Cronaca
Trapani – Un rione rivoltato come un calzino quello di Cappuccinelli dopo il blitz di questa notte che ha visto impegnata la polizia di stato assieme alla polizia municipale del capoluogo. L’attvità investigativa stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Palermo.
Le indagini avviate nel 2025 dalla polizia municipale del capoluogo, hanno accertato un articolato sistema di gestione illecita in particolare di materiale ferroso condotto in un’area pubblica del comune di Trapani e presso un impianto nel comune di Marsala.
L’attività investigativa – col ricorso a tecniche di osservazione prolungata, documentazione fotografica e video e sistemi di sorveglianza aerea attraverso aeromobili a pilotaggio remoto -ha accertato l’esistenza di una attività organizzativa, a carattere continuativo di raccolta e smistamento di materiale ferroso portata avanti senza alcuna autorizzazione, da due persone già conosciute alle forze dell’ordine, con l’ausilio di gru,di bilance e di più vicoli dotati di cassone, dentro ai quali veniva conferito il materiale raccolto da terzi.
Rifiuti che poi venivano trasportati e smaltiti presso un centro di raccolta di Marsala , gestito da una società attiva nel commercio di rottami di ferro e metalli.
Nel corso delle indagini è emerso che i due trapanesi, in atto indagati per gestione illecito di rifiuti, avrebbero avviato una vera e propria attività imprenditoriale illecita, pubblicizzata sui social, con un prezzario “dedicato”, ai diversi tipi di materiale trattati, avvalendosi della collaborazione di 18 trapanesi, tutti indagati per gestione non autorizzata.
Sono state effettuate perquisizioni personali e in luoghi nella disponibilità degli indagati. Sequestrati sei mezzi utilizzati per il trasporto dei materiali ferrosi, ed attrezzature e beni strumentali utilizzati nell’attività illecita.
Altre perquisizioni sono state effettuate a Marsala presso l’impianto di smaltimento.
Agli operatori della Squadra mobile e della Polizia locale trapanese, l’operazioneha visto l’impiego di mezzi e personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, di tecnici di ARPA Sicilia e di specialisti in informatica forense. Il dispositivo ha inoltre compreso un elicottero della Polizia di Stato e due droni, che hanno assicurato sorveglianza e documentazione in tempo reale delle aree interessate.
Si rappresenta che la responsabilità penale delle condotte elencate sarà definita solo dopo l’emissione di eventuali sentenze passate in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.