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    Un’aula “inturciunata”, tra onnipotenze e deliri, assente la politica
    Trapani, Palazzo Cavarretta tra rinvii, numero legale assente ed esposti alla Corte dei Conti
    Rino Giacalone19 Ottobre 2025 - Politica
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  • consiglio comunale trapaniPolitica

    Trapani – di Rino Giacalone – Una volta c’erano le scuole di partito, su tutti i fronti. Servivano a preparare chi aveva desiderio di impegnarsi nell’agone politico. Oggi, scomparsi i partiti, e quindi le scuole di partito, ho la sensazione che molti degli attuali consiglieri comunali, e non solo a Trapani, sono cresciuti impasticcati con le serie tv, da House of Cards a Designated Survivor, da Suburra a Qualunquemente. Così per citare le più famose. Dove la politica si trova mischiata ad altro, e dove per il potere … si colpiscono per primi i giornalisti. Dalle fiction alla realtà. O ancora per far scuola, la peggiore, ci sono i social, dove però si predilige raccogliere e spargere insinuazioni, oppure c’è chi cerca di scimmiottare il buon Vittorio Sgarbi, ma riescono spesso ad essere solo la brutta copia del famoso professore, al quale, cogliamo l’occasione, auguriamo di riprendersi presto.

    Una premessa che farà storcere il naso a molti, ma che speriamo possa far rinsavire i tanti che oggi hanno il compito di amministrare la cosa pubblica, cosa che è propria non solo di chi siede in Giunta o in maggioranza ma anche chi fa opposizione.

    La situazione della politica a Trapani

    Non c’è dubbio che oggi a Trapani la situazione politica è complicata, cosa immaginarsi di diverso da una città che un giorno, in un nostro articolo, non abbiamo avuto dubbi a definire “inturciunata”. Tale lo è ogni giorno di più. Lo scenario che si ha davanti ci dice che per adesso sul ring della politica gli avversari si misurano, si tirano qualche pugno, ma ognuno pensa di riuscire a sfiancare l’altro. Le cose, come dicevamo, sono interciunate. Assai. Il pubblico potrebbe non avere ancora tanta pazienza per chi sta sul ring.

    Il sindaco Giacomo Tranchida e il rimpasto in Giunta

    Il sindaco Giacomo Tranchida è alle prese con un rimpasto di Giunta che dapprima era programmato a metà mandato per rinforzare la coalizione, ma ha dovuto prendere atto della perdita di due consiglieri, Daidone e Tumbarello (cosa che ha ridotto a 14 i numeri della maggioranza, mentre l’opposizione è cresciuta arrivando a 10 consiglieri), poi ha appena avuto il tempo di fare un primo passo, con l’uscita dell’assessore Enzo Guaiana e la nomina della prof. Giulia Passalacqua, cambio di poltrone tra i due, se le sono scambiate tra Giunta e Consiglio comunale, deciso in casa Pd, e si è ritrovato la crisi causata dalle dimissioni di Lele Barbara il super assessore che sulla carta doveva essere il “delfino” del primo cittadino. Tutto così si è bloccato, anche la nomina del successore dell’avv. Alberto Mazzeo che da mesi è diventato presidente del Consiglio comunale, lasciando libera nella Giunta Tranchida la poltrona di assessore alle Finanze. Il gruppo centrista, del quale Mazzeo fa parte, fino ad oggi non ha indicato al sindaco Tranchida la richiesta rosa di nomi dal quale fare scegliere il sostituto dell’avvocato che guidando l’aula si trova ad essere come quell’autista che tiene tra le mani il volante di un autobus che tende a uscire sempre fuori strada. Mazzeo che frattanto siede anche al Consiglio provinciale, stando dalla parte del centrodestra. Così tanto per ricordare come stanno le cose. Inturciunate, appunto.
    Sulla carta almeno altri due assessori pare fossero destinati alla sostituzione, ma non è accaduto nulla. Tenere così tanto le bocce ferme forse non è una scelta che faccia bene all’amministrazione Tranchida, ma i beni informati dicono che il sindaco ha una sua strategia precisa.

    L’assessore regionale Mimmo Turano

    Così come l’assessore regionale alla Formazione Mimmo Turano al quale si richiamano i consiglieri centristi. Sono loro che sostengono la maggioranza e Turano, che a Palermo con la Lega fa parte del Governo Schifani, leggasi centrodestra, non ha mai speso una parola per causare la crisi a Palazzo D’Alì. La strategia di Turano, che in questi giorni ha festeggiato i suoi 60 anni, rivendicando con un post sui social sincerità e libertà, insomma ha mandato a dire di non tirarlo per la giacchetta, potrebbe essere quella di puntare lui, col suo gruppo, alla successione di Tranchida che comunque alla scadenza naturale, nel 2027, non potrà ricandidarsi.

    L’pposizione

    L’opposizione? Pensa a fine anno e alla annunciata mozione di sfiducia contro il sindaco Tranchida. Le norme prevedono che può essere presentata solo a metà mandato e a dicembre il termine fissato sarà raggiunto. Ci sono anche le firme occorrenti per presentarla, dieci consiglieri, quanti sono quelli che appartengono alla minoranza, resta incerto l’esito finale, per approvarla serve il voto del 60 per cento dei componenti dell’aula, e la maggioranza al momento tiene saldi i suoi 14 voti. L’opposizione usando il “piede di porco” sta cercando di creare dissidi interni agli avversari, e in soccorso ogni sera l’imprenditore Valerio Antonini, con le sue dirette social, sta cercando di dar loro aiuto, ma sotto sotto c’è chi nella minoranza non se la sente proprio di diventare un soldato di “Futuro”, il movimento politico fondato dal patron dello sport trapanese. A proposito: oggi è stato indetto il primo congresso provinciale del neonato movimento. Non c’è dubbio che gli oratori faranno l’elenco dettagliato del programma ma non c’è dubbio che l’attenzione sarà tutta per chi sarà presente. Ci sarà il pubblico delle “curve” ma ci si attende di vedere presenti i professionisti, i politici di razza e quelli nuovi, gli emergenti, magari anche i trombati e gli sconfitti, quelli che nella vita non hanno fatto altro che girarsi tutti i partiti e movimenti cercando spazio. Speriamo che almeno di loro il patron decida di farne a meno. Attenti dunque a chi andrà alla tribuna, trattandosi di un congresso le presenze sono sostanza, la partecipazione significherà adesione al movimento.

    In attesa degli eventi

    In attesa degli eventi, frattanto non c’è seduta di Consiglio comunale nella quale non si consumi un dramma. Anzi nell’ultima oltre al dramma per l’opposizione si sono inutilmente consumati energia elettrica e straordinari ai dipendenti comunali in servizio. E per questa ragione è scattata, dicono, una denuncia alla Corte dei Conti per danno erariale. E c’era chi tra i consiglieri di minoranza pensava anche a chiamare i Carabinieri per fare denuncia in diretta, non fidandosi della pg presente comunque in aula e rappresentata dagli agenti della Polizia Locale.
    Cosa è successo? La seduta di venerdì scorso era in prosecuzione di un’altra precedente di giovedì che si era conclusa per mancanza di numero legale. Al momento del voto di una delibera per approvare una somma urgenza nell’ambito di un intervento di Protezione Civile, la minoranza usciva dall’aula e per le assenze nella maggioranza veniva meno il numero legale. Venerdì alla ripresa dei lavori il vice presidente dell’aula, Andrea Genco, dopo l’appello che sanciva il numero legale, chiudeva subito la seduta, aggiornandola a giovedì prossimo, giustificando la decisione per le assenze, evidenti dei dirigenti, tanto che fare da segretario dii seduta era la più giovane tra i consiglieri, Angela Grignano. Assenze giustificate quelle del segretario generale Panepinto e della sua vice, Nunziata Gabriele. E’ naturale che in assenza delle figure apicali, la legittimità dei lavori d’aula è compromessa, ma la decisione di Genco non è piaciuta alla minoranza.

    La Minoranza

    Un minuto di seduta e quella chiusura in tutta fretta, “perché ancora una volta la maggioranza si è trovata senza i suoi numeri” ha stigmatizzato il futurista Tore Fileccia, rappresentano danno erariale. Tra costi di servizi e gettoni da corrispondere. Gettoni ai quali però molti consiglieri hanno rinunciato. Tutto questo nel caos più totale, con rimbalzo di responsabilità.

    La minoranza (che per adesso si riconosce in tre leader, Miceli, Guaiana e Fileccia, forse troppi per uno schieramento che non è così numeroso) ha diffuso un documento:

    “La maggioranza fugge dall’aula. Presenteremo esposto alla Corte dei Conti per danno erariale. Il vicepresidente del Consiglio, Genco, ha deciso unilateralmente di aggiornare i lavori, bloccando la trattazione di materie di rilevanza pubblica — come la somma urgenza e il Regolamento Taxi — soltanto perché la maggioranza non disponeva dei numeri necessari per deliberare. L’azione è inaccettabile: non si tratta di un semplice rinvio, ma di un atto politico che dimostra la mancanza di coraggio e di responsabilità verso l’istituzione consiliare e verso i cittadini che essa rappresenta. Ecco le ragioni della nostra protesta: Spreco di risorse pubbliche, illuminazione, remunerazione straordinari del personale, risorse consumate senza che nessun lavoro effettivo fosse svolto, e poi lesione del principio di buon andamento dell’amministrazione, carenza politica e assenza di volontà di confronto L’unico motivo dell’interruzione è chiaro: non si avevano i numeri in aula. Chi è investito del ruolo decisionale non può “fuggire” al confronto e alla responsabilità. Alla luce di quanto accaduto, l’Opposizione darà mandato ai propri legali di redigere e presentare un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti, affinché si accerti la presenza di un possibile danno erariale all’ente comunale e la configurabilità di responsabilità contabili e amministrative nei confronti dei soggetti coinvolti. Pretendiamo: che vengano rese note le motivazioni ufficiali del rinvio; che si quantifichi pubblicamente il danno economico provocato alla collettività; che si assumano le responsabilità politiche, morali e, se del caso, contabili del gesto. La città non può continuare a pagare per l’arroganza e l’incapacità di chi governa senza saperlo fare”.

    La Maggioranza

    Dall’altra parte, dalle fila della maggioranza gli unici a parlare sono i componenti del Gruppo Consiliare “Rigenerazioni Europa Verdi” (Parisi, Cammareri, Genco e Grignano). Spiegano: “La seduta del Consiglio comunale è stata sospesa dal vice Presidente per assenza di funzionari, dirigenti e del Segretario comunale, figure indispensabili al regolare svolgimento dei lavori.
    Noi consiglieri comunali, Angela Grignano, Baldassare Cammareri, Giovanni Parisi e Andrea Genco – abbiamo rinunciato al gettone di presenza, ritenendo che sia cosa corretta e onesta. Respingiamo però con forza le accuse dell’opposizione circa un presunto “danno erariale”: il vero danno è stato causato da loro, quando giovedì come del resto come fanno sempre, hanno abbandonato strumentalmente l’Aula, facendo venir meno il numero legale nonostante fosse in discussione una somma urgenza poi divenuta debito fuori bilancio, e il regolamento taxi con la presenza dei tassisti, lavoratori in attesa di questo regolamento. Il personale era già stato allertato per la prosecuzione dei lavori, quindi ogni polemica è del tutto pretestuosa. Chi oggi si erge a moralizzatore, in passato non ha mai rinunciato al gettone in situazioni analoghe, ma sopratutto per la cittadinanza onoraria a Mauro Rostagno seduta con solo appello, tutta l’opposizione escluso Gianformaggio non ha rinunciato al gettone con 2 minuti di seduta. Noi continuiamo a lavorare con responsabilità e trasparenza, nell’interesse esclusivo della città di Trapani”.

    Cosa si prevede per questa settimana

    Domani si apre una settimana politica che annuncia tempesta. Dapprima due sedute straordinarie, la prima, domani pomeriggio, dedicata alla vertenza degli assistenti per i minori non abili che frequentano le scuole (questione sulla quale il Comune ha intanto dovuto subire un verdetto non favorevole dal Tribunale che ha ordinato di garantire quell’assistenza oggi mancante), mercoledì il Consiglio straordinario per la vertenza gestione del Pala Daidone, o Pala Ilio o Pala Shark, insomma il Palazzetto dello Sport. Giovedì si tornerà in aula per la sessione ordinaria e per riprendere da dove non si è riusciti nemmeno a cominciare, somma urgenza e regolamento taxi.

    Se le previsioni meteorologiche indicano bel tempo, la scena politica è coperta da nubi che promettono tempesta. A meno che…

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