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    Messina: scoperta truffa ai danni Azienda Sanitaria
    l’associazione avrebbe alterato la rendicontazione delle prestazioni riabilitative fornite ai pazienti,
    Redazione27 Maggio 2026 - Cronaca
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    Messina – Eseguito dalla guardia di finanza del comando provinciale un sequestro preventivo di oltre 20.000 euro nei confronti di due persone fisiche e dell’associazione da loro amministrata, che opera nel settore della tutela delle persone con disabilità. Il provvedimento, disposto dal GIP del Tribunale di Messina su delega della Procura, riguarda l’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

    L’indagine

    L’associazione avrebbe alterato la rendicontazione delle prestazioni riabilitative fornite ai pazienti, così da non superare il limite massimo giornaliero previsto dalla convenzione con l’ASP, pari a 73 trattamenti ambulatoriali. Quando a fine mese emergeva che il numero era stato superato, presidente e vicepresidente avrebbero costretto i professionisti a modificare i fogli firma, facendo risultare alcune sedute come svolte in giorni con meno trattamenti registrati. Il sistema, secondo gli inquirenti avrebbe permesso all’associazione di ottenere il massimo rimborso pubblico disponibile.

    Ricostruito il meccanismo illecito

    Gli accertamenti effettuati dalle fiamme gialle, hanno evidenziato un medesimo modus operandi vale a dire: modifica dei fogli firma dei pazienti, falsa attestazione delle date delle sedute, spalmatura artificiosa delle prestazioni nell’arco del mese, garanzia costante del rimborso massimo previsto dalla convenzione. Per gli inquirenti, tale comportamento avrebbe generato un indebito introito di fondi pubblici destinati alla sanità.

    L’impegno della Guardia di Finanza

    Ancora una volta l’operazione conferma l’azione delle Fiamme Gialle nella tutela della spesa pubblica e nel contrasto alle frodi ai danni dell’erario, soprattutto nel settore sanitario, dove i fondi pubblici sono destinati a servizi essenziali per i cittadini. “Si precisa che il provvedimento di sequestro è una misura cautelare e può essere modificato o revocato tramite gli ordinari mezzi di impugnazione. Gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza”.

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