Cronaca
Aggiornamento – 15,32 – E’ stato individuato ed arrestato il detenuto che stamane eludendo tutti i controlli era fuggito via dal pronto soccorso del Sant’Antonio Abate di Trapani. Scattato dall’allarme è stato messo su un dispiegamento di forze notevole e alla fine il recluso italiano, è stato individuato e arrestato.
L’evaso non aveva fatto molta strada, da quanto si apprende, aveva fatto poca strada, è stato infatti individuato e fermato nella zona alle spalle dell’obitorio del Sant’Antonio, pare in una villetta al momento disabitata.
Gli uomini della polizia penitenziaria forte della loro esperienza hanno intrapreso due ricerche in parallelo: la prima ha riguardato la possibilità magari di un aiuto esterno e quindi le ricerche hanno interessato una zona più vasta e lontana dall’ospedale, l’altra invece il perimetro esterno della struttura ospedaliera. Alla fine quest’ultima ipotesi è stata premiata e l’uomo è stato individuato in Viale Europa.
Notizia in aggiornamento
Trapani – Evaso un detenuto del carcere Pietro Cerulli. Il detenuto stamane era stato condotto al pronto soccorso per accertamenti urgenti. Pare che appena giunto nell’area del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Antonio Abate però una volta aperto il portello del mezzo sul quale viaggiava, è riuscito ad eludere i controlli a cui era sottoposto dileguandosi e facendo perdere le tracce tra le strade limitrofe all’area di emergenza.
Scattato l’allarme da stamane numerose pattuglie della polizia penitenziaria sono alla ricerca del recluso. Al momento sono stati fatti rientrare tutti gli agenti che erano a riposo e altri ne stanno arrivando da Palermo. Nelle ricerche coinvolte altre forze di polizia.
Ferma presa di posizione del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria dopo l’evasione avvenuta questa mattina nei pressi dell’ospedale di Trapani, dove un detenuto era stato accompagnato dopo aver dichiarato di avere ingerito una lametta. «Tutto lascia pensare ad una simulazione di malessere finalizzata ad ottenere il trasferimento fuori dal carcere», denuncia il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece. «Sono in corso gli accertamenti del caso, ma l’episodio appare emblematico dei rischi derivanti dai cosiddetti ricoveri a vista e dalle frequenti traduzioni di detenuti presso strutture sanitarie esterne». L’uomo è tuttora in fuga ma le Forze di Polizia hanno attivato tutti i dispositivi di sicurezza connessi.
Il SAPPE evidenzia tuttavia come l’episodio riproponga con forza il tema delle gravissime difficoltà operative che la Polizia Penitenziaria affronta quotidianamente negli istituti italiani. «Continua infatti il ricorso sistematico a visite mediche, ricoveri e accertamenti sanitari presso ospedali e strutture esterne al carcere, con il conseguente massiccio impiego di personale di scorta. Personale che viene sottratto ai servizi ordinari degli istituti, già alle prese con organici insufficienti, carichi di lavoro insostenibili e una situazione detentiva sempre più complessa».
Per il SAPPE la vicenda conferma la necessità di una profonda riflessione sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria ai detenuti. «Ribadiamo una posizione che sosteniamo da anni: è stato un errore abolire la sanità penitenziaria e delegare integralmente la gestione sanitaria alle Aziende Sanitarie Locali. Occorrono soluzioni nuove che garantiscano contemporaneamente il diritto alla salute dei detenuti e adeguati livelli di sicurezza, evitando di sottrarre ogni giorno preziose risorse operative al sistema penitenziario».