Trapani – di Rino Giacalone – La procura ha sei mesi per chiudere il nuovo capitolo d’indagine che riguarda l’ex assessore ai lavori pubblici del capoluogo e adesso deputato regionale Pd, avvocato Dario Safina, e il manager City Green Light, Christian Valerio, sotto inchiesta per corruzione e turbativa d’asta. Lo stabilisce l’ordinanza del gip, giudice Samuele Corso, che ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla stessa procura.
Safina e Valerio nel gennaio 2024 furono oggetto di una misura cautelare per un’inchiesta dei carabinieri sull’appalto (2022) dell’illuminazione pubblica. Il gip nell’ indicare i due temi di approfondimento, esclude l’esistenza dell’aspetto più rilevante dell’indagine, cioè quello legato ad un presunto patto di corruttela. Non c’è stata corruzione, come ha sostenuto la stessa procura. Gli interrogativi posti dal gip sono relativi all’eventuale turbativa d’asta e sul presunto danno erariale.
Uno riguarda la necessità di acquisire un parere dell’Anac, l’autorità anticorruzione, integrativo rispetto a quelli già resi durante la fase istruttoria: per il giudice c’è da stabilire se è un project financing il bando oggetto di indagine. La procura durante le indagini aveva acquisito due relazioni dall’Anac, anche dopo una memoria presentata dai difensori dell’imprenditore Valerio. Nel corso della camera di consiglio svolta dal gip all’indomani della richiesta di archiviazizone, gli stessi difensori erano tornati a presentare una nuova memoria.
Altro quesito posto dal gip, sapere dalla procura della Corte dei Conti l’esito del procedimento avviato a seguito della trasmissione degli stessi atti di indagine fatta nel luglio 2024 dal pm. “Speravo nella conclusione dell’indagine – dice l’on. Safina – ma oggi resto fiducioso nel sicuro riconoscimento della mia estranietà ai fatti contestati”.