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    Non fu diffamazione, la Cassazione dà ragione a Tranchida
    La querela dell’imprenditore Agliano: cancellate le condanne di primo e secondo grado
    Rino Giacalone29 Maggio 2026 - Cronaca
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  • Tranchida Giacomo sindaco TrapaniCronaca

    Trapani – di Rino Giacalone – Il ricorso in Cassazione ha dato ragione al sindaco di Trapani Giacomo Tranchida. Difeso dall’avvocato Peppe Rando il primo cittadino del capoluogo si è visto cancellate le condanne di primo e secondo grado – 1500 euro di multa e 3 mila euro di risarcimento alla parte civile – scaturite dalla querela presentata dall’imprenditore Riccardo Agliano. La Cassazione ha annullato senza rinvio, il processo è finito dinanzi alla massima Corte, per i giudici “il fatto non costituisce reato”.

    Un fatto risalente al 2018, quando durante una conferenza stampa, a ridosso dello scandalo “parcheggi” scoppiato ad Erice e dissoltosi come una bolla di sapone, Tranchida diede del “fallito” all’imprenditore Riccardo Agliano, che con la sua denuncia aveva indotto la magistratura ad aprire un fascicolo, finito però in archivio, dopo una misura cautelare che colpì, ingiustamente dissero presto i giudici, la sindaca di Erice Daniela Toscano. Una denuncia che servì anche ad innescare un acerbato dibattito politico e carico di gossip e fake news, come buona abitudine di certi politici locali, a corto di argomenti seri.

    La condanna per diffamazione di Tranchda – la pronuncia di secondo grado è del 2023 – per un periodo ridiede fiato a certuni, pronti a sottolineare di avere in città “un sindaco pregiudicato”. Tranchida aveva reagito in maniera netta: “Non sono un pregiduicato, non è una sentenza definitiva, ho le spalle larghe e nel tempo ho sempre, mantenuto la schiena dritta: il tempo è galantuomo. Le sentenze non si commentano, se non se ne condivide il percorso logico – motivazionale, si impugnano nelle competenti sedi giudiziarie. Nel merito della vicenda, conoscendo bene i fatti ericini (e gli antefatti politici) confermo il mio negativo giudizio sull’imprenditore che si è sentito offeso per averlo definito “fallito”.
    E il percorso giudiziario ha dato ragione al sindaco. Non solo non è un pregiudicato ma nemmeno un condannato, non ha commesso alcun reato nei confronti dell’imprenditore Agliano (nel frattempo finito sotto indagine, con l’applicazione di una misura interdittiva, per una inchiesta sui “superbonus”)

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