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    Trapani: referti istologici in ritardo, l’Asp nomina un consulente esterno
    Si valutano le richieste risarcitorie
    Redazione1 Febbraio 2026 - Cronaca
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    Trapani – L’Asp di Trapani ha conferito un incarico di consulenza a uno specialista in Medicina legale per valutare le dieci richieste risarcitorie legate ai ritardi nella refertazione degli esami istologici che ha portato allo scandalo nel gennaio dello scorso anno. Sono però oltre 3.300 i vetrini non refertati nei tempi previsti e 356 le diagnosi di tumore arrivate in ritardo.

    A firmare la delibera il  commissario straordinario Sabrina Pulvirenti, che ha nominato il medico legale Antonio Guajana come consulente esterno a supporto degli specialisti interni.

    La denuncia e lo scandalo

    Fu la denuncia di Maria Cristina Gallo, insegnante di Mazara del Vallo, che si è spenta il 10 ottobre scorso dopo lunghe sofferenze a far emergere lo scandalo a livello nazionale. Il suo referto arrivò 8 mesi dopo l’intervento chirurgico. Cristina decise di denunciare quanto accaduto, trasformando la sua tragedia personale in una battaglia civile. Il suo racconto raggiunse il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, che il 15 gennaio 2025 presentò la prima interrogazione parlamentare, portando il caso all’attenzione nazionale.

    A marzo 2025 la Regione istituì una task force per smaltire i ritardi accumulati nei laboratori di Anatomia patologica.

    Le ispezioni regionali e ministeriali misero in luce gravi disfunzioni organizzative in Anatomia patologica: mancato monitoraggio dei tempi di attesa, carenza di personale con profili specialistici, assenza di un’effettiva presa in carico della criticità e una diffusa mancanza di assunzione di responsabilità.

    La vicenda giudiziaria

    Dopo la morte della prof Gallo, l’impianto accusatorio sarà integrato con l’ipotesi di omicidio colposo. Proseguono intanto gli accertamenti peritali disposte dal gip Massimo Corleo, affidate a tre esperti chiamati a chiarire l’eventuale nesso di causalità tra i ritardi nei referti, l’aggravarsi delle condizioni dei pazienti e i decessi. L’udienza fissata per il 23 gennaio 2026 è stata rinviata al 17 aprile su richiesta dei periti, ancora impegnati negli accertamenti. Sono diciannove, al momento, gli indagati. I magistrati titolari dell’indagine, sono i pm Sara Morri e Antonella Trainito.

    Gli indagati

    Gli indagati sono i medici Domenico Messina, Laura Miceli, Giancarlo Pompei, Giovanni Spanò, Maria Paola Ternullo, Noemi La Francesca, Luisa Arvigo, Roberto David, i tecnici di laboratorio Paolo Di Nino, Ignazio Mauceri, Antonella Mistretta, Catia Di Bernardo, Aurelia Ievolella, Giorgia Alongi, Maria Cristina Schifano, l’assistente tecnico Giampiero Accardo, gli infermieri Calogero Bellacomo, Marilena Errante Parrino, Rosaria Incandela.

    Le vittime

    La professoressa Gallo è la terza vittima dello scandalo. Prima di lei hanno perso la vita Francesco Coddretto, 87 anni, di Marsala, colpito da un carcinoma squamoso infiltrante, che aveva atteso quasi 10 mesi per l’esito dell’istologico, e Paolo Robino, 74 anni, infermiere di Salemi, morto di infarto, in attesa di sapere di che natura fosse il tumore asportato 4 mesi prima.

     

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