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    Palermo ricorda il Generale Dalla Chiesa, la moglie e l’agente Russo, 44 anni fa la strage di via Carini
    Redazione3 Settembre 2026 - Cronaca
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    Palermo – E’ ancora vivo  il ricordo di quel 3 settembre 1982 e di quella strage che uccise l’allora prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo. Alla cerimonia sarà presente il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in rappresentanza del Governo. La città si ferma per ricordare una delle pagine più drammatiche della sua storia.

    Nel luogo della strage saranno deposte le corone d’allora, poi la commemorazione si sposterà nella Cattedrale di Palermo, dove sarà celebrata la Santa Messa officiata dall’arcivescovo Corrado Lorefice. A seguire, in via Vittorio Emanuele, davanti al cippo dedicato al generale Dalla Chiesa, si terrà un ulteriore momento di memoria promosso dal Comando Legione Carabinieri Sicilia. A deporre un omaggio floreale saranno alcuni giovani palermitani, in un gesto simbolico affidato alle nuove generazioni.

    Cisl “commemorare il Prefetto Dalla Chiesa, vuol dire ricordare che la lotta contro ogni forma di criminalità organizzata e compromesso mafioso

    “Ricordare il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa vuol dire rinnovare l’impegno per la legalità, il coraggio di difendere i valori e il senso dello Stato, significa commemorare chi credeva che, stando insieme, sindacati, società civile, mondo del lavoro, la scuola, le istituzioni, possono contrastare la diffusione dell’illegalità. Serve a ricordare che la lotta contro ogni forma di criminalità organizzata e compromesso mafioso, deve restare una priorità costante per le istituzioni, la società civile e per le forze sociali”. Lo afferma la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami in vista dell’anniversario della strage di via Carini, in cui persero la vita il Prefetto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, che ricorre domani 3 settembre. “Il Prefetto sapeva che è necessario contare sui giovani per costruire una società civile che si oppone con forza ai metodi mafiosi, che costruisce il futuro sulla legalità, sul lavoro, sulla solidarietà ed equità sociale. Dalla Chiesa resta un esempio di grande Uomo dello Stato, convinto che contro Cosa nostra non possono bastare, seppur fondamentali la repressione messa in campo dalle forze dell’ordine, l’azione della magistratura, l’attacco ai canali finanziari malavitosi, ma serve anche costruire una coscienza collettiva basata sulla diffusione della cultura anti mafiosa. E dato che senza memoria non può esserci cultura, è fondamentale rinnovare il ricordo di chi ha sacrificato tutto per il bene della nostra terra” conclude Badami.

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