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    A Palazzo Cavarretta c’è guerra politica, il consesso civico sta via via rischiando di perdere l’attributo di massimo
    L'ultima seduta consiliare ha visto un paio di ore di violenti alterchi, tra i consiglieri degli opposti fronti, meno di cinque minuti poi per approvare due atti deliberativi
    Rino Giacalone31 Maggio 2026 - Politica
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    Trapani – di Rino Giacalone – A Palazzo Cavarretta c’è guerra politica, il consesso civico sta via via rischiando di perdere l’attributo di massimo. L’ultima seduta consiliare ha visto un paio di ore di violenti alterchi, tra i consiglieri degli opposti fronti, meno di cinque minuti poi per approvare due atti deliberativi.

    L’origine dello scontro è la procedura di decadenza proposta da un cittadino (certamente politicamente non disinteressato) contro nove consiglieri comunali, colpevoli, a suo dire, di avere disertato senza giustificazione tre sedute consiliari consecutive, due sedute straordinarie e una ordinaria, tra il 22 e il 23 ottobre scorsi. Per l’opposizione considerato che le decadenze toccano otto consiglieri di maggioranza, votarle significa provocare una crisi istituzionale e di governo. Ma lo scioglimento dell’aula non incide sulla Giunta che resterebbe in carica. Sulla decadenza Mazzeo ha dapprima chiesto un parere al segretario generale, per il quale non ci sono ragioni per dichiarare le decadenze; poi si è rivolto alle Autonomie Locali e la risposta è stata rappresentata da un ripasso delle norme ma nella sostanza da Palermo si è detto a Mazzeo che per lui l0unico parere che conta è solo quello del vertice apicale, alias segretario generale. Il presidente qualche giorno addietro ha convocato la conferenza dei capigruppo per decidere sul da farsi, ma aperta la riunione l’ha subito chiusa, causa l’assenza del segretario generale, presenza ritenuta dal presidente indispensabile. Però non si era ricordato di convocare. Panepinto contattato da alcuni consiglieri ha infatti detto di non aver mai ricevuto alcuna convocazione per questa riunione.

    Probabilmente un po’ tutti i consiglieri comunali devono fare un ripasso delle norme. Lo Statuto comunale è chiaro ma non tutti prestano attenzione. Per le sedute dove non ci sono da approvare delibere, come nel caso della seduta straordinaria del 22 ottobre (dedicata al contenzioso tra Antonini e il Comune), non è previsto numero legale, e quindi illogico e fuorviante il rinvio alla seconda convocazione del successivo 23 ottobre. Da qui decadrebbe la sussistenza di tre sedute consecutive, perché tra le straordinarie venne inframmezzata una seduta ordinaria dell’aula. Se invece Mazzeo e l’opposizione restano di parere avverso e tentano di arrivare ad un voto favorevole, per le decadenze, si rischia l’apertura di un contenzioso amministrativo tra i consiglieri. Giratela come volete, il consesso civico oggi è ad un passo dalla paralisi.

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