• Acqua a Trapani e a Erice: l’emergenza non può più attendere
    Ciminnisi (M5S): «Se i Comuni non sono in grado di fronteggiare l’emergenza, intervenga la Regione»
    Laura Spanò23 Agosto 2026 -
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  • autobotte acqua

    Trapani – «Se i mezzi ordinari dei Comuni non sono sufficienti, la Regione metta in campo tutte le strutture e gli strumenti disponibili, coinvolgendo, se necessario, anche la Protezione civile regionale. Non è più tempo di attendere: serve una risposta reale all’emergenza che stanno vivendo Trapani e, in misura minore, Erice».

    Il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi torna a sollecitare un intervento immediato della Regione Siciliana sull’emergenza legata alla contaminazione dell’acqua che da tempo interessa il territorio trapanese.

    «Da giorni, e in alcuni casi da mesi – continua Ciminnisi –, ci sono famiglie a Trapani e a Erice che hanno la certezza di non poter utilizzare l’acqua che arriva dai rubinetti di casa. Ad Erice il problema dell’acqua torbida si trascina da tempo, senza che sia stata ancora chiarita con certezza l’origine del fenomeno. A Trapani continuano a riproporsi criticità sulla rete e sulla qualità dell’acqua erogata in un’intera porzione di città».

    «Il servizio sostitutivo – dichiara Ciminnisi – non riesce a soddisfare tutte le legittime richieste di trapanesi, che non stanno chiedendo un privilegio, ma semplicemente ciò che dovrebbe essere garantito a tutti: l’acqua».

    Ciminnisi sottolinea come l’individuazione del nuovo gestore idrico rappresenti un passaggio dal quale ci si augura possano finalmente arrivare risposte strutturali ai problemi che il territorio vive da troppo tempo. «Ma nel frattempo – conclude la deputata M5S – l’emergenza, va governata, non semplicemente subita. Non è accettabile che nel 2026 una famiglia debba ancora chiedersi come procurarsi l’acqua potabile per le proprie necessità quotidiane. Che facciamo, lasciamo che cittadini rimedino da soli all’emergenza continuando ad acquistare l’acqua dai privati? La Regione deve assumersi la responsabilità di intervenire sostituendosi quando necessario, ai comuni se questi non sono nelle condizioni di assicurare ai cittadini un bene primario ed essenziale come l’acqua».

    Sulla vicenda acqua inquinata interviene anche l’Associazione Codici

    Acqua Trapani – Amministrazione non riesce a far fronte all’inquinamento

    Il problema va avanti dai primi di Luglio anche se l’Ordinanza sindacale n. 47/2026  di divieto di consumo di acqua risale al 24 Luglio scorso. Diverse strade sono interessate dal problema e la soluzione emergenziale del servizio sostitutivo autobotti comunali, non riesce a coprire la richiesta delle famiglie e di chi vorrebbe alleviare i disagi degli ospiti che hanno scelto di passare qualche giorno di vacanza a Trapani.  A questo si aggiunga che il bilancio del Comune di Trapani non è stato ancora approvato, che nelle fatture non vengono nemmeno riconosciuti i bonus idrici per chi ne avrebbe diritto, e si comprende bene come la gestione del sistema idrico in questa città sia ormai fuori controllo.Certo, auspicando che tutto si risolva quanto prima, “ogni questione riguardante il risarcimento danni sarà discussa e affrontata in un secondo momento”, come ha fatto sapere l’Amministrazione comunale di Trapani riscontrando una diffida firmata da un cittadino esasperato assistito dal sottoscritto Avvocato..
    Una gestione unica per tutta la provincia, con unico gestore e con nuove tariffe e tutele da riconoscere in un nuovo Regolamento idrico collegato ad una nuova Carta dei Servizi, ormai datata e anacronistica e con nuovi contratti di fornitura, sarebbero l’unica soluzione ad una gestione molto discutibile del sistema idrico integrato e del sistema di fatturazione.L’ATI idrico della Provincia di Trapani ha delegato Invitalia a procedere con  la gara.
    Per Trapani ma anche per tutti i Comuni ex EAS (Erice, Buseto Palizzolo, Custonaci, Paceco, Favignana, San Vito Lo Capo ecc…) il nuovo Gestore idrico sarebbe (forse) l’unica soluzione a tutte le anomalie, disservizi e inefficienze che i cittadini del territorio lamentano ormai da tempo agli Amministratori locali.Nel frattempo non ci resta che affrontare le emergenze, e prestare tutele nelle competenti sedi giudiziarie.

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