Attualità
Trapani – di Rino Giacalone – Siamo perfettamente consapevoli, mentre cominciamo a scrivere questo articolo, che entriamo in un campo minato. Siamo in guerra? Si, guerra di parole. Ed allora ci è passato per la mente il film premiato con gli Oscar, “Salvate il soldato Ryan”. Nel nostro caso è il soldato Shark. Abbiamo anche deciso, dopo aver scritto di portare in alto, ad apertura dell’articolo, quello che avevamo usato per scrivere le ultime righe. Siamo certi che verrà un tempo in cui scriveremo un resoconto più ampio e completo, perché ad oggi lo scenario manca ancora di alcuni pezzi, non tutto è svelato.

Quello che è accaduto oggi è noto a tanti. Piccolo riassunto. Stamane il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ha incontrato la stampa per dire che il Comune ha avviato un procedimento destinato a intaccare l’esistente convenzione tra Palazzo D’Alì e la Trapani Shark per l’utilizzo del Palazzetto dello Sport – Pala Daidone – di piazzale Ilio. Questione nota, tra Comune e Shark dal 2023 esiste una convenzione, solo che gli Shark hanno cambiato ragione sociale, da Asd a Srl, perdendo determinate prerogative. Il Comune ha acquisito un parere Anca e uno legale pro veritate (per adesso tenuto riservato) e ha avviato un procedimento notificato alla società cestistica, gli Shark giocano per il secondo anno consecutivo nel massimo campionato nazionale di Basket, e stanno affrontando i tornei europei, Il procedimeto prevede non la revoca della convenzione, ma chiede alla società di interloquire con gli uffici, con il Rup, responsabile unico del procedimento, ing. Orazio Amenta, entro trenta giorni, rispetto alle contestazioni mosse ma anche prospettando una soluzione. Per chi vuol leggere e capire meglio potrete leggere voi stessi direttamente la nota a firma del Rup Amenta. Il sindaco Tranchida ha deciso di mettersi con le braccia conserte in attesa del decorrere dei trenta giorni? Assolutamente no. Ha ribadito che è pronto a stendere “tappeti rossi” ma “si sono da rispettare le regole”. Ben vengano gli interessi e gli investimenti privati “ma vanno fatti conciliare con l’interesse pubblico”. E ha detto con chiarezza che la soluzione esiste. “Il problema non l’ha determinato il Comune, il tunnel in preda al buio è stato causa dell’azione della società cestistica”.
“L”autostrada, dove i percorsi sono netti e determinati, non una trazzera che nemmeno sappiamo dove possa condurci”. Alla fine Tranchida ha esternato quello che si può ancora fare: la Trapani Shark srl, che a suo tempo come Asd, società dilettantistica, firmò la convenzione, cede ad una Asd la gestione del Pala Daidone per farlo restare Pala Shark, e nella casa madre degli Shark, la Sport Invest del patron Antonini, un’altra Asd c’è. Nella sostanza in casa Shark devono “scindere i rami di azione”.
La risposta del presidente Antonini però fino a stasera non è stata conciliante. Ha annunciato che per lui l’azione del Comune non è interlocutoria, ma decisamente revocatoria della concessione-convenzione, e quindi prende armi e bagagli, o meglio parquet, canestri e tribune, e va via da Trapani. Siamo in piena guerra quindi, parlare solo di caos non risulterebbe abbastanza aderente alla realtà. Antonini al momento ha deciso di respingere al mittente ogni invito a sedersi ad un tavolo, lui direttamente, o i suoi tecnici e legali, con il Rup Amenta, per affrontare uno per uno i punti del provvedimento comunale, e arrivare quindi alla soluzione, c’è scritto così, “proporre soluzioni alternative”. Alternative a cosa? Ovvio, alla revoca che dinanzi a silenzi e inadempienze potrebbe concretizzarsi.
Dalle pagine social si sono fatti sentire due persone molto vicine al paton Antonini, Fabrizio Giacalone e l’ex prefetto, oggi consigliere di Stato, Valerio Valenti.
Le parole del prefetto Valenti hanno anche suscitato sorpresa, notoriamente di fede laica si è affidato a Gramsci, pur sapendo di non parlare con un fervente comunista: “…resto convinto che una mediazione sia ancora possibile e con infaticabile ottimismo, forse non quello della volontà ma almeno del cuore, – citando Gramsci – mi appello alla vostra reciproca responsabilità. Non solo per la responsabilità che portate come amministratori, l’uno pubblico l’altro privato, ma per quella dovuta alla città, ai giovani innanzitutto che attraverso lo sport vivono i valori del successo legato al sacrificio e all’impegno”.
Giacalone (erroneamente indicato come vice presidente in una prima battitura del nostro articolo) ha solo esternato sui social un forte personale malessere, non celando la convinzione che quello che succede, in riferimento ovvio all’azione del Comune, “è surreale, inaccettabile e vergognoso”, ha poi scritto: “Spero sinceramente che si possa trovare una soluzione a questa “controversia” che sta danneggiando gravemente l’immagine della città e demolendo il sogno di tanti giovani che credono nei veri valori dello sport. Non possiamo neppure ignorare gli ingenti investimenti fatti e i danni economici che la società sta già subendo e subirà in futuro. Forse sono un sognatore, ma io ci credo e, fino all’ultimo, continuerò a crederci”.
Riusciranno i nostri eroi?
Certo questa mattina il sindaco Giacomo Tranchida non le ha mandate a dire dopo l’inarrestabile tam tam di quotidiane provocazioni social del presidente Antonini (ma anche fatte rimbalzare dalla sua tv, che anche se in “app”, è diventata nel mondo dell’informazione locale una macchina da guerra). Ha espresso la solidarietà a chi è stato oggetto delle invettive del patron, ed ha aggiunto a difesa di Giunta, assessori, e consiglieri comunali della maggioranza, presi di mira sul tema di prospettate decadenze dalla carica: “Abbiamo colto – ha detto – un clima di tentativo di condizionamento dell’azione della Pubblica Amministrazione”. E per essere più chiaro ha indicato l’articolo 336 del codice penale. Chi ha curiosità se lo vada a leggere, noi vi indichiamo il titolo: “violenza o minaccia a pubblico ufficiale”.
Tranchida ha detto più volte che i colori granata, la difesa della squadra, sono avanti a ogni cosa, resta confermata il suo provvedimento di affidamento dell’impianto alla Shark srl per tutto il campionato in corso, “non sono certo un cretino ma nemmeno socio di interessi privati…spero che dall’altra parte ci sia amore vero per il colore granata”. Ha anche tolto di mezzo eventuali questioni private da risolvere. “Delle scuse non me ne faccio nulla, la città e la maglia granata aspettano le scuse”.
Tranchida ancora una volta ha cambiato espressione, presentandola quasi da dolorante, quando ha parlato dell’ex assessore Lele Barbara. A lui ha accennato parlando del consumo elettrico notificato agli Shark lo scorso febbraio. Il conto sbagliato? Non lo ha detto così, ma le sue parole sono suonate come un invito a chiedere ragione dell’accaduto all’ex assessore.

“L’iniziativa della verifica dei consumi fu presa da Barbara, si mosse con quella passione zelante per la quale si faceva apprezzare, lui stesso, per due volte, con un tecnico, andò a fare le verifiche, non andò via dall’ufficio del dirigente Amenta fino a quando questi non firmò la nota indirizzata alla società e con la quale si chiedeva il pagamento dell’utenza”. Un conteggio risultato parecchio esoso, per poi scoprire che il consumo elettrico non era solo quello del Pala Daidone, ma comprendeva anche altri, piscina scoperta e uffici Atm. Barbara secondo il racconto di Tranchida, confermato dall’ing. Amenta, ha però sempre raccontato la seconda parte di questa vicenda, quando pubblicamente disse che i conteggi erano errati. “Oggi – ha proseguito Tranchida – la Shark non ha fatto alcuna voltura dei contratti dei servizi elettrico ed idrico, sui conteggi gli uffici stanno ancora lavorando”.
Quello che in queste ore abbiamo letto e ascoltato, è stato un continuo affermare si poteva fare, si poteva fare, ripetuto e scritto decine e decine di volte. E’ giunto il momento di fare. Antonini invoca la protesta di piazza. Il diritto a protestare è insito in quelli sanciti dalla Democrazia e dalla Libertà. Ma c’è anche il dovere a far qualcosa. Insieme, Comune e imprenditore, per tutelare il patrimonio sportivo cittadino. Convinti che siamo in un campo minato, lo diciamo con convinzione, oggi il sindaco Tranchida e il Comune non hanno sbattuto la porta in faccia a nessuno. La squadra di serie A di Basket, il quintetto che ha sfiorato lo scudetto e ci sta facendo tornare a gioire, sui parquet nazionali e d’Europa, ha piena cittadinanza a Trapani, nel suo palazzetto naturale dove giocare. Non può essere altrimenti.
Poi verrà il tempo di potere spiegare con esattezza quello che è accaduto in questi due anni. Intanto pensiamo a salvare il soldato Shark!
Attualità
Trapani – di Rino Giacalone – A Trapani chi alza di più la voce è bravo, anzi super bravo. In tutti i campi, dalla politica all’informazione. Bene, quanto meno una città sonnacchiosa trova qualcosa per cui agitarsi. Non che nel tempo non siano mancate le occasioni, ma si sa il trapanese si innamora presto di chi fa il capo popolo. Serve sempre qualcuno che tolga il prosciutto dagli occhi, ma nel Dna c’è la capacità a tradire, presto i tardi.
Domani è prevista una manifestazione di piazza. Legittima come prevedono le regole della democrazia. Si sa chi ne è il promotore, il presidente Antonini, in rotta di collisione con Palazzo D’Ali. Lo scenario messo su contro l’amministrazione del sindaco Giacomo Tranchida ad un certo punto sembrava fare a pugni con il nome dato al movimento, “Futuro”. Perché sembrava che a tutto quello che è stato organizzato mancasse un vecchio arnese, la ghigliottina, e siccome al Museo Pepoli è conservata quella che era in uso, collocata nell’odierna piazza Generale Scio ma in epoca parecchio datata, ‘800, regnava Ferdinando II, e pare che di teste ne tagliò molto poche, ci aspettavamo qualcuno che la andasse a prendere per metterla al centro della piazza davanti al Municipio, Palazzo D’Alì, piazza ora dedicata d un profondo e vero democratico della prima Repubblica, l’on. Aldo Bassi.
Ci ha pensato il patron Antonini a rimettere le cose a posto, evitando che qualche invasato pensasse davvero di spostare dal museo la ghigliottina, riallineando tutto al “Futuro”, e alla manifestazione di domani ha dato il nome di un celeberrimo film , “Indipendence Day”, la ricostruzione di una invasione aliena e dei soliti americani pronti a spazzare via anche l’alieno. E gli americani, scherzi a parte, sono davvero pronti ad arrivare alle nostre porte. Nulla c’entrano con la protesta di domani ma con altro di parecchio serio e pericoloso. Facciamo chiarezza.
Nessun intento ironico sulla manifestazione di domani. Non sappiamo se otterrà l’effetto desiderato, speriamo almeno in una scossa per Consiglio e Giunta Comunale. Trapani è una città che è piena di problemi, è vero e se volessimo distribuire le responsabilità un solo libro di cento pagine non sarebbe sufficiente. Questo per dire che chi governa oggi è privo di colpe. Giammai. Ma le responsabilità, non solo parlando di acqua, dovremmo distribuirle a più livelli.
Anche a noi stessi, cittadini pronti a protestare che però al momento del voto ce ne stiamo a casa, oppure votiamo turandoci il naso, tanto quello è mio parente, amico mio, amico di mio compare o è l’amico del patronato che mi aiuta eccetera eccetera.
La protesta in piazza è anch’essa una espressione della democrazia, quindi ben venga. Oggi c’è quella dell’opposizione che vuol diventare maggioranza, domani ci potrebbe essere quella della maggioranza che vuol restare tale.
Sentiamo alzarsi le voci, i social sono impazziti, al solito c’è chi nel marasma non vuol sfuggire all’andazzo trapanese che pretende come ognuno abbia una etichetta che certifichi un’appartenenza, basta che ti vedano al bar o per strada a parlare con tizio e non con caio, significa che sei un “tiziano”, non nel senso del pittore, simpatica la similitudine coniata dal patron Antonini che invece di parlare di tranchidiani, parla di troiani, in fin dei conti Ulisse passò da queste nostre parti.
Ma della manifestazione di piazza prevista per domani scriveremo domani, trovando il giusto posto nella cronaca quotidiana.
E oggi? Cosa c’entrano gli americani, quasi arrivati già in città? Oggi abbiamo la pretesa di dire che questa resta una città sonnacchiosa, silenziosa, nonostante il frastuono di parole che sentiamo da settimane, si dicono tante parole, si fanno tante affermazioni, ma si sente poco su quello che sta accadendo a pochi chilometri da qui, da una parte la guerra in Medio Oriente, dall’altra parte il conflitto in Ucraina. Direte che tutto non è così vicino. Invece è tremendamente vicino.
La notizia di oggi è vero era annunciata ma mancava il “verbo”, la parola, l’attestazione messa nero su bianco. A Birgi arriveranno i piloti, i top gun, i super piloti di aerei da guerra, gli F35, pronti a prepararsi all’entrare in azione. Il nostro aeroporto sarà il gemello di una base che esiste già negli Usa, in Arizona.
L’aeroporto militare dedicato a “Livio Bassi”, è da sempre una della basi più importanti dell’Aeronautica Militare Italiana e dell’alleanza Occidentale, chiamatela Nato o come volete, è prestato e resterà solo prestato dai militari al trasporto aereo civile, altro che potenziamento, aeroporto a cinque stelle e via dicendo. E poi avremo sicuramente l’innalzamento dei servizi di sorveglianza, Trapani diventerà una zona rossa se non proprio così, poco ci mancherà. Avremo la preparazione alle guerre alle porte di casa, magari aumenterà anche il turismo, arriveranno, o torneranno i dollari a rinfrancare qualcuno, ma Trapani diventerà una zona minata.
I segnali c’erano tutti, a cominciare da febbraio scorso quando dal ministero della Difesa arrivò il no alla cessione demaniale di parte dell’area dell’ex aeroporto di Milo per far sorgere lì la cittadella dello sport. Il patron Antonini ritiene che il sogno non si è spezzato, in questo tifiamo con lui, se la cosa ci è consentita fare senza che susciti scandalo o pruriti per qualcuno, un’altra area potrebbe essere individuata, però a Milo qualcosa di militare arriverà, verrà collocato, a un tiro di schioppo, o magari per essere moderni, alla distanza di una mitragliata dalle case di ericini e trapanesi.
A me non piace che su questo ci sia silenzio, quando il baccano dovrebbe esserci e dovrebbe essere intenso, tanto come quello che si fa per l’acqua che manca, per il cimitero sporco, per la città intasata dal traffico, per tutte quelle buone ragioni per le quali reclamiamo una amministrazione del territorio capace a risolvere i problemi.
Scusatemi se vi ho preso tempo, chiedendo la lettura di questo articolo.
Politica
Trapani – Sulla situazione politica a Trapani interviene “Sinistra Futura” con il suo coordinatore Antonio Gandolfo: “Le dimissioni dell’Assessore Barbara, nelle modalità con cui sono state adottate e con le motivazioni addotte, scritte e rappresentate sui social, diventano oggetto di ulteriore scontro personale, che rischia di travolgere la corretta dialettica democratica per lasciare il posto alle inutili e indecenti baruffe teatrali. Dopo aver gestito in seno all’amministrazione numerose ed importanti deleghe, rivestendo il ruolo di candidato sindaco in pectore, sembra che l’ex Assessore non rappresentasse, alla fine, nessuno se non se stesso. Né il suo gruppo consiliare, e neppure le forze politiche di cui si è dichiarato espressione e per le quali è stato candidato alle elezioni Europee, adesso lo sostengono”.
Gandolfo rompe il silenzio che in generale è stato posto di fronte alle iniziative del leader del movimento Futuro, l’imprenditore Antonini: “Di fronte alla sistematica aggressione con denigrazioni e minacce rivolte ai rappresentanti delle istituzioni e a coloro che non sono disponibili a schierarsi a favore dell’onda demolitrice futurista – sostiene Sinistra Futura -, i partiti continuano a tacere e mancare di coraggio in attesa di vedere chi sarà il contendente a prevalere, rendendosi così complici di un imbarbarimento della vita civile cittadina. La Città di Trapani merita una classe politica capace di assumere responsabilità a difesa del territorio, di tutti quei cittadini e quelle cittadine, giovani, lavoratori, esponenti sociali, artigiani e professionisti che vengono continuamente derisi, sbeffeggiati e diffamati dal sedicente moralizzatore e rottamatore delle istituzioni. Chi incarna questo conflitto locale di interessi, concentrando potere economico, sportivo e mediatico, pronto a lanciarlo come modello politico per l’intera regione, deve essere fermato e ricondotto al normale processo democratico, il leale e trasparente confronto tra differenti proposte politiche e culturali per candidarsi al futuro ruolo di amministratore. Adesso però non è sufficiente denunciare il clima alterato che si vive in città. Occorre infatti continuare ad amministrarla, sulla base del consenso della maggioranza consiliare, per dare risposta e soluzione a i gravi problemi quali l’acqua, il decoro urbano, la mobilità che penalizzano i cittadini e che, manipolati per essere strumento di lotta, concorrono alla stessa delegittimazione delle Istituzioni”.
Una via di uscita? “Nella prospettiva del necessario cambiamento a conclusione del presente mandato, è indispensabile che le forze democratiche, sociali e culturali, indisponibili a essere fagocitate nello scontro in atto, si uniscano per dare voce e forma a un progetto nuovo e diverso per questo territorio”.
Calcio
Trapani – La Corte Federale d’Appello non torna indietro, il Trapani calcio ripartirà da meno 8 in classifica nella prossima imminente stagione sportiva. Gli 8 punti di penalizzazione erano stati inflitti in primo grado per la vicenda dei crediti d’imposta.
La società sportiva granata aveva presentato appello, pensando di poter ottenere una riduzione della penalizzazione, ma i giudici d’Appello hanno confermato la sentenza di primo grado, per cui il Trapani comincerà il prossimo campionato di serie C con una penalizzazione di 8 punti.
Il ricorso al Coni è stato annunciato dallo stesso presidente Antonini attraverso i propri canali social: “Come immaginavamo, confermata la sentenza di primo grado di meno 8 punti. Ora andremo al Collegio del Coni dove siamo molto fiduciosi di vedere cambiata la sentenza totalmente. Ho letto gia i soliti su Facebook anche trapanesi lasciarsi andare a commenti catastrofici. Mi fanno una tenerezza tremenda. Come se poi anche 8 punti sarebbero chissà quale dramma da recuperare. Avellino ha vinto il campionato con 8 punti di vantaggio nonostante un girone di andata catastrofico. Calma e sangue freddo”.
Calcio
Trapani -Le riflessioni del patron del Trapani Calcio Valerio Antonini dopo Juve Trapani in attesa dei nuovi arrivi annunciati.
“La squadra ha dato tutto, peccato quel rigore generosissimo e quel gol a porta vuota sbagliato da Gennaro; Tante cose buone dai giovani sopratutto, ma la squadra non ha mollato mai , anche dopo l’espulsione ridicola di Celiento; Dobbiamo recuperare al meglio elementi come Saber, Liotti, Mule, Piovanello; Inserire gli ultimi acquisti che mancano e cercare di più il gioco in attacco; Ne parlerò ad Eziolino perché liberi di più gli uomini dalla trequarti in avanti;
Ora bisogna vincere ad ogni costo le prossime due per arrivare a Rimini pronti;
Ai catastrofisti che sentiamo in giro dico statevene a casa, non ci serve questo tifo; Abbiamo bisogno di altro ora; La squadra deve sentire l’appoggio , manca tantissimo, siamo in zona playoff e semifinale coppa; dobbiamo serrare i ranghi ed evitare allarmismi alimentati da quei soliti bastardi che oramai conosco a memoria; Forza Trapani.”
(X – 26 gennaio 2025 alle 22:56)
E’ stato lo stesso presidente Antonini a fornire l’identikit di uno dei due nuovi attaccanti. Si tratta di Abel Stensrud, punta centrale di nazionalità norvegese e attualmente in forza al TOP Oss, formazione della Serie B olandese. All’attivo 5 gol in stagione. Il giocatore arriverà domani a Trapani.
Da vedere come finisce per Easton Ongaro del Novara e Mario Ravasio del Cittadella, mentre si attende la risposta attesa di Mario Balotelli. Oggi invece sarà il giorno di Titas Krapikas dal Messina e salutano Trapani, Seculin – destinazione Modena in Serie B – e Zuppel passato con la formula del prestito secco al Latina. In difesa Giuseppe Pellacani del Pescara.
Notizia in aggiornamento
Calcio
Trapani – Ancora il patron del Trapani calcio, Valerio Antonini sul suo canale X anticipa le ultime mosse di mercato del club granata.
“Dall’Olanda sta arrivando primo dei due attaccanti; Giovane, 2002, giocatore che seguiamo da settimane, convinti sia un grande prospetto. A breve contiamo di chiudere gli accordi.Poi entro la chiusura del mercato arriverà un terzo attaccante ( visto che abbiamo già Anatriello su cui puntiamo in maniera fortissima ). E chiuderemo con 1-2 ritocchi anche dietro; La squadra dovrà essere pronta per 4-5 mesi di fuoco; Io non lascio, raddoppio”.
Intanto filtrano altre che rimangono solo indiscrezioni sempre relative al mercato granata, si parla infatti di Easton Ongaro del Novara, Silvio Merkaj del Sudtirol e quello delle ultime ore che porta a sorpresa a Pietro Cianci della Ternana 20 presenze e 9 reti in questa stagione.
Il presidente si riferirà a qualcuno di questi? Vedremo.
Calcio
Trapani – L’unica nota da segnalare al Provinciale sono i fischi dei tifosi con i quali hanno salutato i dieci granata rimasti in campo a fine partita. Contro il Crotone nulla da fare per il Trapani di Capuano. Un muro a difesa e un attacco micidiale ha praticamente mandato in frantumi i sogni di gloria di un Trapani a tratti confusionario e privo di ritmo. Capuano ne avrà da dire ai suoi ragazzi.
Basti pensare che le tre reti degli ospiti sono arrivati tutte nella prima frazione di gioco a distanza di pochi minuti l’una dall’altra. Reti: 26’pt Giron (C), 31’pt Tumminello (C), 39’pt Gomez (C). Per il resto la partita si commenta da sola con il Trapani che nella ripresa finiti i cambi è rimasta pure in dieci quando l’appena entrato Zuppel si è infortunato ed è finito negli spogliatoi. Squadra a tratti confusionaria, priva di coordinamento, che non ha saputo finalizzare le azioni che è riuscita nonostante tutto a creare.
Il Crotone invece è apparsa davvero una squadra ben organizzata in campo, con una idea di gioco espressa dall’inizio alla fine. Hanno saputo mantenere alto sempre il ritmo del gioco e alla fine per loro una vittoria meritata.
Le azioni da gol degli ospiti. Al 26 Crotone in vantaggio con la rete di Giron da fuori area. Al 32′ arriva il raddoppio degli ospiti con Marco Tumminello su azione nata dalla palla persa da Hraiech, infine al 39′ Gol di Guido Gomez! Contropiede perfetto Gomez infila in rete, nulla può Ujkaj.
Ammoniti: Carriero (T), Hraiech(T), Giron (C), Cargnelutti (C)
In silenzio stampa dopo il Ko. Su X , il patron Valerio Antonini ha commentato il risultato. Il presidente, rispondendo in una conversazione nata a tema Lazio – squadra della quale non ha mai nascosto di essere tifoso – ha risposto a chi gli chiedeva conto del risultato: “A parte tutto non perdiamo certo per qualche gufata ma perché siamo più scarsi del Crotone e basta”. Il Trapani, inoltre, ha disattivato i commenti ai propri post su social. Anche su questo argomento è intervenuto, sempre su X, lo stesso presidente Antonini: “Non accetto quelli ignoranti e che scrivono cose magari spinti da qualcuno. Andassero a perdere il tempo da un’altra parte. A quelli che meritano un confronto rispondo tranquillamente”.