Cronaca
Trapani – Un momento di preghiera interreligiosa quella che si è svolta stamane, per commemorare i migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo centrale per il ciclone Harry o dei quali non si hanno notizie.
Sono stati letti anche messaggi del vescovi di Trapani Pietro Maria Fragnelli e dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. Per commemorare le vittime la barca del soccorso civile Safira, in servizio con Mediterranea Saving Humans, è salpata ed ha percorso un tratto di mare.
“Mediterranea” e “Refugees in Libya” sono in contatto con i familiari e amici di molte vittime. “Chiedono di non dimenticare i loro cari dispersi in mare, di pregare, di restituire loro dignità, di far risuonare il loro grido”, spiega la ong Mediterranea Saving Humans.
Al mare sono stati affidati dei fiori, per accarezzare con dolcezza chi vi giace, per accogliere con compassione e rispetto chi arriverà sulle nostre coste senza più vita. “Per chiedere a Dio, e al mare, di perdonarci per questo abominio – dicono don Mattia Ferrari e Luca Casarini, rispettivamente cappellano e capomissione di Mediterranea. “Con questo gesto vogliamo anche dire ai familiari delle persone che sono morte e disperse che siamo con loro. Saremo in comunione anche con le chiese e i movimenti popolari che negli Usa stanno facendo tanto per essere accanto alle persone migranti che stanno subendo violenze. Invitiamo tutte le comunità del Mediterraneo a unirsi alla nostra preghiera, ciascuno nella propria religione”.
“Sono sinceramente dispiaciuto di non poter prendere il largo con voi ad accarezzare le martoriate acque del Mare Nostro ancora scosse e scandalizzate dall’ennesima strage – non è una tragedia! – consumatasi nel più assoluto silenzio gridato da precise scelte politiche – di ieri e di oggi -, colpevolmente dimentiche dei diritti inalienabili dell’essere umano, in violazione del diritto internazionale e delle convenzioni sul soccorso”.
Lo scrive in una lettera l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice alla ong Mediterranea Saving Humans.
“Il vostro oggi, a seguito dei naufragi avvenuti nel Canale di Sicilia durante e dopo il ciclone Harry, che hanno causato circa mille dispersi, – aggiunge – è un segno forte e prezioso, un richiamo chiaro a sconvolgere il silenzio e a svegliare il sonno degli occhi di noi tutti, narcotizzati da scelte politiche che pianificano l’oblio di quanti continuano ad attraversare il mare in cerca di vita, di libertà, di pace, forti del diritto di ogni uomo e di ogni donna alla mobilità”. Queste vittime sono l’ennesimo frutto delle scelte disumane dell’Europa e dell’Italia capaci solamente di legiferare contenimento e abbandono e di colpevolizzare come criminali quanti prendono il largo”. “Di fronte a tutto questo siamo chiamati a reagire, non come esponenti di un partito o tifosi di una squadra, ma come donne e uomini che vogliono rimanere fedeli al senso dell’umano”, conclude.