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    “BRT” Trapani, 205 insegnanti scrivono al Comune: “Servono tutele”
    Con tale ordinanza ci viene tolto il diritto acquisito ormai da anni di poter parcheggiare nelle vicinanze del posto di servizio
    Redazione6 Maggio 2026 - Attualità
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    Trapani – Duecentocinque insegnanti hanno intervengono pubblicamente nel dibattito sulla nuova mobilità urbana legata al BRT, il Bus Rapid Transit, lo hanno fatto con una lettera indirizzata al sindaco Giacomo Tranchida e agli assessori comunali. Si tratta del personale scolastico di tre istituti del centro storico – la “Bassi Catalano”, il “Rosina Salvo” ed i Liceo “Fardella- Ximenes” – che contesta la sospensione degli abbonamenti agevolati per la sosta e chiede correttivi immediati. Il progetto BRT ormai da settimane sta modificando la viabilità nella zona tra il porto, centro storico e area urbana, con nuovi assetti stradali, soppressione di stalli, corsie dedicate ai bus e una progressiva riduzione della sosta lunga nel cuore della città. Per l’amministrazione si tratta di un cambiamento necessario verso un modello di mobilità più sostenibile. Un cambiamento come prevedibile che sta provocando malumori ovunque.

    La lettera …

    Il personale degli Istituti scolastici siti nel centro storico della città di Trapani, esprime una decisa e formale rimostranza in merito alla recente decisione di sospendere gli abbonamenti agevolati per i posteggi in corso d’anno scolastico, anche alla luce delle condizioni critiche della mobilità per i cantieri in atto nella zona del porto che rallentano notevolmente il passaggio degli autobus (indicati come sostitutivi del mezzo proprio) impedendo di fatto di raggiungere con la necessaria regolarità il luogo di lavoro.

    Tale provvedimento risulta gravemente penalizzante e privo di adeguata considerazione delle reali condizioni in cui il personale scolastico opera quotidianamente. La sua applicazione continuativa comporterà infatti un sensibile e ingiustificato aggravio economico, oltre a rendere concretamente difficoltoso – in molti casi quasi impossibile – raggiungere la sede di servizio con puntualità e continuità, in considerazione, per di più, del notevole numero di alunni e docenti che la mattina dovranno spostarsi verso le proprie sedi di studio e di lavoro. Si fa presente inoltre che molti docenti lavorano su più sedi e hanno necessità di potersi spostare in tempi rapidi anche su Comuni diversi.

    È noto come l’area del centro storico sia caratterizzata da una cronica carenza di parcheggi e da una viabilità complessa. In tale contesto, la soppressione degli abbonamenti non rappresenta una semplice modifica organizzativa, bensì una misura che incide direttamente sulla possibilità stessa di svolgere il proprio lavoro in condizioni sostenibili. Si ricorda che la scuola è un servizio pubblico essenziale e non è accettabile che permangano situazioni privilegiate che consentono solo ad alcuni lavoratori di parcheggiare agevolmente in prossimità delle sedi di servizio. Si richiama pertanto a un principio di equità. Vogliamo anche sottolineare che la Sua amministrazione ha nei giorni scorsi attuato dei provvedimenti in merito al parcheggio che riteniamo altamente discriminanti e che appaiano come evidenti e ingiustificati favoritismi: vedi 28 stalli in Piazza Giacomelli a uso esclusivo del personale del Tribunale; vedi ordinanza che consente rinnovo abbonamenti ad alcune categorie “meritevoli di tutela in quanto connesse all’esercizio di pubbliche funzioni, all’erogazione di servizi essenziali”. Anche il personale scolastico senza dubbio rientra nella stessa categoria e, di conseguenza, ribadiamo il nostro diritto alla tutela per un sereno svolgimento del nostro ruolo pubblico.

    Il BRT e la possibilità di posteggiare nell’area di sosta di Piazzale Ilio possono certamente costituire un servizio utile, ma ne può usufruire prioritariamente chi si reca occasionalmente in centro senza penalizzare chi invece il centro lo vive quotidianamente come luogo di lavoro.

    Con tale ordinanza ci viene tolto il diritto acquisito ormai da anni di poter parcheggiare nelle vicinanze del posto di servizio, usufruendo di abbonamenti a tariffe agevolate. In particolare, tale provvedimento rischia di compromettere non solo l’accessibilità quotidiana agli istituti scolastici presenti nell’area, ma anche la continuità stessa di realtà educative storiche che, nel corso degli anni, hanno formato generazioni di studenti e rappresentano un punto di riferimento fondamentale per la comunità.

    Le difficoltà legate alla mobilità e alla mancanza di adeguate soluzioni di parcheggio potrebbero scoraggiare la frequenza e la partecipazione, con il rischio concreto di un progressivo indebolimento del servizio scolastico. Tale situazione influenzerà sicuramente le famiglie nella scelta dell’Istituto in cui iscrivere i propri figli, danneggiando ancora una volta il personale docente, che sarebbe sottoposto a un forzato trasferimento a causa della contrazione delle cattedre. Tale scenario è particolarmente rischioso, in particolare, per i primi gradi di istruzione (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado). Le scuole che chiudono sono presidi di civiltà che vengono meno. Non possiamo permetterlo. Pur comprendendo le eventuali esigenze amministrative e ambientali alla base della decisione, riteniamo inaccettabile che esse vengano perseguite senza prevedere soluzioni concrete e soprattutto economicamente sostenibili per una categoria che garantisce un servizio pubblico essenziale e continuativo.

    Alla luce di quanto sopra, chiediamo con fermezza all’Amministrazione: • il mantenimento delle aree di sosta dedicate al personale docente in prossimità degli istituti, con possibilità di abbonamento a prezzi agevolati, valutando eventualmente abbonamenti da settembre a giugno, per la durata dell’anno scolastico, e infrasettimanali. • In alternativa l’introduzione di speciali permessi per il personale scolastico; • un confronto diretto con il personale e le famiglie interessate. In assenza di risposte adeguate, ci riserviamo di valutare ulteriori iniziative a tutela dei nostri diritti e delle condizioni di lavoro.

     

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