa € 3.450.000,00. Andiamo avanti, noncuranti delle polemiche, abbiamo un programma di governo da rispettare al servizio della comunità cittadina, ivi compresa quella sportiva. Ci auguriamo che questa progettualità trovi il favore regionale nel merito della sua candidatura sotto il profilo tecnico e che possa dunque realizzarsi nel più breve tempo possibile”
Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo stamattina ci aveva provato. Ma senza successo. Riunendo i capi gruppo dell’intero consesso civico, facendo rilevare l’annunciata assenza della dirigenza comunale in occasione della seduta straordinaria, prevista per domani pomeriggio, chiesta dalla minoranza, per discutere della convenzione tra Comune e società cestistica trapanese per l’uso dell’impianto sportivo di piazzale Ilio, Pala Daidone, tra i firmatari il consigliere comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia Nicola Lamia e il consigliere del movimento Futuro, Tore Fileccia, ha proposto il rinvio della riunione d’aula. Ma i proponenti hanno respinto l’invito del presidente Mazzeo, “assenze annunciate a voce e non giustificate per iscritto le interpretiamo come un’ ingiustificata azione dilatoria” ha commentato il consigliere Lamia.
E questo nonostante un precedente rinvio, chiesto dalla stessa minoranza, per la seduta in un primo momento programmata per la scorsa settimana. La conferenza dei capigruppo di stamattina si è così conclusa con un nulla di fatto. Proposta di rinvio respinta dalla minoranza.
Nella tarda serata è arrivato nelle redazioni un documento sottoscritto dai capi gruppo della maggioranza che annunciano che diserteranno la seduta, per ragioni legate anche al Regolamento e allo Statuto comunale, a proposito di divisione di competenze tra Giunta e Consiglio comunale, e ritenendo indispesabile la presenza in aula dei dirigenti e funzionari comunali, che come ruolo hanno anche quello di garanzia negli atti, qualsiasi atto, in esame.
Ritenendo, infine, la discussione proposta, allo stato, fuori dalle competenze consiliari. Proponendo un rinvio di una settimana, considerato, hanno evidenziato e ribadito, le annunciate assenze degli organi apicali di Palazzo D’Alì, segretario generale e dirigente ufficio tecnico, Panepinto e Amenta, e inoltre a giorni dovrebbe maturare la decisione della Giunta sulla validità o meno della convenzione, alla luce di un parere legale apposta chiesto. Situazione, hanno sottolineato, che non interrompe, ne oggi ne domani, l’utilizzo dell’impianto per la stagione sportiva in corso.
L’assenza dei consiglieri della maggioranza risulterà d’impiccio per la validità della seduta. Con i soli voti dei dieci consiglieri dell’opposizione sarà impossibile giungere al quorum previsto per riconoscere la straordinarietà della riunione consiliare.
Domani pomeriggio quindi niente seduta a Palazzo Cavarretta, mentre le opposizioni e il presidente degli Shark, Valerio Antonini, hanno dato appuntamento alla cittadinanza sotto la sede del Consiglio comunale. Una azione di protesta per il rinvio della trattazione del tema parecchio delicato e che da mesi vede una netta contrapposizione tra il patron Antonini e l’amministrazione comunale di Trapani.
Nel documento diffuso dalla maggioranza, come dicevamo, viene però ribadito che nulla sta mettendo in pregiudizio l’utilizzo del Pala Daidone da parte della società cestistica. Assicurazione che anche l’amministrazione comunale ha più volte confermato e messo per iscritto. “Questa maggioranza e l’amministrazione comunale – sottoscrivono i consiglieri di maggioranza Peralta, Carpinteri, Parisi, Guaiana, Poma e Patti – affermano e continuano ad affermare la volontà politica di mantenere i colori granata a Trapani e disputare le partite al Pala Daidone”.
La seduta straordinaria per come proposta dalla minoranza viene letta, al momento, dalla maggioranza come una interferenza con l’azione della Giunta, un intervento a gamba tesa a danno delle competenze dell’amministrazione comunale. Ciò non di meno la maggioranza riconosce la necessità di dibattere del tema, riconoscendolo di vitale importanza, ma solo quando gli atti saranno definiti, hanno detto i consiglieri firmatari del documento, anche con l’acquisizione del parare legale chiesto dalla Giunta a due avvocati specialisti nel campo societario. Da qui si è rimarcata la richiesta di rinvio della sseduta alla prossima settimana.
COMUNICATO STAMPA
GRUPPI DI MAGGIORANZA AL COMUNE DI TRAPANI
Visto lo statuto comunale ed in particolare l’art.11 competenze del Consiglio;
Ritenuto che un consigliere comunale non può interferire direttamente negli atti di gestione, che sono di competenza della giunta e del sindaco, ma ha il diritto di accesso agli atti per controllare e informarsi sull’operato amministrativo.
Considerato che questo diritto permette al consigliere di esercitare il suo mandato di controllo, ma non di sostituirsi agli organi esecutivi.
Considerato che le richieste di accesso non devono essere eccessive, sproporzionate o ostruzionistiche e deve mantenere il segreto su informazioni sensibili.
Considerato altresì che la richiesta di consiglio comunale formulata dai consiglieri di minoranza tende a dibattere una convenzione,ad oggi oggetto di richieste di modifica in alcuni articoli da parte dell’organo di gestione del Comune di Trapani, su cui si è acceso, da mesi, un dibattito popolare in città ed anche fuori dai confini regionali, con accuse e controaccuse tra i soggetti apicali della convenzione e su cui non sono bastati gli interventi anche della Prefettura e dei legali all’uopo interpellati in via extragiudiziale.
Ritenuto pertanto l’oggetto della discussione di vitale importanza per la Città e per lo sport in generale tanto amato dai concittadini;
Preso atto che questa maggioranza e l’amministrazione comunale ha affermato e continua ad affermare la volontà politica di mantenere i colori granata a Trapani e disputare le partite al Pala Daidone (detto PalaShark);
Considerato che il consiglio Comunale fissato per il 22 ottobre è stato già oggetto di rinvio su richiesta della minoranza consiliare;
Preso atto che l’amministrazione comunale ha richiesto un parere legale sulla vicenda di cui ancora si attende l’esito, ritenuto di fondamentale importanza per appurare elementi giuridici consoni ad un dibattito serio,leale,neutrale e trasparente per tutta la città che attende di conoscere la verità dei fatti;
Considerato che il parere legale è in fase d rilascio e che il posticipo della seduta di pochi giorni non è da intendersi come rifiuto al dialogo tra le parti politiche ma invece, è segno di alta responsabilità politica di cui ogni consigliere comunale ha il dovere di mantenere salda nell’espletamento del proprio mandato consiliare;
Preso atto che domani 22 ottobre non può garantirsi la presenza del Dirigente dell’Ufficio Tecnico,del Segretario comunale e del Sindaco per motivazioni di cui non è competenza del consigliere sapere la causa;
Considerato che i soggetti testè citati sono fonte di garanzia per esercitare il diritto di controllo degli atti amministrativi da parte del consigliere comunale e che pertanto in assenza di loro si svilisce il ruolo dello stesso ed il confronto politico risulterebbe monco di dati certi anche per la mancanza del parere legale richiesto dall’amministrazione;
visto che ad oggi nessuna determinazione è stata assunta dagli organi di gestione del Comne di Trapani e che,invece, siamo di fronte ad atti endoprocedimentali,con l’evidenza di processi amministrativi non conclusi ai sensi della legge 241/90 e s.m.e i.
Appurata la non competenza del consigliere comunale su atti di gestione ancorchè non conclusi;
Ritenuto attendere almeno 8 giorni per celebrare una seduta di consiglio nel pieno della conoscenza degli argomenti da discutere sotto il profilo politico;
Reiterata la volontà dei sottoscritti di voler adempiere al proprio dovere con senso di responsabilità nell’interesse pubblico;
DICHIARANO
di non presenziare alla seduta di consiglio comunale indetta per domani e richiedere il rinvio di almeno 7 giorni per le motivazioni sopra esposte
Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Stavolta la sfida il patron dello sport professionistico cittadino, Valerio Antonini, l’ha lanciata dalla sua tv, ospite oggi dell’edizione del telegiornale. Rivolto al sindaco, gli ha detto di mettere nero su bianco quella che sarebbe la sua vera intenzione, togliere agli Shark l’uso del Pala “Daidone”, minacciando in tal caso onerose azioni legali.
Antonini ha poi ribadito il proprio pensiero, “quella convenzione (l’atto sottoscritto tra Comune e società nel 2023) è valida, ci chiedono di pagare utenze che sono state calcolate in modo erroneo, siamo pronti a pagare correggendo questi conti ma è da mesi che si attende un tecnico che venga a verificare le centraline elettriche ed idriche, mandateci la nota con ciò che dobbiamo pagare, non dite ancora che siamo abusivi e peggio ancora morosi”.
A tamburo battente è arrivata la nota dell’amministrazione. Nessuno ha sfrattato nessuno. “Il diritto dei colori granata, per cominciare dalla prima squadra, di giocare le partite in seno al Pala Daidone non è mai stato e non sarà compromesso. Così come non sarà mai abdicata in favore di alcun soggetto, l’applicazione di norme e regolamenti disciplinati da leggi e regole di tutela generale degli interessi pubblici. Mai e’ venuta meno da parte del sindaco e della Giunta la volontà di tutelare la maglia granata, gli appassionati e tifosi, e gli stessi sportivi abbonati per il corrente campionato (c’è una nota a firma del sindaco del 14 agosto scorso)”.
Chiara la Giunta, gli Shark restano cittadini del Palazzetto dello Sport, ma la società ha obblighi da rispettare e non è vero che da Palazzo D’Alì si è stati immobili: “Nei mesi recenti non pochi sono stati i tentativi avviati dall’amministrazione comunale, con plurale e partecipato approfondimento in sede tecnico-giudica anche unitamente alla parte interessata, per la ricerca di soluzioni legittime alle criticità unilateralmente create dalla Società in relazione alla compromessa datata convenzione, valutando anche ipotesi transattive”. Come a voler dire che l’inadempienza resta in casa Shark.
Manca il passaggio reclamato da Antonini, nero su bianco l’attestazione della validità della convenzione. Ma in conferenza stampa il sindaco Tranchida era stato preciso sulla intenzione di chiedere pareri legali , non escludendo Anac e Corte dei conti.
Cosa immaginarsi adesso? La ripresa della protesta da parte del patron. Quella fino adesso andata in scena è stata una protesta eclatante, soprattutto animata via social, con monologhi notturni, è vero parecchio seguiti, ma che in certi momenti ha avuto toni esagerati nei giudizi, che si è allargata prendendo di mira la politica, l’amministrazione, assessori e dirigenti, tutto con il comune denominatore di una città, secondo l’imprenditore Antonini, non governata e in preda a svariati problemi.
E’ vero che determinate problematiche messe in evidenza presentano criticità, a proposito di litorale, gestione cimitero, sistema idrico, vicenda società partecipate, ma dal confronto politico a quello personale il passo compiuto dall’imprenditore è stato talvolta troppo breve.
Ed è su questo che si concentra il documento della Giunta, che contesta questo agire. Soprattutto perché per gli assessori è un comportamento che andrebbe oltre la politica: “Si fomenta in Città, ormai da mesi, una crescente e sempre più violenta campagna di odio volta a diffamare ed offendere pubblici amministratori, funzionari pubblici, imprenditori, giornalisti e semplici cittadini. Numerose le azioni oltraggiose e diffamatorie in danno della vittima di turno, sovente sottoposta a minacce e ricatti, non tanto velati e non tanto politici”.
La Giunta alza il tiro è chiede l’intervento dell’autorità giudiziaria, così spiega: “A fronte di ciò, una risposta crescente di violenza politica (premeditata?!), quotidianamente alimentata con azioni che passano dalle intimidazioni alle minacce ai ricatti urbi et orbi, che inevitabilmente viene sottoposta all’attenzione delle Autorità preposte alla vigilanza e controllo dell’ordine pubblico e dell’Autorità giudiziaria”.
Da Palazzo D’Alì sostengono che nessuno vuol vietare a nessuno il diritto alla protesta. Ma non si può protestare volendo influenzare l’agire amministrativo: “Di certo, non s’intende negare un diritto legittimo e democratico nel protestare contro una diversa parte politica e/o l’operato di una istituzione politica; ma, nel contempo, non si può non registrare che anche tale azione e’ strumentalmente mirata a condizionare la libertà di funzioni amministrative, non certamente per far vincere interessi generali ma per un chiaro e proprio tornaconto non solo politico”.
Indirettamente la Giunta fa intendere che la violenta contrapposizione alimentata con le parole da Antonini ha come scenario sempre e soltanto la questione gestione del Pala Daidone: “Rassicuriamo la comunità cittadina tutta, l’amministrazione procede nella direzione prevista senza pregiudizi e non facendosi condizionare anche dagli allucinanti fulmini di guerra, ispirata dall’intento di ricercare soluzioni legittime e trasparenti a tutela del generale interesse rappresentato (paradossalmente, anche a futura tutela della parte) e non certamente per fare un favore a qualcuno, di fatto autonomamente responsabile delle complesse criticità poste in gioco”.
Infine l’invito alla cittadinanza e alla tifoseria a non farsi strumentalizzare: “Invitiamo pertanto, i tifosi tanto del calcio che del basket e i cittadini tutti a non farsi strumentalizzare e a non raccogliere alcun tipo di provocazione istigatrice di odio sociale evitando di reagire in maniera scomposta, e limitandosi a rispondere nelle sedi opportune e dedicate, come si vuole in una società civile e democratica”
Attualità
Trapani – di Rino Giacalone – E’ durato poco, forse all’incirca un’ora, l’incontro convocato a Palazzo del Governo dal prefetto Daniela Lupo dopo l’esplodere dei contrasti tra Comune di Trapani e società degli Shark, a proposito dell’utilizzo del Pala Daidone.
Mentre scriviamo siamo in attesa dell’unico comunicato ufficiale che verrà diffuso, e cioè quello che verrà diramato dalla prefettura. Il Comune di Trapani era rappresentato dal sindaco Giacomo Tranchida e dal segretario generale Giovanni Panepinto, gli Shark erano con il presidente Valerio Antonini e i suoi avvocati, Roberto Schifani e Girolamo Rubino.
Al tavolo il prefetto Lupo ha anche voluto i vertici delle forze dell’ordine, c’erano il questore Felice Peritore, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Costantino La Vecchia e il vice comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Dario Vigliotta. Una riunione ufficialmente convocata per affrontare l’argomento della gestione dell’ordine pubblico, cosa doverosa da parte del prefetto Lupo dopo l’innalzarsi esponenziale di fermenti nella tifoseria del Basket, dinanzi all’ipotesi di portare a giocare gli Shark lontano da Trapani nella prossima stagione agonistica di LBA e Europei, cosa che definire ventilata è poco, considerato che a questa eventualità il patron Antonini più volte ha fatto riferimento.
Ma considerato l’esito ufficioso (al momento manca ogni ufficialità) della riunione e cioè il ritorno delle parti al tavolo tecnico, da mesi insediato a Palazzo D’Alì, viene da pensare che il prefetto Lupo ha marcato i toni, e richiamato tutti al ripristino dei percorsi burocratici e legali.
La parola fine a questa vicenda non è stata quindi scritta e il merito va indubbiamente al prefetto Lupo. I protagonisti della riunione, sindaco Tranchida e presidente degli Shark Antonini, sono usciti dalla riunione senza tradire parola o espressioni, Antonini è corso via con il suo staff, certamente arricchito dalla partecipazione dell’avv. Rubino che sull’argomento del diritto civile e societario non è certo l’ultimo degli avvocati, e questo in campo nazionale, Tranchida si è soffermato qualche minuto in più nell’ufficio del prefetto e poi anche lui via verso Palazzo D’Alì dove è stato preceduto dal segretario Panepinto.
Si torna quindi al tavolo tecnico dopo che l’ultima riunione prevista per lo scorso 19 agosto è stata polemicamente disertata dagli Shark, in rottura con il provvedimento assunto dal sindaco della città che da una parte ha affidato anche per la stagione agonistica 2025/2026 il Pala Daidone alla società cestistica di serie A, e dall’altra parte ha posto termine a fine ottobre per obbligare la stessa società a definire le pendenze economiche. E’ notoria la risposta data da Antonini che pretende, sostenuto da pareri legali e sentenze del Consiglio di Stato, il riconoscimento della validità della concessione nell’uso dell’impianto sportivo formalizzata con il Comune di Trapani nel 2023. Gli Shark ritengono che la concessione è ancora in vigore sebbene a suo tempo fu formalizzata con la società che non era ancora una Srl ma una Ssd. Ufficiosamente il Comune ha sempre sostenuto che per questa mutazione societaria si tratta di una convenzione decaduta. Passaggio comunque che non è stato ripreso nel provvedimento assunto dal sindaco la vigilia di Ferragosto, atto con il quale si fa riferimento ad un eventuale, quindi non scontato, ricorso ad un nuovo bando per affidare l’impianto, ma comunque il Comune ha anche espresso l’intenzione che per le procedure correnti ci si possa rivolgere anche all’Anac, l’Autorità anticorruzione, per raccogliere un parere.
Oggi quindi bocce ferme, niente animi agitati e soprattutto trasmettere serenità alla tifoseria. Se vogliamo tradurre in termini cestistici la riunione di oggi, il prefetto Lupo dalla distanza ha messo a segno un canestro da tre punti e rimandato le squadre negli spogliatoi, per una doccia utile a rinfrescarsi le idee, prima di tornare a sedere al tavolo tecnico. (foto TrapaniOggi)
Attualità
Trapani – di Laura Spanò – Parole dette in video e scritte sui post non sono più quelle di inizio settimana. Anzi via via sono scomparsi.
Il patron Valerio Antonini è lontano da Trapani, in vacanza, da qualche parte, si è fatto vedere in foto con il mister Luciano Spalletti, e da lì si è occupato dell’imminente esordio in Coppia Italia dell’altra sua “creatura” sportiva, il Trapani Calcio.
Il sindaco Giacomo Tranchida deve occuparsi delle imminenti processioni, forse l’unico a muoversi dietro le quinte è il deputato dem Dario Safina che ha preso l’impegno a organizzare un faccia a faccia tra primo cittadino e presidente degli Shark.
Insomma apparente sereno, di caldo ci resta solo quello di Ferragosto. Almeno per ora. La prossima settimana sarà fatidica per sciogliere il nodo del possesso dell’impianto sportivo di piazzale Ilio da parte della società degli Shark.
Nessuno ha sfrattato nessuno, ma è indubbio che c’è una convenzione da regolare. Scritta per una società no profit, una Ssd, di fatto oggi è subentrata un Srl, che per statuto deve produrre profitti. Tutto sotto il cappello di una stessa società madre, la Sport Invest del patron Valerio Antonini, però ci sono norme della convenzione da cambiare.
L’impianto è pubblico e la concessione deve essere onerosa. Gli sconti previsti valgono per una Ssd e non per una Srl. I toni forti dell’11 agosto per adesso sembrano svaniti. Ieri ci sono stati passaggi eloquenti.
Intanto da Palazzo D’Alì dove il sindaco Tranchida (il Comune è proprietario del Pala Ilio o Pala Daidone o Pala Shark che dir si voglia), è stato diffuso un documento condiviso da tutta la Giunta, dalla maggioranza consiliare e dal presidente del Consiglio comunale Mazzeo.: “politicamente si ribadisce che i colori della maglia granata hanno diritto di cittadinanza sportiva all’interno del Pala Daidone”- C’è “l’auspicio che il tavolo tecnico, aggiornato al 19 agosto, possa meglio definire le procedure giuridico-amministrative che, nel rispetto delle norme, possano, anche in maniera transattiva, addivenire a soluzioni per assicurare alla squadra granata la permanenza nel suo naturale olimpo, sostenuta dal calore e dalla passione del pubblico trapanese”.
A seguire c’è stato un intervento pubblico sulla sua pagina social del deputato dem Dario Safina: “Da avvocato e amministratore della cosa pubblica mi permetto di offrire un suggerimento per entrambi gli attori di questa vicenda (lasciando liberi tutti di fare come credono)”. Safina evidenzia che la vecchia convenzione non è più valida: “era stata stipulata con una società dilettantistica, oggi trasformata in srl. Serve una nuova convenzione, che tenga conto delle somme investite dalla società per l’ammodernamento del palazzetto e del valore di mercato del canone di affitto, determinato dal Comune. Il canone dovuto andrebbe scalato dalle spese anticipate dalla Trapani Shark, come già previsto in origine”.
Sui due documenti un Valerio Antonini che non è rimasto in silenzio, ha rimosso ma non sotterrato del tutto l’ascia di guerra e si è detto accondiscendente: “Sono sempre stato disponibile a venire incontro al Comune per uscire da questo disastro che hanno messo su”; e sull’invito di Safina: “E’ la soluzione che propongo invano da mesi da parte mia nulla osta a procedere”. A segnare la giornata la convocazione non meno rilevante in prefettura. Firmata dal vicario del prefetto Maria Baratta. Riunioine il 21 agosto con Tranchida, Antonini, il questore Peritore, i comandanti dei Carabinieri e Finanza, Carrozzo e La Vecchia.
Insomma i tavoli di confronto si moltiplicano, e questo dimostra quanto delicata è la questione che è da tradursi anche in soldoni. A parte la questione consumi elettrici e idrici che devono essere pagati dagli Shark (e anche qui i tecnici del Comune riconoscono che la cifra può essere davvero inferiore a quella notificata, ma vanno pagati i consumi), c’è l’aspetto legato agli oneri dovuti per l’uso dell’impianto. E’ questo il vero nodo della questione. Quanto la società cestistica deve pagare senza avere più le agevolazioni previste per una Ssd, così come sancite dalla convenzione del 2023. Perchè su tutto il resto ci sono i verbali dei tavoli tecnici (da noi pubblicati in eslcusiva) che dimostrano come gli Shark, con Valerio Antonini e l’avv. Roberto Schifani non hanno nascosto al Comune (riunione del 3 giugno 2025) il cambio societario, obbligatorio dopo la promozione della squadra nella massima serie di campionato di basket.
E parimenti la stessa società ha proposto tre distinte soluzioni per aggiustare la convenzione. idea quella di un “addendum” che permetta di passare la gestione del Pala Daidone ad un’altra delle società del gruppo, la Trapani For Future Ssd. A verbale nessuno dei tecnici del Comune ha detto di no, riservandosi di accertare la percorribilità dell’espediente, ma secondo qualcuno dei vertici apicali, gira voce a Palazzo D’lì, l’Anac vieterebbe affidamenti diretti. Ma il caso Pala Ilio rientra in questa fattispecie? Al tavolo, o ai tavoli, tecnici a questo bisognerà dare risposta. A sentire il deputato Safina no: ” in Italia – dice – esistono già casi analoghi, da Palermo a Milano, fino alla Dacia Arena di Udine. Così si tutelerebbe l’investimento della squadra e l’interesse del Comune a valorizzare un bene pubblico, nel pieno rispetto delle norme. Una soluzione semplice, legittima e nell’interesse di tutti”.
Antonini per adesso dentro la squadra e tra i tifosi con le sue parole ha cacciato indietro ogni pessimismo.
Attualità
Trapani – Anche il deputato regionale Dem Dario Safina interviene cercando di fare chiarezza sull’ennesima diatriba che vede al centro delle polemiche l’affidamento del Pala Daidone alla Sport Invest srl.
“Leggere dell’ennesima querelle tra l’imprenditore Valerio Antonini e l’amministrazione comunale di Trapani sulla gestione del Palashark non mi fa affatto piacere. Già nei mesi scorsi avevo auspicato la costituzione di un tavolo tecnico per affrontare e superare le divergenze, convinto che – in punto di diritto – esistano margini concreti per una soluzione condivisa. E continuo ad esserne convinto anche oggi”.
“Ho piena fiducia nella preparazione e nella professionalità dei tecnici comunali, che da sempre operano al servizio e per il bene della collettività – scrive il deputato trapanese -, così come sono convinto della competenza dei professionisti che affiancano l’imprenditore Antonini, il quale ha investito ingenti risorse e passione in questa città”.
“Sono persuaso che le soluzioni possano essere trovate, se davvero ricercate con spirito costruttivo – sottolinea -. In questo momento, proclami e annunci catastrofici non giovano a nessuno: non alla città, non ai tifosi, né tantomeno alla parte privata. La dialettica politica ed elettorale è una cosa; il futuro sportivo e imprenditoriale di Trapani è un’altra. Confondere i piani, trasformando il confronto in un terreno di scontro personale, rischia solo di allontanare l’obiettivo comune”.
“Per questo invito tutti, tifosi compresi, ad abbassare i toni e a concedere ai tecnici il tempo necessario per lavorare serenamente. Conosco quest’amministrazione fin dal suo insediamento e so con quanta dedizione operi – spiega -. Da uomo di diritto, prima ancora che da rappresentante delle istituzioni, sono convinto che un accordo sia ancora possibile, per il bene dello sport, della città, dei cittadini e degli investimenti già realizzati”.
Poi la toccata: “L’eventuale strumentalizzazione politica elettorale sarebbe solo nociva e deleteria per tutti. Non perdiamo di vista il fine ultimo di questa vicenda, che deve restare il bene di Trapani, dello sport e della nostra comunità. E non certo le prossime elezioni amministrative che comunque, mi sento di rassicurare su questo punto, si svolgeranno non prima del 2028”.
“Dunque, le polemiche personali lascino spazio al dialogo istituzionale: la nostra città ha bisogno di visione, di investimenti, di stabilità. Se la volontà di entrambe le parti è sincera, il tavolo tecnico è l’unica via per superare l’impasse e guardare con fiducia al futuro”, conclude Safina.