• Agrigento
    Il 2026 si apre con il primo sbarco di migranti a Lampedusa
    Hanno pagato il loro viaggio 950 euro
    Redazione2 Gennaio 2026 - Cronaca
  • Migranti Cronaca

    Lampedusa  – Primo sbarco dell’anno a Lampedusa, arrivati 30 sudanesi. Erano su un gommone soccorso da una motovedetta della Finanza

    Primo sbarco di migranti dell’anno a Lampedusa dove, dopo il soccorso di un gommone di otto metri da parte della motovedetta V1104 della guardia di finanza, sono giunti 30 sudanesi. Hanno riferito di essere salpati da Sorman, in Libia, dopo aver pagato 950 euro per la traversata. Tutti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola che era vuoto.





  • Salemi
    Controlli dei carabinieri a Salemi, 4 le persone denunciate
    Con i carabinieri hanno operato anche gli agenti della polizia municipale
    Redazione6 Novembre 2025 - Cronaca
  • foto nil Cronaca

    Salemi – I Carabinieri della Stazione assieme a personale della locale Polizia Municipale, nell’ambito delle determinazioni assunte in seno al Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, hanno proceduto ad effettuare una serie di controlli finalizzati ad accertare insediamenti abusivi di lavoratori stagionali stranieri.

    Nel corso di controlli mirati, presso un’azienda locale che opera nel settore edile, è stata riscontrata la presenza di 4 soggetti tunisini risultati irregolari sul territorio dello stato che sono stati denunciati alla Procura della Repubblica rispettivamente:
    – 2 per furto aggravato di energia elettrica in quanto nell’appartamento dove risultavano abitare è stato riscontrato un allaccio abusivo alla corrente pubblica;
    – 2 per il reato di invasione di terreni e/o edifici.

    Per tutti loro sono state avviate, presso l’Ufficio immigrazione della Questura, le procedure previste in relazione alla loro posizione sul territorio nazionale.





  • Trapani
    Dedicata al giudice GianGiacomo Ciaccio Montalto, la barca a vela della legalità affidata alla Lega Navale Italiana
    Domenica 26 la cerimonia di intitolazione
    Laura Spanò21 Gennaio 2025 - Cronaca
  • Vega e motovedetta GdF 02 Cronaca

    Trapani – Cerimonia di intitolazione domenica 26 gennaio alla memoria del magistrato GianGiacomo Ciaccio Montalto della barca a vela “Vega” confiscata nell’ambito delle attività di contrasto all’immigrazione clandestina. “Abbiamo mantenuto una promessa, un impegno nei confronti di tutta la comunità trapanese – dice Piero Culcasi, presidente della Lega Navale Italiana, sezione Trapani – un doveroso atto di memoria collettiva”. La cerimonia è prevista alle 10 presso la sede della Lega Navale.

    Vega è l’imbacazione sequestrata in una operazione antimmigrazione

    Vega, è il nome di registrazione dell’imbarcazione, che affidata alla Lega Navale di Trapani è stata sottoposta a interventi di ristrutturazione e rimessaggo da parte dei soci della lega navale per renderla nuovamente governabile in mare e destinata ad attività sociali e sportive, alcune delle quali sono state svolte in collaborazione con l’Ufficio esecuzioni penali esterne, di Trapani, nell’ambito di progetti di promozione della legalità. Nell’ottobre scorso Vega ha regatato tra i contendenti della VII edizione del Trofeo “GianGiacomo Ciaccio Montalto” con a bordo un equipaggio di magistrati, ufficiali della guardia di finanza, carabinieri e capitaneria di porto.

    Chi era GianGiacomo Ciaccio Montalto

    GianGiacomo Ciaccio Montalto era un uomo di grandi valori e aveva un profondo senso del dovere. La lotta alla mafia e in particolare gli intrecci tra massoneria deviata e mondo imprenditoriale politico, ha visto in lui un precursore, svolgendo per primo indagini finanziarie e patrimoniali. Ciaccio Montalto nel corso della sua carriera si era occupato di inchieste delicate, come quella sulle distrazioni di denaro legate alla ricostruzione post terremoto del Belice. Ma c’erano anche le inchieste sull’inquinamento del golfo di Cofano, uno dei più bei paesaggi della Sicilia messo a rischio dagli scarichi illegali e anche dal tentativo di costruirvi negli anni ’70 una raffineria di petrolio, sponsorizzata dalle famiglie mafiose locali; c’erano le inchieste sui soldi sporchi nelle banche, gli appalti truccati. La mafia di quegli anni è la stessa di oggi. Una mafia che non spara più ma che si è infiltrata nelle istituzioni, nell’impresa, nelle banche come ai tempi di Ciaccio Montalto, che era andato a bussare alla porta di alcune di queste prendendosi e portandosi in ufficio gli assegni dei boss, i guadagni dei traffici di droga, delle raffinerie di eroina impiantate nel trapanese, degli appalti.

    L’omicidio di Ciaccio Montalto:

    La mafia che uccise Ciaccio Montalto è la stessa che oggi potente ha saputo proteggere Matteo Messina Denaro. Nonostante le numerose minacce Ciaccio Montalto, non si arrese mai, continuando a lavorare con disciplina e rigore. Attualissime rimangono ancora ora le indagini di quel giudice che prima di essere ammazzato stava per essere trasferito a Firenze. Gian Giacomo Ciaccio Montalto, marito e padre di tre bambine, fu ucciso a sangue freddo a 42 anni, il 25 gennaio del – 1983 a Valderice. Il giudice Ciaccio Montalto è una delle prime vittime eccellenti nel segno dell’aggressione voluta dal boss Totò Riina.







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