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    Marsala, centro sociale devastato
    L'ultima volta la notte di lunedì, distrutto il laboratorio di falegnameria. Un messaggio per far desistere chi lavora con i giovani contro la criminalità
    Rino Giacalone4 Febbraio 2026 - Cronaca
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    Marsala – di Rino Giacalone – A chi dà fastidio il centro sociale di Sappusi? A qualcuno certamente si, se dalla fine di dicembre ad ora ha subito una decina di atti vandalici, l’ultimo nella notte di lunedì, con danni e furti per circa 3 mila euro. La struttura è di proprietà del Comune di Marsala ed è stata concessa in comodato d’uso all’ufficio di servizio sociale per i minorenni del centro per la giustizia minorile di Palermo che coordina le attività. Un lavoro di prossimità agli abitanti del quartiere, una colonia denominata “Sappusilandia”.

    Nella struttura opera un gruppo di volontari

    Da anni in questa struttura, al centro del quartiere popolare, spesso scenario di spaccio di droga e nascondiglio sicuro per spregiudicati clan, opera un gruppo di volontari, attivisti di diverse associazioni, Libera, Archè onlus, Amici del Terzo Mondo, che si sono occupati di coinvolgere soprattutto i giovanissimi, sottraendoli all’emarginazione e ad ogni forma di sfruttamento. Qui si dà aiuto a loro e agli anziani e ai migranti, si fa doposcuola, grazie a donne e uomini che gratuitamente sacrificano il loro tempo libero e le loro risorse economiche per il bene del quartiere e delle bambine e dei bambini e delle ragazze e dei ragazzi. Il centro sociale è il luogo dove i bambini si incontrano e fanno i compiti, i ragazzi dell’area minorile svolgono la loro messa alla prova così come gli adulti dell’ufficio esecuzione penale esterne svolgono le attività nella misura alternativa dell’affidamento al servizio sociale. Con forme di impegno artistico, come la Libera Orchestra Popolare, autodidatti che hanno scelto la musica per uscire dall’anonimato.

    Salvatore Inguì

    “Negli ultimi mesi – racconta Salvatore Inguì che a Trapani è anche il referente provinciale di Libera, che negli anni ha lavorato tantissimo contro le devianze giovanili – abbiamo registrato uno stillicidio di azioni vandaliche e distruttive. Porte e finestre devastate, il contenuto degli estintori svuotato sui pavimenti, ma la notte scorsa hanno anche rubato quello che c’era nel laboratorio di falegnameria, utilizzato dai ragazzi, l’officina di Pinocchio, grazie alla disponibilità di Giampiero, falegname di professione”.

    Un segnale preciso?

    “Da questo laboratorio sono uscite le panchette dedicate alle vittime di femminicidio, alle partigiane di Marsala, a Giulio Regeni, installato in diversi punti di Marsala”. Lo stesso gruppo di volontari ha organizzato una riproposizione dell’antico “teatro dei pupi”, in chiave moderna, anche con un testo che ha messo in luce la barbarie mafiosa targata Messina Denaro. “Non pensiamo ad un collegamento diretto – dice Inguì – pensiamo al tentativo di allontanare dal centro i ragazzi.
    Il centro per adesso, “ma sarà per pochissimo”, è stato costretto a chiudere. “Il vero danno è quello di privare i giovani del quartiere di occasioni di socializzazione ed apprendimento, riprenderemo le attività con l’entusiasmo di sempre e la gioia di sapere di fare comunque una cosa buona per i tanti genitori e per i tanti bambini che ripongono fiducia nelle persone che qui operano. Quanto è successo anche se ci rattrista, ci fa pensare che qualcuno agisca in maniera così superficiale e senza tenere conto del male che viene fatto agli stessi residenti del quartiere, comunque non ci ferma e anzi ci sprona a un sempre maggiore impegno proprio per il bene che vogliamo a questi bambini che stanno crescendo con noi e a queste mamme e papà che continuano a dirci con forza di andare avanti”.

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