Caltanissetta
Niscemi, recuperata e riconsegnata al Comune la Croce caduta a causa della frana
L'intervento è stato effettuato da vigili del fuoco e polizia di stato
Cronaca
Niscemi (Caltanissetta) – Nel pomeriggio di oggi 15 febbraio – nel corso di un intervento congiunto dei vigili del fuoco e della polizia di stato a Niscemi è stata recuperata la croce caduta dopo la frana del 25 gennaio scorso.

Le operazioni si sono svolte in un’area particolarmente impervia e a rischio, a valle del movimento franoso. Per operare in sicurezza nella zona più pericolosa è stato impiegato un robot in dotazione alla polizia, che ha consentito di raggiungere e mettere in sicurezza la croce senza esporre il personale a ulteriori rischi.

Una volta recuperata, la croce è stata trasportata in una zona sicura dal personale intervenuto, nonostante le difficoltà dovute al terreno sconnesso e instabile.

Al termine delle operazioni, la croce è stata riconsegnata direttamente al sindaco del comune di Niscemi.
Caltanissetta
Niscemi, Anas si prepara a fare la sua parte
Stamane il sopralluogo
Cronaca
Niscemi (Caltanissetta) – L’Area Nuove Opere di Anas Sicilia, guidata dal Responsabile della Struttura Territoriale Nicola Montesano e dal Dirigente Silvio Canalella, questa mattina 14 febbraio, si è recata a Niscemi per effettuare i primi rilievi e gettare le basi sulla nuova viabilità della cittadina nissena dopo la frana causata dal ciclone Harry.

L’obiettivo è di restituire all’utenza in tempi brevi le strade provinciali 35 e 82. Arterie strategiche, attualmente danneggiate, dismesse ed impraticabili, il cui ripristino consentirà l’accesso ai fondi limitrofi ed alla città di Niscemi e alla conseguente ripresa delle attività produttive. Anas sarà soggetto attuatore, così come richiesto dal Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

L’Azienda svolgerà un ruolo cruciale nel rimettere in sesto delle strade che rappresentano anche una vera e propria via di fuga di cui attualmente Niscemi non può beneficiare in caso di ulteriori malaugurate frane.
Caltanissetta
Niscemi, precipita la Croce, era diventata il simbolo di speranza della città
Ieri ennesimo intervento dei pompieri nella zona della frana
Cronaca
Niscemi – È crollata nel tardo pomeriggio di ieri la croce collocata sul margine della frana nella zona maggiormente colpita dal dissesto idrogeologico. In queste settimane era divenuta il simbolo di speranza per la comunità. La croce che era già stata sfiorata dallo smottamento avvenuto lo scorso 25 gennaio, non ha resistito all’instabilità del terreno.
Il cedimento è avvenuto proprio nella giornata in cui si sono svolte operazioni particolarmente delicate da parte dei vigili del fuoco.
A circa 30 metri dal ciglio della frana, infatti, i pompieri hanno effettuato un intervento complesso per consentire ad alcuni sfollati di rientrare temporaneamente nelle proprie abitazioni e recuperare effetti personali. Le operazioni si sono svolte in condizioni di sicurezza difficili, a causa del continuo rischio legato al movimento del terreno.
Il quartiere Sante Croci resta al centro dell’emergenza.
Caltanissetta
Niscemi, affidato al Corpo Forestale regionale il pattugliamento delle zone rurali
Decisione del Centro coordinamento soccorsi in Prefettura a Caltanissetta
Cronaca
Niscemi (Caltanissetta) – Da oggi il Corpo forestale della Regione Siciliana si occupa della vigilanza dinamica perimetrale delle zone rurali vicino a Niscemi, situate a valle della frana. L’affidamento ufficiale del compito è stato deciso ieri, durante la riunione del Centro coordinamento soccorsi svoltasi nella Prefettura di Caltanissetta.
«Esprimo la mia più profonda gratitudine – dice l’assessore regionale al Territorio e ambiente Giusi Savarino – alle donne e agli uomini del Corpo forestale impegnati a Niscemi, così come nelle aree colpite dal ciclone Harry dove hanno prestato soccorso alle famiglie rimaste isolate presso l’Oasi del Simeto. Uno sforzo ancor più encomiabile, se si tiene conto degli organici limitati che il governo regionale sta già rafforzando con le nuove assunzioni in corso. Tra tante emergenze, il nostro personale in divisa non si tira mai indietro e vederli presidiare il territorio con tale abnegazione è motivo di orgoglio, ma anche di riflessione. È un’altra dimostrazione dell’impegno corale di tutte le realtà della Regione Siciliana per fronteggiare le conseguenze della frana. Raccogliamo l’esortazione del presidente Schifani a fare squadra, a lavorare tutti insieme con le altre forze impegnate a sostegno della popolazione, a salvaguardia della sicurezza e a tutela del territorio».
Già da stamattina una pattuglia è operativa per la vigilanza dinamica dell’area perimetrale. Nei prossimi giorni, grazie all’arrivo di rinforzi dalle altre province dell’Isola, il servizio sarà esteso per coprire l’intero arco delle 24 ore, garantendo un presidio costante a tutela della pubblica incolumità.
Caltanissetta
Niscemi. Schifani: “Chi perderà la casa sarà salvaguardato”
Sopralluogo del presidente Schifani, Ciciliano e Cocina
Cronaca
Niscemi (Caltanissetta) – «A Niscemi abbiamo un problema sociale, che dobbiamo affrontare garantendo una soluzione abitativa alle famiglie che non potranno più tornare nelle proprie case. Dobbiamo dare un futuro a questa comunità gravemente ferita. È una situazione di crisi dinamica, in evoluzione. Come Regione Siciliana stiamo facendo la nostra parte. Durante la riunione abbiamo analizzato vari aspetti della situazione, assicurando l’assistenza sanitaria, sollecitando il ripristino dell’erogazione del gas metano in paese e facendo in modo che i ragazzi possano continuare a frequentare regolarmente le lezioni scolastiche. Sul fronte abitativo, ci stiamo facendo carico di realizzare un programma di ricollocazione delle famiglie rimaste senza casa, alcune in alloggi già esistenti, altre in immobili di nuova edilizia. Questo è l’impegno della Regione».

Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, commissario per l’emergenza causata dal ciclone Harry, che ha partecipato al Centro operativo comunale di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, alla riunione con il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, il dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, il prefetto di Caltanissetta, Donatella Licia Messina, il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, per fare il punto sui danni causati dalla frana e sugli interventi da mettere in atto a sostegno della popolazione duramente provata.
È stato stabilito anche che l’assessorato regionale alla Salute e l’Asp di Caltanissetta metteranno a disposizione un servizio di sostegno psicologico e adegueranno i percorsi sanitari alla rete di comunicazione, utilizzando la viabilità consentita e indirizzando i pazienti urgenti all’ospedale di Caltagirone.
Il presidente Schifani ha anche effettuato un sopralluogo nella zona rossa istituita nel paese, dopo gli eventi franosi.
All’incontro al Coc erano presenti, fra gli altri, l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, il soggetto attuatore della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico Sergio Tumminello, il segretario generale dell’Autorità di bacino Leonardo Santoro.
I primi aiuti: fino a 900 euro a famiglia
Per gli sfollati della frana di Niscemi sono in arrivo i contributi del fondo Cas dello Stato, 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno. L’ANSA apprende che la procedura sarebbe già stata attivata in presenza dell’ordinanza di sgombero e dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno. Il contributo di autonoma sistemazione (Cas) è destinato a chi ha dovuto lasciare la propria abitazione: al momento circa 1.500 persone. Il presidente dell’Assemblea siciliana, Gaetano Galvagno, ne ha dato comunicazione ai capigruppo.
Caltanissetta
Niscemi, altre famiglie evacuate mentre il fronte della frana si allunga
Il dissesto era noto: area classificata a rischio molto elevato
Cronaca
Niscemi (Caltanissetta) – Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è a Niscemi per un sopralluogo dopo la frana che domenica scorsa ha investito il paese. Il Governatore farà il punto della situazione assieme al capo del dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano e al capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina.
La protezione civile ha intanto ribadito che al momento sono inagibili due vie di accesso su quattro. Isolate le campagne circostanti, si lavora per raggiungere 15 cavalli senza cibo. Oltre 1.500 le persone sfollate e molte di loro non potranno più rientrare nelle loro abitazioni, le “case entro 50-70 metri andranno giù”.
Un problema già conosciuto
Il rischio di dissesto idrogeologico della zona di Niscemi era già noto da tempo ai geologi anche a seguito di altri episodi nel recente passato, ma del comune siciliano – come del 50% del territorio nazionale – non esiste una carta geologica alla scala 1:50.000, ovvero una cartografia geologica moderna. Ad affermarlo è la Società Geologica Italiana, attraverso il suo presidente Rodolfo Carosi e il docente di Geologia Strutturale e Rischi Geologici presso l’Università di Catania, Carmelo Monaco. “L’area era già stata considerata a pericolosità P4 (molto elevata) e parte delle strade e delle abitazioni presenti sul coronamento era stato etichettato a rischio R3-R4 (elevato-molto elevato)”.
Lo scivolamento del piastrone arenaceo-sabbioso

E’ un fenomeno di dimensioni enormi, difficilmente contenibile, che ha riattivato in parte una frana già esistente avvenuta il 12 ottobre del 1997), estendendosi ulteriormente verso nord. Il fenomeno è dovuto allo scivolamento verso valle delle argille sottostanti il piastrone arenaceo-sabbioso su cui è costruito l’abitato di Niscemi.

Caltanissetta
Niscemi, frana nel quartiere Sante Croci: circa 500 evacuazioni
Attivato sistema di Protezione civile regionale.
Cronaca
Niscemi (Caltanissetta) – Oggi – 25 gennaio -C si è attivata una frana nell’area del torrente Benefizio, nel territorio comunale di Niscemi. Il movimento franoso ha interessato la strada provinciale SP10, nel tratto di collegamento con il centro abitato, in particolare in prossimità del quartiere Sante Croci, con un cedimento stimato di circa sei metri.
A scopo precauzionale, le autorità di Protezione Civile hanno disposto l’evacuazione di circa 500 persone residenti nelle aree esposte al rischio.
La Sala Operativa Unificata Regionale Siciliana (SOUR) del Dipartimento regionale della Protezione civile ha immediatamente attivato il sistema di emergenza, coordinando, in collaborazione con il Nucleo Operativo di Pronto Intervento (NOPI) della Protezione civile siciliana, tutte le associazioni di volontariato del comprensorio.
Attualmente sono impegnati circa 70 volontari, provenienti dai territori limitrofi, con l’impiego di mezzi pick-up e attrezzature operative. Le squadre stanno assicurando l’assistenza alla popolazione evacuata.
Su disposizione del direttore generale del Dipartimento regionale della Protezione civile, Salvo Cocina, è in corso il trasferimento da Palermo di centinaia di brandine destinate all’allestimento delle aree di accoglienza per gli sfollati presso il Palazzetto dello Sport “Pio La Torre”.
Il direttore generale Salvo Cocina, in stretto raccordo con il presidente della regione Renato Schifani, si sta recando sui luoghi dell’evento per seguire direttamente l’evoluzione della situazione e coordinare le attività operative. Sul posto sono operativi anche i Vigili del fuoco, il sindaco di Niscemi, i tecnici comunali e i tecnici del Dipartimento regionale della Protezione civile.
Sono inoltre in corso, da parte dei tecnici comunali e del DRPC, rilievi e approfondimenti geologici finalizzati a verificare l’eventuale correlazione tra il fenomeno franoso in atto e quello verificatosi lo scorso 16 gennaio, che ha interessato l’area di Belvedere-Canale e la strada provinciale SP12
Caltanissetta
In manette a Niscemi giovane di 23 anni, gestiva un market della droga
Rinvenute anche armi e munizioni
Cronaca
Niscemi (Caltanissetta) – I carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato un giovane del luogo, pregiudicato, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di detenzione illecita di armi modificate e di munizioni. Il 23enne gestiva a casa un supermarket della droga.
Dopo la perquisizione domiciliare presso un casolare di campagna, di cui aveva la disponibilità, i militari hanno rinvenuto dentro un armadio metallico: 71,4 grammi di cocaina; 493 grammi di hashish; 883 grammi complessivi di marijuana, confezionata in dosi, 14 piantine della stessa coltivate all’interno di una serra e 380 euro forse provento dell’attività delittuosa, accanto a un bilancino di precisione intriso di sostanza stupefacente, macchina per il sottovuoto e quanto necessario per il taglio e il confezionamento delle dosi.
Rinvenute inoltre una pistola calibro 12, di fabbricazione artigianale, realizzata con tubi metallici e provvista dei relativi congegni di scatto, un fucile calibro 12 a due canne, privo di matricola e marca, con canne mozzate e calciolo accorciato; 132 cartucce cal. 12, caricate a pallini.
Tutto è stato sottoposto a sequestro.
L’arrestato, su disposizione della Procura della Repubblica di Gela che coordina le indagini, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Gela. Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Gela, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha convalidato l’arresto in carcere per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti.
Trapani
Ciminnisi (M5S): ” Il Governo Schifani chiarisca dove volavano i Canadair mentre bruciavano lo Zingaro e Cofano”
Per il deputato regionale con un vero intervento tempestivo le riserve di Cofano e Zingaro si sarebbero salvate
Politica
Trapani – «Altro che intervento tempestivo. I Canadair di base a Birgi avrebbero potuto alzarsi in volo in pochi minuti e salvare davvero la riserva dello Zingaro. Invece erano altrove, probabilmente diretti sul MUOS di Niscemi, lontani decine di chilometri dal cuore del disastro. E oggi il capo della protezione civile Ingegnere Cocina ha perfino il coraggio di parlare di prevenzione “organizzata in modo adeguato” e che l’intervento tempestivo sulla riserva sarebbe stato “decisivo per evitare il peggio”. Ma il peggio è successo: lo Zingaro è bruciato. Ma di cosa stiamo parlando?».
A denunciarlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi, che annuncia la presentazione di un’interrogazione urgente e un accesso agli atti per ottenere ogni dettaglio operativo sui fatti del 25 e 26 luglio, quando le riserve naturali dello Zingaro e di Monte Cofano sono state distrutte dalle fiamme.
«Il Governo regionale – attacca Ciminnisi – tenta di raccontare un’altra storia. Ma i dati parlano chiaro: sappiamo dai tracciamenti pubblici di Flightradar.com che il pomeriggio del 25 luglio, proprio mentre la riserva dello Zingaro andava in fumo, il Canadair di base a Birgi, che sarebbe potuto intervenire in pochissimi minuti, era in volo verso Comiso e poi sul MUOS di Niscemi. E, ugualmente, se il Canadair di Birgi decollato da Sigonella alle 17.32, dopo il rifornimento, fosse andato allo Zingaro, nel pieno dell’incendio, anziché al Muos, oggi si conterebbero danni più limitati. Non ci si venga a raccontare che era lì ad operare sulla sughereta di Niscemi perché anche quella è andata in buona parte bruciata».
Nel mirino anche la gestione della centrale operativa regionale: «Il presidente Schifani ha inaugurato in pompa magna una centrale operativa che, nei fatti, si è rivelata incapace di coordinare gli interventi. Vogliamo conoscere i dettagli dell’impiego dei Canadair su altre aree, mentre due delle riserve più importanti della Sicilia bruciavano. Se davvero la protezione delle basi militari è avvenuta a scapito del nostro patrimonio ambientale, allora si attrezzino per raggiungere entrambi gli obiettivi: basi sicure e territorio protetto. Altrimenti, diciamolo chiaramente: i venti di guerra fanno più danno del vento di Scirocco».
Caltanissetta
Incidente mortale nei pressi di Niscemi, muore una bambina di 9 anni grave la madre
Ci sarebbero altri feriti coinvolti nel sinistro
Cronaca
Gela – E’ di un morto e un ferito grave l’incidente stradale verificatosi sulla Strada Provinciale 11, che collega Gela a Niscemi, in direzione Vittoria. Una bambina di nove anni ha perso la vita. Grave la madre. Sono state trasportate all’ospedale Vittorio Emanuele. L’impatto è stato devastante. Per la piccola non c’è stato niente da fare, i medici hanno tentato in ogni modo di rianimarla, ma purtroppo ogni sforzo è stato vano.
Ci sarebbero altri bambini coinvolti. I feriti sarebbero di Niscemi.
Gli altri due figli, una bimba di 7 anni e un bimbo di 4, hanno riportato ferite lievi e sono stati medicati. Secondo le prime informazioni, la famiglia aveva da poco lasciato la loro abitazione sulla SP 11 ed era diretta verso la scuola.
I rilievi
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i mezzi del 118, i vigili del fuoco, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela e della Stazione di Niscemi. I militari stanno effettuando i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica del sinistro.
La dinamica
Secondo le prime indiscrezioni, l’automobile sulla quale viaggiava la donna con i figli avrebbe prima di una curca sbandato, facendo testa coda fino a schiantarsi su un muretto, lato passeggero. La bambina sarebbe a quel punto volata fuori dall’abitacolo. Sul posto sono intervenuti immediatamente un gruppo di muratori che si trovavano nei pressi per soccorrere la famigliola, hanno allertato i soccorsi, ma già la bambina era deceduta a causa del violento impatto.
Il tratto di strada
Quel tratto di strada purtroppo non è nuovo a simili incidenti. Una strada che invita alla velocità e quella curva dove stamane si è schiantata l’auto è la stessa dove sono morti sempre a causa della velocità 4 ragazzi. Gli abitanti della zona hanno più volte chiesto alle autorià dei sistemi di controllo del traffico per evitare altre tragedie. La signora era la moglie di un carabiniere in servizio a Niscemi.
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