Trapani – “Alfonso Tumbarello ha consapevolmente posto in essere una condotta funzionale a garantire l’accesso del latitante Matteo Messina Denaro alle cure sanitarie sotto falsa identità…concorrendo, in modo non certo occasionale ma continuativo e ripetuto per ben due anni, alla cura in tutta sicurezza di Messina Denaro, permettendogli di fatto di continuare a sottrarsi alle ricerche e restare al vertice di Cosa Nostra trapanese”. I giudici della sezione penale del Tribunale – presidente Vito Marcello Saladino, a latere Maniscalchi e Alagna – hanno depositato le motivazioni della condanna a 15 anni del medico Alfonso Tumbarello, il medico di fiducia dell’allora latitante Matteo Messina Denaro che con l’alias del geometra Andrea Bonafede, è riuscito a curarsi il tumore al colon che lo avrebbe portato ala morte nel settembre 2023.
Tumbarello è stato condannato a dicembre scorso per concorso esterno in associazione mafiosa e falso.
Le motivazioni ricostruiscono l’iter medico seguito da Alfonso Tumbarello nei confronti di Messina Denaro. Un medico – scrivono i giudici – che faceva anche visite ambulatoriali per un herpes ma che non ha mai visitato quell’Andrea Bonafede che aveva prestato la sua identità al latitante, e che dalle cartelle sanitarie risultava essere stato sottoposto a interventi chirurgici invasivi.
Il Tribunale esclude l’ipotesi che il medico sia stato raggirato dalla rete di protezione del boss, ma dinanzi a condotte idonee a sollevare dubbi, è rimasto impassibile, “mai una richiesta di chiarimenti avveniva semmai il contrario Bonafede informava il medico degli interventi e cure che via via subiva”. Tumbarello in questo modo era tenuto al corrente dello stato di salute di Messina Denaro.
Un medico che si limitava a preparare i documenti richiesti per consegnarli all’altro Andrea Bonafede operaio, senza preoccuparsi del perché non veniva il vero intestatario a ritirare le ricette.
Nelle motivazioni i giudici fanno riferimento al rapporto con l’ex sindaco di Castelvetrano Tonino Vaccarino.
Altra circostanza… mentre scriveva le prescrizioni per il tumore, rilasciava sempre al geometra Bonafede i certificati per praticare attività sportiva.
Un comportamento che per i giudici è la prova della piena consapevolezza di Tumbarello circa il vero destinatario delle cure oncologiche. La ragione per i giudici è semplice, di quella messa in scena lui era protagonista consapevole.