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    Peppino Di Capri e il suo legame con la Sicilia e Trapani
    Laura Spanò11 Luglio 2026 - Spettacolo
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    Trapani – Oggi ci ha lasciato lo chansonnier italiano per eccellenza: Peppino Di Capri. L’artista non era siciliano, ma la Sicilia compare nella sua storia in due momenti particolarmente evocativi. E in particolarecompare la provincia di Trapani.

    Prima come grande palcoscenico, nella notte in cui Selinunte si riempì di musica e luci era il 31 agosto del 1977, la manifestazione era “Discomare”, davanti al Tempio E, tra colonne millenarie e luci televisive,  Peppino di Capri  canta Piccerè. Quella notte di Selinunte è uno dei legami più suggestivi tra il cantante e l’Isola. Peppino Di Capri è già un artista affermato.

    Poi 50 anni dopo come luogo da cui è arrivato il giovanissimo talento chiamato a prestare volto e mani alla sua infanzia Alessandro Gervasi sei anni di Buseto Palizzolo. Dotato di un talento fuori dal comune e di un orecchio assoluto, scelto per interpretare Peppino Di Capri bambino, nel film televisivo “Champagne” trasmesso su Rai 1. Il ragazzino di Buseto era stato ospite nella seconda serata del Festival di Sanremo dove aveva eseguito Champagne, la canzone più famosa dell’artista. Una immagine semplice quellla rimandata dallo schermo quella sera ma capace di unire idealmente due infanzie lontane: quella di Giuseppe Faiella, che da piccolissimo suonava per i soldati americani a Capri, e quella di Alessandro, partito da Buseto Palizzolo per arrivare sul palco più famoso della musica italiana. L’artista aveva incontrato il bambino alcuni mesi dopo. L’incontro assume oggi un significato ancora più forte rappresenta quasi un passaggio simbolico tra generazioni: da un pianoforte suonato nella Capri degli anni Quaranta a uno suonato da un bambino siciliano nel presente.

    Nel dicembre 2025 i due si sono incontrati personalmente. Peppino Di Capri ricevette Alessandro Gervasi nella sua casa napoletana, in occasione delle iniziative collegate a Capri Hollywood. Il piccolo pianista, che nel frattempo aveva compiuto sette anni, poté così conoscere l’uomo di cui aveva interpretato i primi passi nella musica.

    L’incontro assume oggi un significato ancora più forte. Non soltanto quello tra un grande artista e il bambino scelto per rappresentarlo, ma quasi un passaggio simbolico tra generazioni: da un pianoforte suonato nella Capri degli anni Quaranta a uno suonato da un bambino siciliano nel presente.

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