Cronaca
Aquila – La Procura della Repubblica dell’Aquila vuole fare piena luce sulla morte di Aurora Valenti di 22 anni, deceduta all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, a seguito delle ferite riportate nella caduta dalla finestra del suo alloggio della Scuola ispettori della Guardia di Finanza di Coppito.
Sulla tragedia è stata aperta un’inchiesta coordinata dal Pm Mariarosa Bove. Al momento gli investigatori mantengono il massimo riserbo e nessuna ipotesi viene esclusa. Disposta anche l’autopsia, per fugare ogni dubbio mentre gli inquirenti stanno ricostruendo gli ultimi momenti della giovane, analizzando ogni elemento utile per chiarire l’esatta dinamica dei fatti. Le indagini sono state affidate alla Polizia di Stato. Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze di amici, compagni di corso e commilitoni per chiarire la dinamica dell’accaduto. Nessuna ipotesi viene esclusa.
Nel frattempo mamma Piera, papà Vincenzo e la sorella Ornella, hanno raggiunto L’Aquila, stretti nel dolore per una perdita che ha lasciato senza parole un’intera comunità. Chi conosceva Aurora racconta che il suo unico sogno stava diventando realtà: servire lo Stato indossando la divisa della Guardia di Finanza. Una giovane determinata, pronta a costruire il proprio futuro in uniforme dunque.
Da circa un anno frequentava la Scuola ispettori e, nei giorni scorsi, aveva preso parte alla tradizionale cerimonia di consegna delle Fiamme, momento che segna il passaggio allo status di allievo maresciallo della Guardia di Finanza.
Sulla tragedia sono intervenute anche le organizzazioni sindacali della Guardia di Finanza. Il SIAF, attraverso il segretario generale nazionale Eliseo Taverna, ha espresso cordoglio per la morte della giovane allieva, sottolineando come sarà la magistratura a chiarire la dinamica dell’accaduto e a stabilire se si sia trattato di un incidente o di un gesto volontario. “Apprendere dell’ennesima giovane vita scomparsa tragicamente, peraltro all’inizio del proprio percorso professionale, ci lascia ancora una volta basiti e ci fa porre interrogativi profondi“, ha dichiarato Taverna, richiamando l’attenzione sul tema del disagio psicologico e sulla necessità di rafforzare gli strumenti di supporto per il personale in uniforme e per gli allievi durante i percorsi di formazione.
Anche l’USIF ha espresso vicinanza alla famiglia di Aurora e all’intero Corpo della Guardia di Finanza, chiedendo che venga fatta piena luce sulla vicenda. Il sindacato ha invitato a evitare ricostruzioni premature, rimettendo ogni accertamento all’Autorità giudiziaria. “Questo non è il tempo delle polemiche. È il tempo della responsabilità, dell’ascolto e del coraggio“, ha affermato USIF, auspicando una riflessione sul modello formativo delle scuole della Guardia di Finanza e sugli strumenti di prevenzione del disagio.
La reazione Ilaria Cucchi
“Numerose segnalazioni per fatti molto gravi”, “vessazioni fisiche e psicologiche” nei confronti degli allievi. È quanto denuncia Ilaria Cucchi in un lungo post su Facebook parlando della morte della 22enne precipitata ieri dalla finestra del suo appartamento nella scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito, frazione dell’Aquila. “Il primo aprile del 2025 – scrive – ho presentato la prima interrogazione, dopo aver ricevuto le prime segnalazioni dal Sindacato Finanzieri Democratici. Mi segnalavano vessazioni fisiche e psicologiche, privazione del sonno, docce fredde, un solo bicchiere d’acqua al giorno e l’impossibilità di curare l’igiene personale in modi e tempi umanamente civili. Nelle settimane precedenti era avvenuto anche un tentativo di suicidio, e prima ancora una denuncia per violenza sessuale su un’allieva”. “Un’altra allieva – continua – denunciava ‘regole da campo di concentramento’, il divieto di guardarsi negli occhi tra compagni, il dover marciare con il ciclo senza la possibilità di andare in bagno, finché il sangue non le scorreva sugli scarponi. Ho chiesto, allora, se i ministri competenti fossero a conoscenza di queste condizioni e quali verifiche intendessero avviare. Silenzio”. “Un mese e mezzo fa, il 9 giugno, sono tornata a chiedere conto, dopo la segnalazione della punizione di un allievo maresciallo: 250 giorni in un solo anno, durante i quali gli era impedito svolgere attività fisica o attività che tutelassero il suo benessere psicofisico – conclude Cucchi -. Ho chiesto anche i dati ufficiali su sanzioni e abbandoni degli ultimi dieci anni, e se il Governo intendesse rivedere quel modello alla luce della dignità della persona sancita dalla Costituzione. Nessuna delle mie domande ha avuto risposta. Oggi una famiglia piange una figlia di 22 anni che non c’è più, e che forse si sarebbe potuta salvare se le segnalazioni fatte avessero avuto seguito e non ci fosse stata totale indifferenza. Pretendiamo di sapere cosa succede dentro quella scuola e lo pretendiamo in tempi rapidi”.