Attualità
Trapani – di Rino Giacalone – Nessun passo indietro, ferma resistenza contro gli editori italiani che non vogliono procedere nella trattativa per il nuovo contratto di lavoro. Oggi questo sito di informazione non verrà aggiornato, per lo sciopero proclamato dalla Federazione nazionale della Stampa italiana per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro Fieg-Fnsi, scaduto da ormai 10 anni.
La Fnsi chiede dignità per il lavoro giornalistico e garanzie per il futuro dell’informazione: rivendicazioni, che riguardano sia i lavoratori dipendenti sia i colleghi lavoratori autonomi, alle quali gli editori della Fieg continuano a opporre chiusure, avanzando proposte che il sindacato ritiene irricevibili. Una prima giornata di sciopero c’è stata lo scorso 28 novembre, un’altra ci sarà il 16 aprile. Diverse iniziative sono state indette presso diverse piazze italiane.
E’ seria la questione dell’informazione in Italia, e non basta solo, lo riconosciamo, la rivendicazione contrattuale a risolverla. Serve anche altro, serietà nell’informare, non farsi pilotare dai social, l’obbligo più oggi rispetto a ieri è quello di cercare la notizia accedendo alle fonti, in qualsiasi settore, dando voce ai cittadini nella rivendicazione dei diritti, non prestandosi a speculazioni o editori parecchio spregiudicati. Trapani oggi conosce una profonda crisi, e certe ripartenze saranno bene accette allorquando saranno rispettati contratti e dignità dei giornalisti, ma non a parole, ma con atti concreti. C’è poi chi pensa di utilizzare porte girevoli, come accade talvolta nella politica, e di usare la penna per vendette o ripicche. Questo sito cogliamo l’occasione è lontano anni luce da simili comportamenti, cerchiamo ogni giorno a raccontare il territorio, non solo quello ristretto i confini geografici della provincia. Ci proviamo, ogni giorno, ma non oggi. Oggi ci fermiamo. Per avere un contratto di lavoro vigente, e non scaduto da dieci anni, uno sciopero per poter garantire una buona informazione. Non scioperiamo solo per stipendi e collaborazioni correttamente retribuite, ma perché chiediamo che nessuno in questo nostro Paese pensi di mettere mano all’articolo 21 della Costituzione.