Cronaca
Lampedusa – Primo sbarco dell’anno a Lampedusa, arrivati 30 sudanesi. Erano su un gommone soccorso da una motovedetta della Finanza
Primo sbarco di migranti dell’anno a Lampedusa dove, dopo il soccorso di un gommone di otto metri da parte della motovedetta V1104 della guardia di finanza, sono giunti 30 sudanesi. Hanno riferito di essere salpati da Sorman, in Libia, dopo aver pagato 950 euro per la traversata. Tutti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola che era vuoto.
Cronaca
Pozzallo (Ragusa) – Sono stati sbarcati nel porto di Pozzallo e affidati alle cure dei sanitari, i 140 migranti soccorsi nella prime ore di oggi 13 ottobre 2025, dalla motovedetta SAR CP 325 della Guardia Costiera di Pozzallo, con a bordo un team sanitario del CISOM. Il gruppo di migranti è stato intercettato, a circa 40 miglia dalle coste siciliane ed in acque di responsabilità SAR italiane, su un peschereccio proveniente dalla Libia.
La motovedetta CP 325 ha recuperato a bordo 67 migranti, tra cui tre feriti che necessitavano di urgenti cure mediche. Tutti i migranti sono stati sbarcati nel porto di Pozzallo ed affidati alle cure dei sanitari.
In supporto alle operazioni è intervenuta anche l’unità G128 della Guardia di Finanza che, sempre sotto il coordinamento dell’11° MRSC, che ha trasbordato dal peschereccio altri 73 migranti, anch’essi successivamente sbarcati nel porto di Pozzallo.
Secondo le prime dichiarazioni rilasciate dagli occupanti, il peschereccio sarebbe stato oggetto di un attacco armato a circa 100 miglia a sud est di Malta, in acque di responsabilità SAR maltese. Sono attualmente in corso accertamenti sulla dinamica della traversata e su quanto realmente accaduto.
Cronaca
Lampedusa (Agrigento) – Nella notte appena trascorsa, le unità CP 324 e GCB 127 della Guardia Costiera di Lampedusa, hanno soccorso 64 persone, tra cui un minore, rintracciate sull’isola di Lampione, piccolo rilievo roccioso disabitato situato a circa 10 miglia nautiche a nord-ovest di Lampedusa.
L’area, caratterizzata da alte scogliere a picco sul mare, assenza di approdi naturali e dalla presenza di numerosi scogli affioranti, rende particolarmente complesse le manovre di avvicinamento dei mezzi navali, specialmente durante le ore notturne. Nonostante le difficili condizioni operative, il personale della Guardia Costiera ha portato a termine con successo l’intervento di recupero, garantendo la sicurezza di tutte le persone presenti sull’isola.
I migranti, che hanno riferito di essere partiti dalla Libia nella giornata di ieri, sono stati recuperati intorno alle 03.00, e le operazioni si sono concluse alle prime luci dell’alba con lo sbarco a Lampedusa, grazie al coordinamento tra l’unità S.A.R. classe 300 e il battello GCB127. Non si registrano feriti o situazioni sanitarie di particolare rilevanza
Cronaca
Libia – Mediterranea, la nuova nave dell’organizzazione italiana del soccorso in mare è entrata la scorsa notte nella zona SAR sotto il controllo libico e ha iniziato la sua attività di pattugliamento e monitoraggio in acque internazionali a circa 30 miglia nautiche dalle coste della Libia. A partire dalle 5 di questa mattina, l’imbarcazione è stata circondata da diversi gommoni veloci militari, che avevano a bordo ciascuno uomini armati con pistole e fucili mitragliatori.
Le imbarcazioni non hanno risposto a nessuna richiesta di identificarsi. Lo rende noto la ong.
“Intorno alle 7:30, sono diventati otto i gommoni veloci disposti a cerchio intorno a Mediterranea, e hanno cominciato pericolose manovre intorno alla prua della nave, mentre i miliziani a bordo, in divisa e molti con il volto coperto dal passamontagna, facevano gesti di minaccia all’indirizzo del nostro equipaggio. – prosegue il comunicato – Subito dopo hanno inviato ossessivi messaggi radio con una sola frase ‘Go out off Libya – Go out off Libya‘”.
Dopo un’ora le imbarcazioni si sono dirette al porto di Al Zawiyah.
“L’intimidazione nei confronti di navi di soccorso che sono in acque internazionali, è una cosa odiosa, ma soprattutto illegale e penalmente rilevante. Che avvenga ad opera di assetti militari, con personale armato a bordo e col passamontagna in modo da non poter essere riconosciuto, dà l’idea su che tipo di intimidazione sia: mafiosa”, dice il comandante di Mediterranea.