Cronaca
Trapani – Sono 581 le pagine che i periti incaricati dal gip Massimo Corleo, hanno depositato nell’ambito dell’incidente probatorio relativo allo scandalo dei tre mila referti istologici rimasti non trattati. L’inchiesta vede 19 indagati tra medici, infermieri e tecnici dell’Asp di Trapani. Sono invece otto le parti offese, si tratta di pazienti più Asp e Assessorato Regionale alla Salute.
Gli esperti hanno ricostruito i passaggi da fine 2023, uando ancora non pubblicamente, ma certamente all’interno dell’Asp di Trapani erano venuti fuori i ritardi, causa poi di decessi, come quello della professoressa mazarese Maria Cristina Gallo e di altri avvenuti in provincia di Trapani.
Centinaia le pagine, lettere, verbali, relazioni, acquisite dai periti dov’ è emerso, a parte le presunte responsabilità degli indagati, che in Sicilia non c’era azienda sanitaria che non sapesse dell’emergeza vissuta dall’Asp di Trapani.
Chiamata in causa la direzione strategica, all’epoca diretta da Salvatre Iacolino, ma anche il commissario ed il direttore generale del’Asp di Trapani, Vincenzo Spera e Ferdinando Croce. Per i periti è impossibile che Spera non abbia riferito e che Croce non sapesse nulla.
Uno scandalo che potrebbe non essere attribuibile al solo personale medico ospedaliero. Ieri l’udienza è servita solo a prendere atto del deposito della perizia, riprenIri derà i primi di maggio.