Trapani – di Rino Giacalone – La penultima tappa del processo per la violenza sessuale di gruppo che avrebbe subito a Trapani una turista finalndese nell’estate del 2022, mentre si trovava in città con altre sue tre coetanee e connazionali, si è completata ieri dinanzi al Tribunale, presidente giudice Messina, a latere Nodari e Badalucco. Quattro imputati, tra questi il noto campione olimpico delle Fiamme Oro Nino Pizzolato, bronxo a Tokyo e Parigi, con lui tre suoi amici, Davide Lupo, Claudio Tutino e Stefano Mongiovì, tutti agrigentini. Per loro la pubblica accusa, pm Giulia Sbocchia, ha chiesto una condanna per ciaascuno a 10 anni. A luglio la sentenza .
Ieri le ultime arringhe quelle degli avvocati Donatella Buscaino e DStefano Mazziotta. Assieme difendono Lupo, Mazziotta anche Mongiovì. L’avvocato Buscaino ha contestato la definizione che degli imputati è stata data dalla pubblica accusa che li ha definiti “quattro ragazzi bramosi di sesso”, accusati di “avere pianificato quella violenza”. “Infliggire una condanna a 10 anni è come commettere un omicidio, non vi chiedo clemenza ma vi chiedo giustizia” ha sostenuto la difensore di Lupo.
Mentre l’avvocato Mazziotta ha accompagnato la sua arringa con il far vedere stralci del video estratto dalle video camere del locale dove ragazzi e ragazze hanno trascorso quella serata, per evidenziare l’assenza di qualsiasi sottomissione delle turiste, e infine sostenenendo l’inammissibilità della costituzione di parte civile: “Nessuna delle ragazze parla e capisce l’italiano, come hanno fatto a sottoscrivere una costituzione in una lingua che hanno detto di non comprendere”. Si sono costituite parte civile con l’avvocato Nicola Pellegrino. Per l’avvocato Buscaino il processo non ha fornito prove della violenza, semmai “una serata di divertimento alla quale è stato messo fine non appena la ragazza si è fermata e ha chiesto di essere riaccompagnata nel residence dove soggiornava”.
C’è un altro video, quello realizzato dentro la stanza dall’imputato Lupo. “La ragazza dal video mostra una partecipazione attiva, si ferma quando si accorge di esseee ripresa”. La ragazza quando è stata sentita ha detto di “essere stata consenziente per timore”, ma le scene non mostrano nulla di violento, “non fatevi impressionare da quella scena di sesso di gruppo, non fatevi trascinare nel pregiudizio, l’amore di gruppo è cosa solita dei giovani”.
Per l’avvocato Buscaino è fondamentale la testimonianza del medico che vsitò la ragazza al pronto soccorso, dove fu condotta dai carabinieri: “il medico ci ha detto dell’assenza di segni di violenza e dell’assoluta serenità della ragazza, cosa insolita per una donna vittima di violenza…la parte civile non ci ha portato una sola prova”. “L’ipotesi dell’accusa – hanno sostenuto i due legali – non può dirsi verificata al di là di ogni ragionevole dubbio”.