Cronaca
Palermo – Chiuso per cinque giorni un bar del palermitano. Il provvedimento è stato notificato dai carabinieri su disposizione del Questore di Palermo.
Il grave episodio, cui fa riferimento la sospensione, risale alla tarda serata dello scorso 29 giugno: in un bar di provincia, alla presenza di numerosi avventori, alcuni di essi, riconducibili ad una locale compagine sportiva, intonavano ripetutamente un coro dal contenuto inequivocabilmente omofobo e denigratorio nei confronti di un cliente, così dileggiandolo pubblicamente.
La reiterazione della condotta discriminatoria degli atleti provocava la sentita reazione della vittima che, allo scopo di farla cessare, si rivolgeva al titolare del locale chiedendone l’intervento. Questi, dopo aver “consigliato” alla vittima di reagire da sola e passare alle vie di fatto, chiedeva al gruppo che intonava il coro omofobo, di cessarlo, tuttavia senza una reale convinzione, ottenendone come giustificazione, da parte di uno dei membri della compagine, che quel coro era la maniera scelta per festeggiare una vittoria sportiva.
Oltre alla sussistenza dei presupposti in materia di sicurezza pubblica, intesa anche nella sua accezione di incolumità psichica della persona offesa, l’episodio preso in esame richiama altresì potenziali turbative dell’ordine pubblico, avendo il gruppo sportivo utilizzato il locale quale sede per denigrare una persona di orientamento omosessuale. Anche in considerazione del fatto che, tale coro, come asserito da uno dei protagonisti, veniva intonato “per festeggiare una vittoria sportiva” e rilevata quindi la necessità di un intervento dell’Autorità di Pubblica Sicurezza che eviti la ripetizione di analoghi incresciosi episodi, il Questore di Palermo ha emesso provvedimento di sospensione della Scia per la gestione del bar, per la durata di cinque giorni.
Attualità
Trapani – La Cgil scenderà in piazza a fianco della comunità LGBTQIA+ per affermare l’uguaglianza e i diritti civili.
Domani, alle 17, con partenza da piazza Martiri D’Ungheria, la Cgil sosterrà il Trapani Pride, ospitato in città per la prima volta e promosso da Shorùq – Arcigay Trapani.
“Affermeremo – dice la segretaria generale della Cgil di Trapani Liria Canzoneri – il rispetto dei diritti sanciti dalla nostra costituzione contro le disuguaglianze e la dilagante discriminazione. L’assenza di una legge che punisce i reati collegati ai fenomeni di odio, i provvedimenti normativi come la perseguibilità del reato di gestazione per altri, non fanno altro che ledere i diritti civili e la libertà individuale e collettiva. Gli Stati uniti – prosegue – hanno già adottato provvedimenti come l’esclusione dei trans dalle forze armate e la battaglia contro le politiche “dei” per promuovere la diversità, l’equità e l’inclusione. Una politica discriminatoria che il governo statunitense sta cercando di spostare oltre i confini, intimando le aziende europee, comprese quelle italiane, a cancellare le loro politiche “dei” se vogliono continuare a mantenere i rapporti commerciali con l’America. Il governo italiano e’ rimasto impassibile, evidentemente questi provvedimenti sono in linea con la loro naturale propensione alle politiche repressive e anti diritti. La Cgil – conclude Canzoneri – ritiene necessario e urgente blindare dentro accordi sindacali le politiche aziendali per garantire a tutti inclusione, stabilità lavorativa e pari diritti e dignità, eliminando, in tutti i contesti lavorativi, qualsiasi forma di discriminazione. Continueremo a mobilitarci perché i diritti sono il fondamento della democrazia, della libertà e della civiltà del nostro paese”.
Attualità
Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria, una ricorrenza internazionale istituita per commemorare le vittime dell’Olocausto. Questa data è stata scelta perché il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, simbolo della Shoah. Il Giorno della Memoria è dedicato al ricordo dei milioni di ebrei, oltre a rom, sinti, disabili, oppositori politici, omosessuali e altre vittime perseguitate e sterminate dal regime nazista e dai suoi alleati. L’obiettivo della giornata è quello di mantenere viva la memoria storica affinché tragedie simili non si ripetano mai più, promuovendo la riflessione sui valori di libertà, giustizia e rispetto per tutte le persone.
In questa giornata voggliamo parlarvi di Liliana Segre che è una figura emblematica del nostro tempo, una donna che ha trasformato un passato di sofferenza in un messaggio universale di pace, tolleranza e memoria.
Nata a Milano il 10 settembre 1930, Liliana aveva solo 13 anni quando fu deportata nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Il suo numero di matricola, 75190, inciso sulla pelle, è diventato un simbolo indelebile di una tragedia collettiva che ancora oggi risuona nelle coscienze di chi vuole comprendere e ricordare.
Sopravvissuta agli orrori della Shoah, Liliana ha fatto della sua esperienza un potente strumento di testimonianza. Per anni, il dolore le ha impedito di parlare, ma dal 1990 ha deciso di condividere la sua storia, guidata dalla consapevolezza che la memoria è l’antidoto più efficace contro l’odio e l’indifferenza. Le sue parole, cariche di emozione e dignità, sono rivolte soprattutto ai giovani, ai quali ricorda l’importanza di resistere a ogni forma di discriminazione e razzismo.
Nel 2018, Liliana Segre è stata nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un riconoscimento al suo impegno civile e morale. In questa veste, continua a lottare contro l’odio, promuovendo iniziative per il dialogo e la comprensione reciproca. La sua voce non si limita a narrare il passato, ma si erge come monito per costruire un futuro migliore.
Il Giorno della Memoria, istituito il 27 gennaio, data della liberazione del campo di Auschwitz nel 1945, è un momento cruciale per ricordare le vittime dell’Olocausto e riflettere sui pericoli della negazione e del revisionismo storico. In questa giornata, le parole di Liliana Segre assumono un significato ancora più profondo. La sua testimonianza ci invita a non voltare lo sguardo di fronte alle ingiustizie, a coltivare la memoria come patrimonio collettivo e a educare le nuove generazioni alla responsabilità e alla solidarietà.
“Non sono una persona straordinaria, sono solo una donna che ha scelto di vivere,” ha dichiarato Liliana Segre in diverse occasioni. Eppure, il suo coraggio, la sua resilienza e la sua capacità di trasformare il dolore in una lezione universale la rendono un esempio straordinario di umanità.
Il Giorno della Memoria è anche un appello a mantenere viva la consapevolezza storica per contrastare i nuovi volti dell’intolleranza. Liliana Segre, con la sua vita e le sue parole, è una luce che illumina questo cammino, ricordandoci che la memoria è il ponte tra il passato e il futuro.
leggi il racconto di Liliana segre Matricola-75190
Tratto da Memoranda. Strumenti per la giornata della memoria, a cura di D. Novara, edizioni la meridiana,Molfetta, 2003